Anno XVI - No. 09 - 2000

 

 

 

 

Paolo Pancheri

CURRICULUM ABSTRACT BIBLIOGRAFIA

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Ad esempio l'attivazione-disattivazione di molteplici aree cerebrali ha posto il problema del rapporto di causalità che esiste tra i vari fenomeni osservati. Inoltre ad un livello più concettuale la visualizzazione cerebrale ha messo in evidenza il rischio di una nuova "frenologia" dove singoli disturbi vengono associati a singole aree disfunzionali come in passato avveniva a livello di specifiche aree anatomiche. Ci si può naturalmente chiedere se un analogo sviluppo si sia verificato nell'ambito, più tradizionale, della psicopatologia e della clinica psichiatrica. In questa ampia area un settore che ha visto un drammatico ed esponenziale incremento è quello della psicometria e delle scale di valutazione (Fig. 9). La necessità di effettuare una misura delle variabili psicopatologiche è andato aumentando progressivamente soprattutto nell'ultimo decennio. Va osservato a questo proposito che per molto tempo, in psichiatria, ha dominato la tendenza a non considerare misurabili con strumenti quantitativi le variabili che caratterizzano i quadri clinici psichiatrici. Progressivamente e in misura sempre crescente gli psichiatri clinici si sono resi conto che non solo è possibile ma è necessario dare una misura numerica dell'oggetto delle loro osservazioni. Oggi nessun lavoro di ricerca clinica è accettato sulle riviste internazionali se non è corredato dalla misura delle variabili osservate per mezzo delle scale di valutazione e da un'adeguata elaborazione statistica dei risultati. Ma anche a livello della prassi operativa quotidiana i clinici hanno preso coscienza che l'utilizzazione delle scale di valutazione permette una più precisa ed attendibile obiettivazione dello stato dei pazienti e dell'efficacia delle terapie. Il settore comunque dove si è visto il maggiore aumento, sia in termini numerici assoluti che in termini di tendenza, dei lavori pubblicati è quello della psicofarmacoterapia (Fig. 10). Alla base di questa osservazione vi è l'aumento progressivo dell'introduzione in commercio di nuove molecole psicoattive e dei relativi studi finalizzati sia all'approvazione del farmaco che ad una sempre maggiore precisione nella sua utilizzazione a livello clinico (efficacia e sicurezza). Infatti, l'interesse per la psicofarmacologia è andato aumentando parallelamente alla sempre maggiore efficacia delle terapie e al sempre miglior controllo degli effetti collaterali e secondari. Sempre più, la farmacoterapia ha visto ampliare i suoi campi di applicazioni che oggi comprendono le età estreme della vita (16,17), le differenze di genere (18,19) e tutta l'area della comorbidità psichiatrica e somatica (20). Ad un livello più analitico è interessante osservare come l'applicazione dei farmaci ai disturbi psichiatrici si stia spostando da un'ottica "categoriale" ad un'ottica "dimensionale" (Fig. 11). Ciò significa che invece di associare un farmaco ad ogni malattia (definita sindromicamente dai sistemi classificatori) ci si sta spostando verso l'uso di farmaci, o di combinazioni di farmaci, che agiscono su associazioni di sintomi a cui sottendono meccanismi patofisiologici specifici. Inoltre, una tendenza già in atto e destinata ad avere un sempre maggiore sviluppo è la ricerca di correlazione tra effetto clinico osservabile ed azione del farmaco a livello della trascrizione genica neuronale. In questo modo la psichiatria molecolare trova il suo collegamento alla clinica. Al di là della psicopatologia e della farmacoterapia altre aree della psichiatria appaiono in crescente sviluppo. Una di queste aree è rappresentata dagli interventi assistenziali e psicosociali (Fig. 12). Vi è infatti una presa di coscienza collettiva che la cura dei disturbi psichiatrici è di necessità multidimensionale. Soprattutto per quanto riguarda i disturbi psichiatrici gravi, come le psicosi maggiori, anche se l'intervento farmacologico rappresenta la base del trattamento il recupero completo del paziente ed il suo reinserimento nelle strutture sociali deve essere oggetto di interventi di riabilitazione che sono compito di strutture assistenziali specializzate. Le attuali tendenze, per quanto riguarda le terapie non farmacologiche, vedono infatti un aumento progressivo delle psicoterapie brevi poco strutturate, delle psicoterapie centrate sul problema, degli interventi multidimensionali di équipe e della riabilitazione programmata. Un settore in continua espansione e destinato a vedere un crescente interesse nei prossimi anni, è quello dell'etica psichiatrica (Fig. 13). I problemi di etica psichiatrica coinvolgono il medico sia a livello della ricerca che a livello della clinica ed hanno un triplice aspetto. Il primo aspetto è di carattere più strettamente giuridico e riguarda il conoscere e l'adeguarsi del medico a livello delle normative che regolano la sua professione. Il secondo aspetto riguarda l'applicazione del codice deontologico nei confronti del paziente psichiatrico che pone problemi più complessi rispetto a qualunque paziente medico. Il terzo aspetto è di carattere più strettamente morale e riguarda le decisioni operative dello psichiatra anche quando egli abbia rispettato sia le norme giuridiche che le norme deontologiche che soprintendono la sua professione. È da attendersi nei prossimi anni quindi un'attenzione crescente per i problemi etici, deontologici e legali sia nell'attività clinica che di ricerca dello psichiatra e il problema del consenso al trattamento sarà il punto nodale di questo argomento. La ricerca clinica in psichiatria è destinata a essere sempre più regolamentata, complessa e costosa ma i diritti umani del malato saranno sempre più tutelati. In questo continuo aumento di conoscenze, di mutamento di modelli concettuali, di incremento costante di richiesta di aiuto e di assistenza da parte di strati sempre più ampi della popolazione non è facile prevedere ciò che ci attende nei prossimi anni. Un dato certo è che la psichiatria è destinata ad assumere un ruolo sempre più importante tra le discipline mediche colmando la disparità, che ancora oggi in parte esiste, tra la sua immagine tradizionale e il suo impatto reale in una società complessa come quella contemporanea. Paolo Pancheri Ordinario di Clinica Psichiatrica Università La Sapienza - Roma

 

 

Paolo Pancheri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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