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Italia del Diritto fa parte del passato, dell’altro secolo. Sembra strano dire l’altro secolo a tre anni della fine del ‘900 eppure anche se questa constatazione ci fa sentire più vecchi è la verità.
Il Diritto, quello con la D maiuscola, oggetto di interminabili discussioni tra esperti, quello che portava la gente comune in Tribunale non per gli scandali ma semplicemente per ascoltare le arringhe di celebri avvocati e pubblici ministeri non esiste più.
Il Tribunale è frequentato da giornalisti e da curiosi in cerca di gossip. Il Diritto è morto, seppellito dall’uso al rovescio che viene fatto del diritto stesso. Alcuni Tribunali, alcuni magistrati non cercano più “la verità”, ma una loro verità che difendono con tutti i mezzi, con arroganza mentre il loro compito è cercare sì la verità ma senza aggettivi possessivi o qualificativi.
Chi sa per quali strani motivi ritengono di essere intoccabili, al di sopra di ogni altro potere, prevaricano anche nei compiti propri del legislatore, nella fattispecie del Parlamento.
I dibattiti non si svolgono più sull’interpretazione del Diritto Civile o Penale ma sulle lotte interne fra le varie associazioni, su come resistere per non perdere i poteri che autonomamente si sono assegnati.
Tuttavia le colpe, le distorsioni etiche non sono una prerogativa dei magistrati in generale, sono anche della classe politica sia essa maggioranza di governo che opposizione.
In parlamento la discussione su temi sociopolitici importanti viene portata ad un livello sempre più basso in sterili quanto inutili polemiche.
Tutto questo pone le istituzioni in una fase di stallo, ne consegue che non si riesce a ristabilire con testi chiari anche nella forma letteraria le regole che devono governare il Paese.
La forma letteraria è importante e quindi deve essere chiara in modo da non dare la possibilità ad ogni singolo magistrato o avvocato di applicarla dando un’interpretazione personale.
Capita a volte di consultare il testo di una legge e spesso vi troviamo, in un gioco di scatole cinesi, riferimenti a leggi emenate nei primi del '900 se non addirittura nell'800, come quella che proibisce ancora il passaggio sotto le porte della città con un’oca in testa.
Il degrado in cui naviga la società si sta allargando a macchia d’olio ed anche il settore in cui noi operiamo da anni non è da meno.
Lo sciopero bianco dell’Alitalia al quale hanno operativamente contribuito i medici non ha danneggiato solo i cittadini per i disagi che ha apportato, ma ha soprattutto penalizzato la classe medica.
I certificati che giustificano malattie forse o non forse inesistenti sono i sigilli della vera e propria mala sanità.
Questo ci addolora per tutti coloro che operano in questo settore, che non scendono a compromessi e svolgono il lavoro con consapevole dignità.
E' appunto per questi che sentiamo di dover rivolgere all’Ordine dei medici una sola domanda: Quali provvedimenti intende prendere?
Attendiamo una risposta che pubblicheremo integralmente.
Ci auguriamo che sia completamente esaustiva.