La lega all'offensiva: manovra anticostituzionale obiettivo Napolitano

La Lega sta studiando una proposta di impeachment nei confronti di Napolitano

La Lega è all’offensiva e prepara un duro attacco al Presidente Napolitano per aver controfirmato e, dunque, avallato una manovra economica ritenuta anticostituzionale. In questo il partito di Bossi si salda con l’Unione delle Provincie, il cui presidente ha detto chiaro e tondo che i provvedimenti appunto sull’ente provincia sono anticostituzionali.
Partendo da qui e aggiungendo che di fatto, ormai, siamo a una repubblica presidenziale la Lega si prepara ad impostare un’iniziativa che rischia implicazioni sul piano istituzionale.

Intanto c’è chi chiama la “manovra Monti” una “mattonata di tasse” e chi, comei tre maggiori sindacati, lunedì sciopererà contro, non parliamo di Pd e Pdl messi con le spalle al muro e costretti a votarla, invitando il governo a porre la fiducia. La “rabbia sociale” e la “disperazione sociale” provocate dalle misure anti-crisi possono, inoltre, favorire il terrorismo. Non lo dicono gli oppositori del professore della Bocconi, no, lo sostiene, un po’ a sorpresa, il ministro degli Interni Maria Cancellieri, lanciando un allarme che crea inquietudini e preoccupazioni. Non era meglio non creare altre tensioni ai cittadini? Invece ecco che la titolare del Viminale dice: la manovra può “prestarsi a strumentali forme di sovversivismo o peggio alimentare mai del tutto sopite tentazioni eversive”?
Quando gli ex-ministri Maroni e Sacconi lanciavano gli stessi allarmi venivano subissati di critiche, in alcuni casi proprio Sacconi veniva quasi considerato  un mitomane dall’allora opposizione, oggi Bersani e Casini non hanno alcunché da dire ?
Certo sì è che la manovra sta provocando reazioni negative tra i cittadini, lo stesso Monti ha detto nel “salottino di Vespa” che la sua popolarità è calata di 9 punti (“forse vuol dire che dovevano fare una manovra più pesante” ha commentato con una certa dose di civetteria). Di contro Silvio Berlusconi ha annunciato all’ufficio politico del Pdl una risalita personale di 8 punti e una del partito al 28.1% .
Non vanno bene, invece, le cose per il Pd, lacerato da dissensi interni, con l’ala sinistra sul piede di guerra, con la Cgil schierata, di fatto, sulle posizioni della sinistra estrema e un Di Pietro che non arriva a dire, come fa Travaglio ammalato di antiberlusconismo, che dietro a Monti c’è il Cavaliere, ma parla di un patto tra i due. Dichiarazione, questa, che ha fatto perdere la calma a Pierluigi Bersani che ha intimato: o l’IDV cambia atteggiamento o niente più alleanza con noi.
L’ex-magistrato, ovviamente, non è rimasto zitto ed ha duramente replicato: “stupisce l’atteggiamento intimidatorio e ricattatore dell’amico Bersani lontano anni luce dal Paese reale che soffre.”
Il fatto è che i democratici vivono una fase di vero sbandamento, chiedono cambiamenti sostanziali della manovra e li indicano, ma in cambio avranno solo qualche marginale aggiustamento, magari sull’indicizzazione delle pensioni e rimane il solito “prendere o lasciare” di Monti che sa benissimo come i partiti abbiano, oggi, scarso spazio di manovra e, forse, pensano già a come arrivare ad elezioni anticipate a giugno, insieme alle amministrative. In questa prospettiva, ad esempio, Berlusconi tiene unito il suo partito e lo sa bene Pierferdy Casini, unico vero sostenitore, insieme alla Confindustria, della manovra. Il leader Udc ha, però, commesso un errore: nel tentativo, infatti, di esorcizzare il ricorso anticipato alle urne ha finito per evocare proprio lo spettro temuto, dicendo che qualcuno vuole andare alle elezioni anticipate ad aprile. Quel qualcuno va ricercato in un vasto fronte che va da Vendola, Di Pietro, una parte del Pd e a gran parte del Pdl e alla Lega. La data, tuttavia, non è aprile, ma giugno. Comunque sia, non caso Silvio Berlusconi fa proporre dai suoi il confronto per una nuova legge elettorale con le preferenze e il premio di maggioranza nazionale anche per il Senato, abbinamento che al Pd non piace affatto.
In sostanza, al di là delle dichiarazioni ufficiali c’è chi davvero punta alle elezioni anticipate: tra le misure di Monti e la nuova strategia Merkel-Sarkozy a livello europeo forse la crisi finanziaria colpirà di meno. Se questo accadrà, come si prevede, credete voi che i partiti vogliano lasciare il merito del cessato pericolo ad un governo di tecnocrati che potrebbero prender gusto a fare i politici?

 


 
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