SI ESTENDE SUL TERRITORIO LA FONDAZIONE TONIOLIANA...

Non sono  molte le iniziative che, nel nostro Paese, hanno cercato di affrontare il tema dell’approfondimento e della diffusione della  dottrina sociale  della Chiesa. Un obiettivo, questo, che invece si è posto, fin dalla sua costituzione la Fondazione Nazionale di Studi Tonioliani che, sorta per far conoscere il pensiero e l’opera di Giuseppe Toniolo, ha cercato di raggiungere il suo obiettivo  con un  grande sforzo organizzativo al fine di riunire, nel campo della cultura economico-sociale,  tutte le forse vive ed operanti del cattolicesimo,  sia di coloro che appartengono al mondo accademico, sia di coloro che operano nella società civile  nel campo dell’amministrazione, delle attività produttive, ecc. L’attività  e i programmi della Fondazione (che ha un Collegio di indirizzo, presieduto dal cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia e formato da tre Cardinali e cinque Vescovi.)sono stati presentati a Roma nel corso di un importante Convegno Nazionale, al quale hanno preso parte delegati e responsabili di zona delle varie Regioni italiane. La Fondazione, che la la sua sede legale a Pisa, città dove il Toniolo insegnò per  quaranta anni, è infatti strutturata  sul territorio per una maggior presa di contatto con i problemi dell’oggi e per una maggior possibilità di veicolazione di un messaggio che meglio può essere diffuso tra le varie categorie sociali se vengono mantenuti stretti legami con le realtà locali. Nel corso del Convegno, dopo la lettura di vari messaggi di saluto pervenuti, tra cui quello del Santo Padre, il consulente ecclesiastico della Fondazione, Mons. Danilo D’Angiolo, ha letto un suo efficace intervento introduttivo sulla figura di Giuseppe Toniolo. Tale autore presenta notevoli contributi che sono validi anche per la realtà contemporanea.
E’ stata questa la tesi portata avanti dal Presidente della Fondazione  Romano Molesti, che ha illustrato le argomentazioni del Toniolo sulla confutazione del materialismo storico, sul concetto di una democrazia organica, sulla partecipazione. Su quest’ultimo tema, in particolare, la Fondazione, rifacendosi al dettato dell’opera tonioliana, ha svolto ricerche approfondite, avvalendosi di qualificati gruppi di studiosi, istituiti nell’ambito della Fondazione stessa. I risultati di tali ricerche sono stati resi noti recentemente nel volume Impresa e partecipazione. Sono stati altresì pubblicati  volumi antologici di scritti del Toniolo e numerosi saggi su riviste. Nel corso del Convegno è stato dato conto dell’attività della Fondazione, del suo programma futuro e della sua strutturazione territoriale, tesa a favorire una maggiore presenza cattolica  nelle realtà locali,  sulla base di quei “valori irrinunciabili e non trattabili” costantemente richiamati da Papa Benedetto XVI. La serie degli interventi, che si sono succeduti nell’arco dell’intera giornata, hanno presentato una caratteristica comune, quella di contribuire  all’approfondimento del pensiero economico-sociale di Giuseppe Toniolo, ma soprattutto quella  di portare chiare proposte per quanto riguarda la struttura e il programma della Fondazione Nazionale di Studi Tonioliani. Proposte che hanno tutte presentato le caratteristiche della opportunità e della concretezza e che hanno dato vita ad un dibattito vivo e interessante, che ha coinvolto tutti presenti. La necessità di interessare i giovani nell’attività della Fondazione è stata sottolineata, tra gli altri, da Francesco Balletta, ordinario di Storia economica nell’Università di Napoli. Il prof. Balletta si è offerto di adoperarsi fattivamente perché tale progetto possa andare in  porto. I professori Giuseppe Ceriani e Giovanni Padroni, ordinari di organizzazione aziendale  rispettivamente nelle  Università di Verona e di Pisa, hanno illustrato alcuni dei problemi attuali dell’organizzazione dell’azienda in relazione all’opera di Giuseppe Toniolo.
