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Con la sua dodicesima edizione, il Mercatino di Natale più famoso ed amato d’Italia invita a sognare un natale tradizionale, mitteleuropeo, con torte Sacher, specialità gastronomiche sudtirolesi e melodie natalizie eseguiti da cori in costumi folcloristici. Quando le campane della torre del Duomo di Bolzano suonano le sette, i bolzanini amano ritrovarsi al Christkindlmarkt, il Mercatino di Natale, per scaldarsi con una tazza di vin brulé accompagnata da un paio di Krapfen, o una cioccolata calda in compagnia di una gustosa fetta di Sacher, arrivata fresca di giornata da Vienna.


Si viene per scambiare idee sui regali di Natale da fare o sulle destinazioni da visitare durante le vacanze, per augurarsi un buon natale o semplicemente per assorbire l’atmosfera satura di mille profumi e delle melodie natalizie, eseguite da cori e complessi musicali in costumi folcloristici, provenienti dai centri minori del circondario. Natale in Alto Adige equivale a un Natale in montagna. In questa zona meridionale delle Alpi si sono mantenuti usi, costumi e feste tradizionali sviluppatesi nel corso dei secoli. Quando i prati e i campi sono coperti da una candida coltre di neve nei masi dell’Alto Adige inizia un periodo di quiete e tranquillità.
Ci si ritrova nella Stube dalle pareti solitamente rivestite di legno, dove la tipica stufa in muratura diffonde un gradevole tepore e nell’aria si avverte un delicato profumo di cannella e di mele al forno. Come la natura, anche il contadino riacquista le forze per il nuovo anno.
Da sempre crocevia tra Nord e Sud, Bolzano è una città dove si sente l’influsso della cultura mitteleuropea nell’architettura, nell’arte e nello stile di vita. La città vuole dare di sè l'immagine di ponte tra diverse culture. A Castel Roncolo è stata allestita una mostra proveniente da Taranto e dedicata alla Magna Grecia e i sette ponti della città sono stati trasformati in altrettanti “Ponti d’Artista”, opere d’arte che vogliono ispirare, divertire o indurre alla riflessione. Anche quest’anno, il dodicesimo dalla prima inaugurazione il 29 novembre 1991, il Mercatino di Natale di Bolzano attrae un gran numero di visitatori, tra cui, come sempre, moltissimi bambini.

Le luci calde delle lanterne, il presepio, gli abeti illuminati, il profumo dei dolci, le corone di rami di pino, i cavalli che trainano carrozze nell’antico centro della città e le melodie natalizie creano un’atmosfera suggestiva che allieta i cuori ed apre il libro dei sogni e dei ricordi d’infanzia. Ricordi un po‘ nostalgici di quattro settimane di trepidante attesa all’evento più magico dell’anno. E ricordi che negli anni sono andati sfumandosi, sovrastati dalla sindrome del regalo e del consumismo. Ma guardando i bambini, i loro occhi sognanti e quelle stesse espressioni di trepidante attesa, si capisce che la magia c’è ancora, che resiste agli eccessi della pubblicità e alla nevrosi dello shopping.


Qui, fino al 24 dicembre oltre 80 espositori offrono oggetti da regalo, decorazioni per l’albero di Natale, sculture di legno, vetro e ceramica, candele profumate, stoffe, abbigliamenti tradizionali e specialità gastronomiche, tutto rigorosamente di produzione locale. Come sono di produzione locale i simboli del mercatino, quegli angioletti un po’ kitsch dalle facce pacciute, che intonano una silenziosa melodia celeste.
Sull’enorme abete di fronte al Duomo brillano centinaia di luci e dondolano pacchi da regalo con cuoricini di Lebkuchen e Zelten, le tipiche specialità di Natale della regione. Una volta lo Zelten veniva preparato esclusivamente il 21 dicembre, alla vigilia del giorno di San Tommaso. La tradizione voleva che il ragazzo s’incamminasse verso la casa della sua amata con uno Zelten sottobraccio. Questo “trasporto notturno” oltre che dono natalizio, era un’esplicita dichiarazione d’amore che culminava nel taglio del dolce il giorno dell’Epifania.
Il concorrente più agguerrito dello Zelten è il panettone italiano. Anche questa cupola dolce e piena di frutta è un antico simbolo di fertilità. Il Mercatino si snoda da Piazza Walter lungo alcune piazzette e stradine del centro.


Di fronte ad alcuni dei Gasthaeuser, sono stati istallati piccoli punti di ristoro che servono il solito vino caldo speziato e altre bibite. Si possono trovare anche bancarelle con oggetti provenienti da tutto il mondo, dai maglioni peruviani ai flauti celtici, dagli articoli di bellezza “alternativa” all’antiquario. Anche i negozi della città sono in piena attività, rimanendo aperti tutte le domeniche dell’advent, il periodo che conduce al Natale. Oltre a Bolzano sono stati installati altri quattro mercati natalizi a Merano, Bressanone, Brunico e Vipiteno. Ognuno di loro trasmette una distinta atmosfera natalizia con un suo stile particolare.


A Merano, dove il mercato è allestito lungo il Passirio, la possibilità di lunghe camminate su passeggiate e sentieri invita a relax e riposo e contribuisce al fascino della città di cura. A Bressanone si è voluto dare il tema dell’arte, della storia e della tradizione rurale del Sudtirolo con costumi del periodo natalizio. Vipiteno vuole ricordare i tempi quando la città viveva di miniere, mentre Brunico ha dedicato il mercato natalizio all’artigianato. Molto è stato scritto sul perché del successo di quest’iniziativa natalizia.
La ragione sta probabilmente nel fatto che qui si è riusciti a stimolare la fantasia collettiva del Natale che tutti sogniamo. Mentre in molte città solo qualche alberello e qualche luce elettrica di troppo ricorda la maggiore festa dei cristiani, qui si è creato l’atmosfera di una piccola fiaba d’inverno.


L’atmosfera di un Natale dove la voglia di vivere i piaceri delle prelibatezze gastronomiche e dello shopping si unisce a solenni attimi meditativi durante i concerti natalizi nelle piazze e nelle chiese, che arricchiscono interiormente chi partecipa con il cuore a quest’antico rito del ringraziamento e del dono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.testo e foto di Hannes Schick