Toh, chi si rivede Romano Prodi
Era scomparso dalla scena politica, meglio la cultura e, soprattutto, la lobby sociale ed economica, terreno a lui ben noto, ha messo in campo la Fondazione dei popoli, riuniti a Bologna re, capi di stato africani, rappresentanti di Cina, Usa, e Ue. Mi riferisco a Romano Prodi, assente alle assemblee del Pd, che pure ha contribuito a fondare, lontano (pareva) dalle beghe politiche. Invece ha dato segnali di non disinteressarsi del suo partito. Prima ecco le critiche alla linea Bersani e l’intervista al “Messaggero” per proporre le riforma federale del Pd, tanto agognata dai Cacciari e dai Chiamparini, ma sempre negata dai vertici dei Democratici,. . Poi la lettera sl “Corriere della Sera” a difesa dell’euro, quindi i giudizi positivi sul nuovo corso impresso da Bersani al partito, frutto anche di una trattativa con l’opposizione di Franceschini.
Allora Prodi scende di nuovo in politica? Non credo ancora direttamente e, comunque, non mi pare abbia alcuna intenzione di sfidare ancoira Berlusconi o un altro per Palazzo Chigi. No, lui, punta più in alto: il Quirinale.
Probabilmente anche con gli attuali poteri, ma se ci sarà una riforma in senso presidenziailista ritiene d’essere l’unico a poter contrastare il Cavaliere, non l’ha forse anche battuto in passato?
Angelo Rovati, amico di una vita del Professore e – come scrive Aldo Cazzullo – trai d’union tra Prodi e gli ambienti finanziari milanesi, ha lanciato ufficialmente la sua candidatura. Ha detto: “Ci tocca ascoltare lezioni da personaggi che hanno distrutto il Pd:. …Se si vota direttamente il Capo dello Stato qua o i altri nomi potrebbe mettere in campo il centrosinistra contro Berlusconi se non quello di Romano Prodi? E con la crisi finanziaria drammatica che infuria in Europa, ci si può permettere di lasciare una tale risorsa priva di una dimensione operativa. Hanno creduto d’essersene liberali (ovviamente q uelli del Pd-ndr). Ora si rendono conto che uno come Prodi non si trova. Dietro ogni angolo.”
Gli ha fatto eco Filippo Andreatta: ”La crisi è sociale, non politica. Quindi non c’è, bisogno di fare politica attiva per esserci. E Prodi c’è. E’ ancora in grado di dare un grande contributo al Paese.”Secondo Cazzullo lo ritiene anche il ministro Tremonti che gli avrebbe parlato “più volte di finanza pubblica e crisi internazionale.” Stai a vedere che le voci che vogliono, intanto, il Professore candidato per la segreteria dell’Onu o per il Fondo Monetario, situazioni che richiedono l’appoggio del governo italiano, non sono, poi, tanto infondate?