RubeRAI

Nel 1994, sottolineo la data, Marco Taradash Presidente della commissione diVigilanza sulla RAI scrisse nella prefazione del libro “RubeRAI” autore Franco Bechis, edizioni Arbor, così: pagine 13-14 <<per 40 anni ogni problema di bilancio non ha intristito più di tanto gli amministratori della RAI. Se c’era il buco sapevano che tanto sarebbe arrivata la leggina che avrebbe messo tutto a posto. In un’azienda qualsiasi se un amministratore delegato presenta il bilancio in perdita sostanziale per due o tre anni di seguito mentre la concorrenza fa faville, l’amministratore viene sostituito. In RAI no. Per coprire i buchi ci hanno pensato, anno dopo anno, i vari Amintore Fanfani, Arnaldo Forlani, Mariano Rumor, Flaminio Piccoli, Giulio Andreotti, Ciriaco De Mita, Bettino Craxi e alla fine anche Carlo Azeglio Ciampi.
Da Ettore Bernabei in poi una cosa era certa: si rischiava di più assumendo un portiere al di fuori degli accordi politici che il buttare via i soldi pubblici.
Questo lo sapevano tutti.>>
Pagine 19-20: <<il fatto è che la RAI ha vissuto almeno negli ultimi dieci anni con la sindrome Berlusconi.
Lo Stato si è arreso alla FIAT lasciando in mano al primo gruppo privato del Paese l’industria automobilistica.
Ha deciso di non fare più panettoni vendendosi la Sme ai privati.
E’ addirittura intervenuto a favore di importanti gruppi privati del Paese, come l’Olivetti di Carlo De Benedetti, quando l’industria informatica è entrata in un periodo di grave crisi e si sarebbero rischiate tensioni sociali in alcune aree del Nord Italia.
Nello stesso periodo invece ha buttato centinaia, quando non migliaia di miliardi, nel grande calderone della tv pubblica, pur di non perdere qualche centesimo di share nei confronti della televisione privata.
Una battaglia inspiegabile non motivata da alcuna richiesta specifica da parte degli italiani.
Nella televisione si è combattuta una battaglia inutile e dannosa.
Alla coscia della soubrettina Fininvest si è contrapposta la cosciona Rai pagandola di più. Alla telenovela altra telenovela, al prodotto scadente quello scadentissimo, allo stupido il demenziale.>>
La filosofia sempre la stessa: lo Stato è una realtà esoterica, esiste solo per gli iniziati come fonte inesauribile di utili impropri.
Per gli altri, il gregge non resta che pagare e brucare nell’erba per sopravvivere.
Tutto farcito dal buonismo di Stato.
Il Ministro Brunetta vuole riportare ordine nell’ambito del personale statale avrebbe più successo e sarebbe più efficace se effettuasse senza mezzi termini, più controlli lasciando sbraitare le varie organizzazioni sindacali e fare ordine nei bilanci di una Società, la RAI, che non si capisce più se è dello Stato o è Privata e quindi non si sà a quale legislazione faccia riferimento nella normativa, se a quella pubblica o privata o ancora, alla società a partecipazione statale.
L’IRI insegna.

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