|
Sondaggi-Choc: Via Berlusconi ma non ha sfiducia nel centrosinistra
Il 40% degli italiani non sa per chi votare. La maggioranza critica il governo in carica e non crede in Bersani e company. Il Terzo Polo non decolla . E voci insistenti parlano di rischio violenza nel nostro Paese.
Criticano il governo, vorrebbero un passo indietro di Silvio Berlusconi, ma non hanno fiducia nel centrosinistra. Questa la fotografia della maggioranza degli italiani secondo tutti i sondaggi. Aggiungete che il 40% degli intervistati non sa per chi votare, che per circa il 70% il futuro si presenta sempre più incerto ed avrete e che si fanno sempre più insistenti le voci di “rischio violenza” nel nostro Paese (anche su sollecitazione “esterna”) ed avrete un quadro estremamente preoccupante della situazione .
Dinnanzi a tale realtà i partiti invece di ricercare punti di incontro per affrontare l’emergenza proseguono sulla strada delle invettive ed è, ad esempio, divenuto ossessionante Bersani che va in TV a ripetere il ritornello: “Berlusconi se ne vada”, da qualche tempo imitato da Pierferdy Casini oltreché da soliti Di Pietro e Vendola. Ma davvero si crede che un governo di salute pubblica, con forze politiche così diverse e con programmi alternativi riuscirebbe a risolvere i problemi? E nuove elezioni a cosa porterebbero se non all’ingovernabilità totale? Il Capo dello Stato si sbraccia nel dare moniti e consigli, aumenta la sua popolarità, ottiene consensi a parole, ma poi nei fatti nessun politico l’ascolta. E il rischio violenza aumenta, se ne vedono i sintomi, anche le manifestazioni più pacifiche si trasformano in pericoli a causa degli infiltrati, probabilmente lautamente pagati da chi, dall’estero, vuole questa violenza che è già comparsa in Francia e Gran Bratagna, mentre alcune chiare avvisaglie si sono avute anche da noi, pensate solo alle proteste anti-Tav degenerate in attacchi ai cantieri e alle forze dell’ordine. Il fatto che la crisi economico-finanziaria ha devastato le famiglie italiane che già si erano viste dimezzare il proprio potere d’acquisto dall’euro, troppo frettolosamente accettato da Prodi-Ciampi con un cambio fortemente penalizzante l’Italia e una parità marco dell’Ovest (valeva quasi mille lire) e marco dell’Est( valeva circa 300 lire) sì che i tedeschi orientali si trovarono con un bel gruzzolo da spendere per acquistare prodotti della Germania Ovest.
Le misure adottate da Tremonti hanno dato, forse, un corpo mortale ai cittadini e giustamente il capogruppo del Pdl alla Camera, onorevole Cicchitto, ha sparato a zero sul ministro. I tagli, in parte necessari, hanno colpito , ad esempio,anche la sanità regionale con il risultato – cito il Lazio – che su ogni ricetta si pagano 10 euro, più i ticket già in vigore e ho visto, in farmacia, scene da rabbrividire con pazienti costretti a rinunciare alle medicine perchè non avevano i soldi per tassa e ticket. Uno di essi ha aggiunto, con tono disperato : “e per una Tac devo aspettare quattro mesi, faccio in tempo a morire prima!”
Ho citato questi casi, che si aggiungono a numerosi altri, pensate ai precari, si giovani senza lavoro, ai cassaintegrati, ai disoccupati, ai pensioni a 5oo euro al mese, per indicare come molte famiglie non riescano a giungere addirittura alla terza settimana del mese. E quando non si riesce a dar da magiare ai figli l’ira diventa una cattiva consigliera e si può essere facile preda dei provocatori. Per questo è urgente il famoso "pacchetto" del governo per un minimo di crescita, io dico per dare un po’ di sollievo economico alle famiglie , qui Tremonti deve dire di sì al premier se non si vuole che l’incendio della protesta devasti il Paese.
E chi , con l’alibi di voler salvare l’Italia, prosegue con l’antica politica del tanto peggio tanto meglio deve stare molto attento. Perché non ci sono salvezze di parte o individuali.
back
|
|