In TV sceneggiati anti-famiglia

Non voglio fare il supermoralista, ma dinnanzi a certi spettacoli non si può rimanere indifferenti. Prendete, a clamoroso esempio, il serial “liceali” andato in onda su Canale 5, un successo d’audience, ma veleno puro per le coscienze, in particolare quelle giovanili. Lì, in quel programma, c’è di tutto e di più sulla disgregazione della famiglia, sul sesso facile, studenti che passano da un letto all’altro, professoresse che fanno altrettanto, preside che perde la testa per l’aamante. Come corollario, ecco uno studente che ha una crisi religiosa e vuol farsi prete e vene presentato come una macchietta e  finisce, addirittura. Per  far morire il padre di crepacuore. Non parliamo, poi, del prete insegnante di religione  anch’esso pare una parodia di sacerdote. Ovviamente, nessuno va a messa. I maturandi, tolto l’aspirante sacerdote che, poi, manda alle ortiche la sua presunta vocazione, mai fanno un riferimento ai valori  e gli insegnanti tutto insegnano tranne riferimenti alla nostra tradizione cristiana.
Si dirà: ma è uno sceneggiato fatto per divertire, spaccato dei giovani d’oggi. No, non è così. Perché quello spaccato non rappresenta la realtà, dimentica coloro che si impegnano nel volontariato o  che fanno parte  di associazioni e organizzazioni cattoliche o che non si piegano alle mode del momento.
Tutto questo con un serial che incide molto più dei Tg sull’immaginario collettivo e, dunque, riesce a condizionare in qualche modo le persone. Pensate che il famoso dottore Kildare televisivo veniva fermato per strada, a New York, non per chiedergli autografi, ma consigli medici. Quindi, “I Liceali”  finiscono per essere un inno all’immoralità, al tutto è permesso per il tornaconto personale. per soddisfare i propri istinti.
Reagire a questa situazione non significa affatto essere reazionari, ma difendere valori  indispensabili in una società che non voglia distruggersi. Ne saremo capaci?.



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