LETTERA APERTA

Egregio Presidente Berlusconi,
il problema italiano attualmente irrisolvibile è dato dall’inesistenza su tutto il fronte politico, dei “politici”, quelli che qualitativamente danno alla politica un senso etico che è il massimo nella identificazione della vecchia police, quella indispensabile per governare una nazione.
La tristezza di questa considerazione, purtroppo, è dovuta alla consapevolezza che nè a destra, nè  a sinistra, nè al centro vi sono dei “politici”. Ognuno individualmente pensa ad interessi di “botteghino personale”, spesso senza neanche un minimo di dignità. La politica viene esercitata in una lotta fra contendenti che usano fango come lotta politica, da buttare sull’avversario non per il fine del bene comune, ma, spesso, per interessi di sopravvivenza personale, perché no, anche economica.
In questa realtà non è difficile e non sorprende l’atteggiamento di alcuni  partner europei che al di là di ogni considerazione, pensano di poter prevaricare. In politica un sorriso ha un significato preciso. Allora?! Vi è un solo mezzo per uscire dal guado, uscire dall’EUR e ritornare alla vecchia, ma fedele,  lira. Questo provvedimento avrebbe il consenso e l’approvazione da parte di tutti gli italiani. A tal proposito perché non fare un referendum? In un sol colpo darebbe all’economia una  nuova spinta alla produzione, limiterebbe l’importazione alla concorrenza cinese e via di seguito. Questo non soltanto a livello psicologico riporterebbe, anche, l’entusiasmo e la voglia di fare. Una presa di posizione forte e precisa toglierebbe il sorriso ironico dalle labbra dei partner europei trasformandolo in una smorfia di preoccupazione. Questo, scusi il condizionale,  farebbe un politico con le…….una persona educata non lo dice, assumendosi la responsabilità della scelta politica. I se e i ma utilizzati per giustificare l’adesione ad una Europa inesistente, diretta da chi storicamente credeva il migliore e cerca di tenerci sotto scacco.
Purtroppo adesione voluta solo da chi abiutuato a gestire grandi numeri, non si è reso conto, che i numeri portano sempre da una unità, e solo dopo tecniche elaborate diventano cifre aggiungendo degli zeri che non hanno nessun valore senza il numero primo. Essere condizionati dal giudizio di chi storicamente si credeva migliore è troppo, non basta una risata di protesta sia pure ironica, la risposta può e deve essere una sola! Ognuno per la sua strada ritorniamo ad essere una vera nazione, punto e basta.


Ge di Giulio

 


 
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