Nessuna variazione è prevista su quanto è già stato variato
Paragonare i provvedimenti presi per le auto blu con il grado di invalidità è l’indicazione più sconcertante sugli interventi per ridurre i costi della spesa pubblica.
Evidentemente non leggono neppure i dati che emergono dalle statistiche.
Passare le pensioni dal 74% all’80% del grado di invalidità utile per ottenere gli assegni pubblici fa parte dei ricordi ante-guerra.
Attualmente si attua dal 100% al 100% di invalidità per vedersi rifiutare ugualmente l’assegno pubblico.
Dicono: cancellazione dei finanziamenti stabiliti dalla legge ma totalmente inutilizzati negli ulteriori tre anni.
Non utilizzati? Perché?
Perché non veniva presa in considerazione la percentuale di invalidità che fosse del 70-80-100%.
Inoltre si assegnano ai Fondi per la Cassa Integrazione quelli inutilizzati e risparmiati dalla Camera e dal Senato senza quantificare l’ammontare dei Fondi.
Inoltre a parte le auto blu ci sarà una razionalizzazione degli immobili ad uso governativo. Cosa si intende per razionalizzazione? Una migliore spartizione? Fatta da chi? E per chi?
Fra le novità sostanziali ci sarà la possibilità di ridurre o azzerare l’IRAP sulle nuove imprese al Sud ed è prevista anche la riprogrammazione dei mutui della Cassa Depositi concessi ma mai attivati dagli Enti Locali.
Ci chiediamo: perché si continua a chiedere quali sono le cause della “disfatta di Barletta”? e non ci si chiede della “disfatta di oggi”?
Diceva un campione sportivo Gino Bartali: “l’è tutto da rifare”!
Ma chi lo farà?
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