Carducci

La storia sociale del nostro Paese è racchiusa in due frasi scritte in tempi diversi.
Giosuè Carducci 1887 scriveva: “è buon per me se per mia vita intera mi frutterà di meritare un sasso che porti scritto non mutò mai bandiera”.
Attualmente un personaggio conduttore, autore e, chi più ne ha più ne metta, dice al contrario: “ chi non cambia idea è un cretino”.
Ogni commento è superfluo.
In due frasi si evidenzia la differenza fra due momenti storici in cui al rigore ideologico si contrappone il degrado attuale di una società senza valori, senza dignità, senza coerenza, allo sbando, in cui tutto l’illecito è lecito, ciò che è immorale viene sbandierato ai quattro venti con orgoglio in una gara di depravazione, il privato è pubblico, il “pubblico” ha diritto di sapere tutto ciò che è privato.
La curiosità morbosa non si ferma all’apparenza, ma deve entrare dappertutto, scavare in tutto e non vi sono muri lenzuoli che possono fare da barriera; tutto viene messo in discussione, oggetto di trasmissioni televisive trash in cui la banalità è sconcertante, il linguaggio da trivio e monotono come il lessico usato che fa rimpiangere il tempo in cui Giosuè Carducci poteva scrivere “è buon per me…………”  e non vi era la televisione che dava visibilità e la parola a chi forse e non forse sarebbe più utile il silenzio.                                                             
L’unica chance che l’uomo comune ha di by-passare tutto questo è fare zapping in cerca di una trasmissione che non parli un linguaggio osceno.

 


 
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