La lunga guerra Tremonti e Draghi

E’ guerra fra Tremonti e Draghi e sarà difficile si giunga almeno a una tregua. E’ guerra fra Tremonti e Gianni Letta, ma qui è intervenuto Silvio Berlusconi (“basta frizioni”)a mettere pace e sarà armistizio. Diverso è il discorso tra il ministro dell’Economia e il Governatore della Banca d’Italia in contesa da anni. Per cultura, per formazione , per storia professionale, ora ci sono di mezzo  anche due “pesanti” questioni aggiuntive: un posto prestigioso nella Ue e un’ipotetica salita a Palazzo Chigi nel post-Cavaliere.
I due sono coetanei, 62 anni , è il momento di fare se possibile, l’ultimo salto di qualità prima che sia troppo tardi non tanto per l’età, ma per mancanza di condizioni oggettive in futuro.
Per Draghi c’è la prospettiva di sostituire nel 2011 il francese Trichet alla guida della Banca Centrale Europea, per Tremonti c’è la possibilità di presiedere  l’Eurogruppo, ma due posizioni così importanti agli italiani difficilmente saranno concesse dagli altri partner . Da qui un altro motivo di contesa.
In prospettiva c’è, poi, il discorso di Palazzo Chigi. Silvio Berlusconi  punta al Quirinale, magari attraverso l’elezione diretta del Capo dello Stato o in subordine , con un marginale aumento di potere . Il ministro dell’Economia  si ritiene un degno erede e già con l’Aspen Italia che presiede, ha programmato un convegno dal significativo titolo :”Costruire il dopo e rinnovare la leadership del Paese”. Per maggiore chiarezza si aggiunge :”Una leadership complessiva sul piano del consenso che non sia solo immediato e mediatico.”
Dicono che Berlusconi si sia risentito e può essere credibile, ma comunque  tutto è stato chiarito .E non v’ha dubbio che il domani  vada preparato.
Chi invece opera sin d’ora, talvolta con mezzi anche non cristallini, per mettere in crisi l’attuale governo e sostituirlo con uno istituzionale  vede nel Governatore della Banca d’Italia l’uomo giusto per Palazzo Chigi. Qualche altro è della stessa idea, ma  lo indica alla testa di un Esecutivo che comprenda personaggi come Mario Monti e Luca Cordero di Montezemolo. Comunque sia Tremonti sarebbe un “escluso”, altro motivo per lui per proseguire la lunga guerra contro Draghi.
Aggiungete il fatto che il ministro dell’Economia  è stato un big dei  tributaristi  e non perde occasione per criticare le banche , mentre il Governatore non solo ha fatto parte di alcuni consigli di amministrazione di istituti di credito, ma è stato addirittura vicepresidente della Goldman Sachs, forse la più grande banca d’affari del mondo. Ovvio, quindi, che abbiano visioni diverse della  realtà economica e finanziaria.                  
No, non vedo proprio possibilità di una tregua tra i due.

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