Cento proposte (aperte al dibattito e al cambiamento) presentate dai “rottamatori”. Dura polemica con Bersani, sempre più in difficoltà nel partito, e accusa di Vendola al sindaco di Firenze d’essere di destra , anche per gli elogi ricevuti dal presidente dei deputati Pdl.
Giulio Andreotti aveva il fondato sospetto, parlando con amici, che il pm palermitano Antonio Ingroia fosse di parte, quindi prevenuto nei suoi confronti sino a dar per vero il bacio con Riina.Ora ne ha avuto la prova certa. Ingroia, infatti, è a ddirittura intervenuto al Congresso del Partito dei Comunisti Italiani, confessando candidamente di essere “partigiano”. Leggete questa significative frase : “confesso che non mi sento un magistrato del tutto imparziale, ma un partigiano della Costituzione”. E ha aggiunto : sotto gli attacchi alla Carta “resistere non basta:i magistrati non possono essere trasformati a esecutori materiali di leggi ingiuste”. Proprio così ha detto come se spettasse a lui decidere se una legge è giusta o no, se va applicata o no. Forse pensava d’essere nella Russia staliniana , ma lui opera in Italia, dove i magistrati non debbono essere “partigiani” o applicare le norme secondo una logica politica.
Ovvie le dure reazioni del Pdl, questa volta affiancato dall’Udc e dai finiani segno che Ingroia ha proprio passato il segno visto che persino Italo Bocchino, co-leader di un partito che difende la magistratura, ha detto :”il magistrato dovrebbe essere al disopra della querelle politica del Paese. Persino Borsellino che, pure, aveva le nostre idee appariva distinto e distante dalla politica.”
Ovviamente la sinistra ha difeso il Pm palermitano e Andrea Orlando, responsabile giustizia del PD, invece di criticare questa esibizione politica di un magistrato ha affermato che l’intervento di Ingroia “è un diritto riconosciuto dalla Costituzione”, dimostrando, con questo, di non conoscere la Costituzione che non prevede il diritto, per un magistrato, di dirsi aprioristicamente parziale e di gridarlo dalla tribuna di un partito che, oltre tutto, non è nemmeno presente in Parlamento. E non s’è reso conto Orlando che con la sua difesa ha finito per dare ragione a chi sostiene d’essere perseguitato da certi PM barricadieri?
Attendiamo ora di sapere cosa ne pensa il vice-p residente del Consiglio Superiore della Magistratura Vietti, ex-sottosegretario alla giustizia di un governo Berlusconi e sino a poco tempo fa esponente di rilievo di quell’Udc che ha duramente criticato Ingroia.