Chiedono da oltre un anno che il premier si dimetta, invocando un governo di salute pubblica. Il loro antiberlusconismo viscerale provoca reazioni anche nel Pd , finisce per fare un favore al Cavaliere, danneggia il Paese sul piano internazionale e costituisce un clamoroso autogol perché contribuisce all’antipolitica. Il presunto patto Berlusconi-Bossi per elezioni anticipate a marzo rischia di creare spaccature nel Pdl e, quindi, crisi di governo.
E’ una vera e propria ossessione quella del giornale-partito “Repubblica” e del duo Bersani-Casini, tutti uniti, da oltre un anno, a chiedere le dimissioni del premier e un governo di salute pubblica. Sembrano sempre lì per mandare a casa Berlusconi, ormai è fatta, gran preparativi per gridare vittoria e quello, invece, ottiene la fiducia in Parlamento, una sull’altra, a voto palese o segreto, stai a vedere che nell’urna un pò di deputati del centrosinistra vota sì al Cavaliere , mettiamo per dire no all’arresto di un collega della maggioranza, per supplire ad alcuni franchi tiratori?
Per chi legge “Repubblica” apprende, per la verità da mesi, che il governo cade, che ci sono manipoli di parlamentari, chissà?, forse 15 al Senato e una decina alla Camera, ecco anche alcuni nomi e cognomi, che non ne possono più e hanno deciso di votare contro il Cavaliere. Poi vengono le smentite e ad onta di tutti i sondaggi i molisani vanno a votare per i loro rappresentanti regionali e il Pdl, con le sue varie liste, ha gli stessi numeri del passato, mentre il PD prende una scoppola che non ti dico, non ci sono stati solo i grillini ad attingere al serbatoio di suffragi pidielle, l’ha ben compreso Walter Veltroni che ha duramente polemizzato con il segretario del suo partito, dove i giovani, pur divisi, penso a Civti e Renzi contestano sia la linea politica sia una dirigenza ritenuta vecchia ossa. E c’è di più. Sì, perché con questo loro atteggiamento distruttivo Bersani , Casini e company finiscono per essere autolesionisti, facendo un clamoroso autogol: quello di alimentare l’antipolitica. Si dice : ma indeboliscono fortemente Berlusconi. A parte il fatto che, grazie anche all’apporto di Di Pietro, questo antiberlusconismo viscerale fa, senza volerlo, grossi favori proprio a Berlusconi come s’è visto anche nel recentissimo voto del Molise, rimane una realtà che allontana sempre più i cittadini dagli attuali partiti, il loro gradimento raggiunge, quando va bene, appena il 7% con grandi rimpianti per le forze politiche della “Prima Repubblica”, in testa la DC, seguono a distanza seguono PCI e PSI E nei sondaggi il 40% degli italiani non sa più per chi votare , mettete anche in conto gli astensionisti cronici.
Ho l’ impressione che l’attuale politica non si renda conto che questo scontro continuo,questo evitare ,soprattutto da parte dell’opposizione, un vero confronto sui problemi, sulle proposte, pone le basi per spazzar via gli attuali protagonisti. L’italiano è sempre stato disposto a tirare la cinghia e l’ha dimostrato, ma c’è un limite a tutto e Giulio Tremonto,ad esempio, non pare rendersene conto : qui se non si offre un po’ di respiro alle famiglie, che già erano state tartassate dall’errato cambio lira-euro , si rischia la violenza che già gira in Europa alimentata da chi vuol destabilizzare il nostro Continente, magari qualcuno Oltreoceano. Per nostra fortuna questi stessi signori hanno tutto l’interesse a salvaguardare il nostro Paese per due motivi. Il primo, fondamentale, per l’essere quasi una portaerei occidentale nel Mediterraneo ,le cui coste africane hanno visto clamorosi sconvolgimenti e noi possiamo essere mediatori apprezzati. Il secondo, anch’esso importante, per l’essere una realtà dove, oggi, si può investire e avere ottimi ritorni a patto che si faccia una incisiva riforma della giustizia e si attui provvedimenti come quelli previsti nel prossimo decreto per la crescita.
In un tale quadro certi poteri forti esterni all’Italia hanno interesse a che questo governo rimanga ancora per un po’ sulla scena per approvare le necessarie misure , difficilmente attuabili da un esecutivo di salute pubblica.
Le prossime settimane saranno decisive in proposito. E qui si vedrà la rimanente capacità berlusconiana di gestire una gravissima emergenza. Il primo dovere è di sgombrare il campo
dalle elezioni anticipate a marzo. Il giornale- partito “Repubblica” insiste moto su tali elezioni , imitato da Casini che le sbandiera per spaventare quei non pochi parlamentari Pdl che le temono, sapendo che non saranno ripresentati o, comunque, non verranno rieletti. E’ stato persino pubblicato dall’Ansa, cioè un’agenzia ufficiale, gestita da tutti i quotidiani italiani, una presunta lettera indirizzata dai parlamentari Pdl al premier per chiedergli discontinuità d’azione, di allargare la maggioranza a FLi e Udc, un tempo alleati, in sostanza i fare un passo indietro. In molti l’hanno considerata come un annuncio di crisi governativa. Poi quella lettera, nonostante i nomi e cognomi circolati, non ha avuto paternità, persino i presunti leaders come Pisanu e Scajola hanno smentito . E c’è chi l’ha definita un falso.
In effetti dentro il Pdl c’è maretta, ma soprattutto per il presunto patto Berlusconi-Bossi per le elezioni anticipate. Sì, c’è anche qualche mal di pancia per qualche incarico negato e dato ad altri, fatto abituale nella politica italiana, ma è il rischio di perdere seggio e pensione a tener banco e Berlusconi, se vuol reggere, deve fronteggiarlo con decisione, oltre a varare provvedimenti che rendano meno pensante la vita dei cittadini,voglia o no Tremonti. Certo, la riduzione del debito è prioritaria , tuttavia è possibile reperire soldi da restituire ai cittadini ( ai quali rimane solo il 20% dei loro stipendi o salari), eliminando , finalmente, le molte spese improduttive, migliorando l’equità fiscale, tagliando, come si dice senza, però, farlo ,i costi della politica e dintorni , mettete anche in conto Authority, consulenze, doppi e triplici incarichi.
Il premier, invece, di patti elettorali, dovrebbe pensare ad un “patto costituente” per riscrivere, con un serio confronto oggi impossibile, le regole comuni, ossia per determinare quella “grande riforma” che indichi la struttura di un nuovo Stato adeguato ai cambiamenti intervenuti e alle sfide che siamo chiamati ad affrontare.
Elezioni anticipate non risolvono, ma aggravano i problemi anche perché la prospettiva è quella dell’ingovernabilità. E’, dunque, un colpo d’ala che serve ed è qui che Silvio Berlusconi si giuoca quel che ancora resta della sua credibilità come uomo di Stato.
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