Povera RAI! Comandano solo certi conduttori
Condivido quel che ha scritto sul “Corriere della Sera” un attento osservatore delle vicende Rai come Aldo Grasso. Il titolo del suo articolo riassume la realtà: I capricci di Santoro (e non solo – nella Rai in balia dei conduttori.” Non era, infatti, mai accaduto che un giornalista, Michele Santoro, facesse una filippica per venti minuti, oltretutto in prima serata, solo per giustificare i 10 milioni di euro che avrebbe messo in tosca, lasciando l’azienda, o meglio “Anno Zero”, e per attaccare tutti, destra e sinistra, giornali, colleghi.persino quel “mostro sacro i 2 che è Sergio Zavoli.
E non era mai accaduto che un altro conduttore, Bruno Vespa, chiamato in causa, rispondesse polemicamente, sempre in diretta, pur se in seconda serata. L’uno e l’altro hanno fatto un uso proprio della Tv pubblica. E come se non bastasse, ecco un altro conduttore, Paragone, da poco approdato in Rai, dedicare tanto spazio della sua trasmissione alla inusuale e censurabile polemica in diretta tra Santoro e Vespa, forse nella speranza di incrementare l’audience.
C’è da chiedersi: ma dov’è il Dg della Rai? Dove sono i direttori delle reti (Uno e Due) dove questi avvenimenti si sono verificati? La sensazione, direi quasi la certezza, è che oggi in Rai c’è chi fa quel che vuole.
Ora Santoro ha fatto sapere resto alla Rai, la mia immagine lesa dalle fughe di notizie.” C’è chi dice che tutto dipenda da quella clausola di esclusiva per la futura collaborazione da esterno, collaborazione che frutta un bel po’ di milioni. Può essere, ma hanno certamente inciso le critiche che goi sono giunte dai suoi fan e la sorpresa dei suoi stessi collaboratori.
Commenta Saldo Grasso: “Contrordine compagni: Santoro resta! Dopo la più allucinante settimana di polemiche sull’abbandono di Viale Mazzini da parte del conduttore, con alterchi a non finire, scontri tra prime donne, sbandieramento di contratti, forse tutto resta come prima.” E ancora: “Un tempo era impensabile che un giornalista o un presentatore usasse il mezzo per regolare conti personali.
Se abusava del ruolo veniva pesantemente sanzionato. E invece abbiamo visto combattere, come galletti in un pollaio, Santoro, Vespa, Paragone (che ha dedicato un incredibile puntata al caso). Ognuno ha detto la sua , in un penoso carosello di accuse e controaccuse: Come se la direzione generale non avesse peso: Come se il presidente fosse pleonastico. Come se il Cda mancasse di autorità e di autorevolezza.”
Scusate la lunga citazione, ma fotografa benissimo una situazione assurda. Quand’ero nel cda della Rai Santoro era già un problema perché pareva che le regole di un servizio pubblico non lo interessassero, ma lo chiamavano in causa per questioni che, rispetto a quelle d’oggi, possono apparire insignificanti. Se gli attuali dirigenti dell’azienda sono ancora in servizio attivo dovrebbero battere un colpo, non credete ?.”