
È nato a Lecce nel 1932, in
una famiglia d’artisti, come lo fu il grande Michele Massari (1902-1954) che
aderì alle avanguardie, imponendosi con Geremia Re fra i “novecentisti” meridionali.
Antonio Massari, con una maturità classica in tasca e soprattutto con una
sensibilità artistica di vivace espressione, è salito presto a Milano, ed
è qui che ha percorso la sua carriera artistica con mostre in più parti del
mondo, dalla Francia al Belgio, dall’Inghilterra alla Germania, dalla Finlandia
agli Stati Uniti, dalla Colombia all’Argentina, fino al Giappone.
Memorabili le sue mostre: “Un punto per Piero” che è stata itinerante da Urbino
a New York; e ancora “Dalla terra con affetto” e “Corrispondenza del sensibile”.

Movimento, forma, luce e colore sono le dominanti del lavoro di Massari che hanno segnato tutti i capitoli del suo interessantissimo lavoro: colore come onda e movimento e la luce che vi infrange di volta in volta un gioco inaspettato.

Basti pensare alle “Carte assorbenti”,
un capitolo singolarissimo di ricerca, in quanto non rappresentano la realtà,
quella beninteso che si rapporta alla pittura astratta; essi esistono senza
dir nulla, e come affermò il grande critico, teorico del nouveau realisme,
(Pierre Restanu), esse costeggiano il silenzio espressivo.

Queste carte assorbenti, ci conferma lo stesso artista, mettono fuori uso
anche il pittore, e poi il talento, il pathos, e così via. Anche la musica
ha giocato un ruolo determinante per questo lavoro,spartiti musicali assorbono
onde di colore, e collage di colore ricreano i mondi di illustri musicisti
come Mozart. C’è da dire che il grande lavoro di Antonio Massari si porta
avanti proprio con la carta. Questo lavoro è stato spesso premiato in prestigiose
edizioni di premi internazionali come il Juan Mirò di Barcellona e il Bertrand
Russel di Londra.

Massari è acuto interprete di una pittura di ricerca fortemente avanzata anche
se in concomitanza con centenari e rivisitazioni di artisti come Cézanné si
è adoperato con metafore e ironie; è stato così anche per il piccolo principe
di Saint Exupery, per Ernest Hemingway, e altri. Colori e luce sono la dominante
del suo lavoro, tanto che per le carte assorbenti raccomandava l’ombra e non
l’esposizione al sole, e perfino cornici con imposte, quasi fossero icone
del ventesimo secolo. Non senza motivo sarebbe possibile fare dei rimandi
all’arte cinetica, all’arte del GRAV che qui subentra con altri intenti in
quanto geometrie, colore e luce si articolano con immagini, con figure, diventano
poetiche collagerie. Massari vive oggi la sua stagione matura, e la sua arte
ha veramente atto il giro del mondo.

Antonio Massari è una figura
di enorme valore nel campo della ricerca artistica italiana.
Così è stato
fin dal 1959, quando ha iniziato a esporre.