Questo autore, nei suoi scritti, si è occupato molto dei problemi del lavoro e della sua organizzazione, dei diritti dei lavoratori, ecc. A questo riguardo una proposta originale è stata avanzata da  Tommaso Fanfani, ordinario di Storia economica nell’Università di Pisa, il quale ha proposto di organizzare alcuni convegni sui temi del lavoro anziché in sedi  accademiche in sedi direttamente collegate al mondo del lavoro, come opifici e fabbriche. Anche come Presidente della Fondazione Piaggio il prof. Fanfani ha parlato della possibilità che un Convegno del genere possa essere organizzato a Pontedera nella sede  della Piaggio stessa. Interessanti  considerazioni, relative ad alcuni aspetti  del pensiero del Toniolo, sono state svolte da Ferruccio Marzano, ordinario di Economia Politica nell’Università di Roma. Tra gli altri interventi, che si sono succeduti nel corso della giornata, particolare importanza ha rivestito quello di Sergio Bindi, responsabile  delle strutture territoriali e  dei Dipartimenti della Fondazione. È grazie proprio all’articolazione territoriale che la Fondazione  intende offrire linee precise  di orientamento per quanti si propongono di affrontare le problematiche economico-sociali contemporanee alla luce dei principi dell’etica cristiana. I saluti del Comune di Pieve di Soligo, città dove il Toniolo è sepolto, sono stati portati dal Sindaco Fabio Sforza, mentre Rina Biz, Presidente della” Fondazione Ispirazione” di Treviso, ha parlato dei progetti che sono stati realizzati in sinergia con la Fondazione di Studi Tonioliani, nella sua fase iniziale. Gli altri interventi al Convegno hanno messo in evidenza come il pensiero del Toniolo risulti attuale per molti problemi dell’oggi. Tale pensiero, in ogni caso, come ha affermato il prof. Piero Bini, ordinario di Storia del pensiero economico nell’Università di Roma Tre, ci aiuta in ogni caso a porci correttamente delle domande sui problemi della realtà contemporanea.
La professoressa  Anna Li Donni ha parlato della necessità di coinvolgere i giovani nell’attività della Fondazione e si è detta disponibile  ad operare in proposito.
Tra gli interventi che sono stati ispirati ai principi della concretezza, una caratteristica che  era stata auspicata nella relazione iniziale del Presidente, da segnalare quello della professoressa Catia Eliana Gentilucci, responsabile della sede di Assisi della Fondazione e coordinatrice dell’Umbria, che ha illustrato alcuni progetti di grande  intereresse, che potrebbero essere  attuati dalla Fondazione, tra cui quello della organizzazione di un museo del cinema religioso.Sempre silla linea dell’attuazione pratica del pensiero di Giuseppe Toniolo e della dottrina sociale della Chiesa  l’intervento dell’esponente del sindacato autonomo Snater, presente anche in Rai,Francesco Travaglini che ha annunziato la costituzione di una commissione, anche con apporti esterni, per approfondire  il tema del servizio pubblico radiotelevisivo e  indicare alcune linee per una sua riforma  che lo sottragga dall’influenza della politica  e consideri , appunto, la partecipazione  ,oggetto , come detto,di ulteriore elaborazione da parte  di una èquipe guidata del presidente della Tonioliana, professor Romano Molesti.  Hanno, poi, preso la parola diversi membri della Fondazione, rappresentanti di zona e titolari dei vari dipartimenti in cui si articola la Fondazione, tra cui Francesco Manca , responsabile del Dipartimento della Fondazione Affari Europei, l’avv. Nicola. Squitieri, responsabile del Dipartimento per il Mezzogiorno, la  signora Genina  Iacobone Caradonna, responsabile del Dipartimento Sanità e Problemi sociali della Fondazione,  il direttore del quotidiano “La Discussione”  Antonio Falconio, che è anche responsabile del Dipartimento Editoria, il dottor Luca Loparco, responsabile del Dipartimento Letteratura, il dr. Antonino Di Stefano, responsabile della sezione di Napoli, e la dottoressa Silvio Guidi de “L’Osservatore Romano”. Anche questi interventi hanno  rivestito un carattere propositivo con indicazioni che saranno concretamente sviluppate Come si vede  le caratteristiche, che sono emerse da questo primo Convegno nazionale di presentazione, sono state quelle della concretezza, della progettualità, del  radicamento sul territorio, della volontà di coinvolgere il maggior numero possibile di persone  nell’attività della Fondazione, in modo che essa possa sempre meglio assolvere alla sua funzione di approfondimento e di diffusione della cultura sociale cattolica, contribuendo ad un orientamento sano che si riallaccia direttamente agli indirizzi pontifici,  per la tutela  di quei valori che da ogni cattolico dovrebbero essere considerati irrinunciabili.




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