Che brutta figura i giovani leader PD

Si’, qualcuno, come il sindaco di Firenze Matteo Renzi, i numeri ce li ha, ma  l’eccesso d’ambizione porta a brutte figure. Come quelle che hanno collezionato i giovani aspiranti  leader del Pd. L’Espresso” aveva, infatti, indetto un sondaggio on line proprio per far emergere un potenziale giovane successore di Pierluigi Bersani, segretario dei Democratici. Ebbene, pare proprio che questi aspiranti  numeri uno si siano, in gran parte, votati da soli. Mario Adolfi , che alle primarie si candidò alla segreteria Pd, ne è certo. E sull’ex-quotidiano della Margherita, “Europa”, l’ha scritto a chiare lettere.

Già il titolo dell’articolo non lascia spazio a dubbi: “Se i nuovi leader dem si votano da soli.”, ma poi ecco la dimostrazione, indicando le “stranezze” riscontrate dallo stesso “Espresso”: Eccole: per  Matteo Orfini su 4635 voti ben 3493 sono venuti dallo stesso indirizzo Ip, mentre per il sindaco di Firenze Matteo Renzi, da molti, comunque, indicato come futuro possibile leader, su 8373 voti 1233, 1776 e 2205 sono arrivati dallo da tre IP unici. Non sfugge a queste “stranezze” nemmeno l’europarlamentare Debora Serracchiani, spesso invitata nelle trasmissioni Tv: su 7627 voti 1634,1690 e 2097 sono giunti da tre Ip unici. Stessa sorte anche per Giuseppe Citati : 8345 voti 1042,1776 e 2478 risultano spediti da tre Ip unici.

Clamoroso, infine, che in questa schiera di votati con procedura “strana” figuri anche il governatore della Puglia Nichi Vendola: 8245 voti 529,842,980 e 2459 da quattro Ip unici.

Commenta Adinolfi : “Un tristezza con una angolatura grottesca:” “La cosa più divertente – ha aggiunto con ironia - è immaginare Orfini che clicca 3500 volte il suo nome per sembrare il nuovo leader del Pd,arrivando comunque ultimo.”

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