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Un coro di no all "ora islamica"
Forse è stata una provocazione o forse come credo, una proposta in buona fede. Fatto sta che un coro di "no" ha salutato quella relativa all'introduzione dell'ora di religione islamica nelle scuole pubblica. L'idea è venuta dal sottosegretario Urso, che s'è preso per questo un elogio da un ministro libico, tanto basta per rendersi conto dell’assurdità della proposta, ma anche le risposte negative di autorevoli suoi colleghi finiani come il ministro Ronchi e il vice-presidente dei deputati Pdl, Italo Bocchino. Se vi è stata un'apertura da parte dell'arcivescovo Martino, presidente del Pontificio consiglio per la giustizia e la pace che ha parlato a titolo personale e sta per andare in pensione, i Vescovi italiani sono nettamente contrari. E le sue aperture sono note. Risalgono a tempi lontani tanto che, per il cardinal Pellegrino arcivescovo di Torino, se ne può parlare tra 40, 50 anni e per l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei cardinal Bagnasco sono irrealizzabili. Fa eco ai due porporati lo scrittore cattolico molto vicino al Papa , Vittorio Messori per il quale l'idea è disastrosa e c'è il "rischio della scuola coranica." Anche il rabbino capo di Roma Di Segni è di fatto contrario : in linea di principio la proposta va bene, ma la sua attuazione è estremamente difficile, eppoi non c'è una rappresentanza in Italia di musulmani che dovrebbero pagarsi i docenti come fanno gli ebrei. Urso comunque ha l'appoggio di Gianfranco Fini "non c'è nulla di scandaloso, solo buon senso" che rilancia le sue proposte sul voto amministrativo agli extra-comunitari in regola e la cittadinanza dopo 5 anni subito, per chi nasce in Italia o ha terminato un ciclo scolastico. Ovvio il sì di Massimo D'Alema anche se sull'"ora islamica" ammette :"idea difficile da realizzare". Scontato, invece, il no della maggioranza del centrodestra. C'è anche l'interrogativo : ma per chi voteranno quei milioni di extracomunitari? Sì, perché finirebbero per essere loro a determinare le maggioranze. Forse si auspica che i voti che ha perduto e che sta perdendo a destra li possa recuperare fra gli extracomunitari, ma questo è più di difficile attuazione. Se oggi ci fossero le elezioni, avrebbe un bagno di realtà dai voti italiani che non condividono certe aperture.
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