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Due recenti mostre italiane sulla ceramica artistica, la prima a Castellamonte in provincia di Torino dove hanno fatto bella figura le “stufe d’autore”, e la seconda a Genova, tutte nel 2002, hanno dato grandemente risalto a un artista italiano come Domenico Masotti, da anni impegnato a lavorare su più materiali e con tecniche diversissime, ma tutte di altissimo spessore.
Eccolo, dunque a produrre ceramica dipinta, oggettistica varia tutta orientata a una variabile modularità del miglio design, non ultimo la pittura e la grafica, riuscendo a tradurre mondi e “giardini segreti” – com’era il titolo di una sua mostra recente a Milano alla galleria San Tommaso – attraverso una simbologia di estrema raffinatezza, estrazione e metafisicità.
Masotti non è il solito artista che copia e imita, ma filtra nell’animo e nella mente ogni visione, enucleando attraverso una germinazione fantastica una fermentazione di immagini che traduce pittoricamente, dopo averne riassunto forme, linee, e colore. Il quadro di questo lavoro si completa alla luce di un significativo premio che la Comunità europea gli ha conferito per la sua produzione artistica a Milano nel 2002 e per l’invito del Ministero dei Beni Culturali italiano a tenere nel 2004 una mostra antologica nel Palazzo del Senato a Milano, sede dell’archivio di Stato.

...Vita di coppia, ceramica policroma monocottura, 70x37,5

Due sono i temi della sua pittura, il mondo della natura, ovvero il mondo vegetale nel suo crescere e nel suo divenire sotto la spinta di pulsioni organiche, e il mondo animale e umano con tutte le sue caratteristiche, la sensualità, la passione, la grazia e la forza. Due mondi che si intrecciano in una molteplicità di opere che si traducono e si giustificano in una serie di titoli allettanti, “tentazioni”, “paesaggio lunare”, “verso il sole”, “amanti”, ecc. Ogni figurazione, ogni immagine non ha nulla di rimando al reale, ma si accoglie in quella sua contenuta e meditata astrazione non fine a se stessa, vale a dire di impianto geometrico, ma ancora musicale e lirica, dovuta proprio alla sensibilità dell’artista che trasforma il reale come per metafora in una sintesi, in una simbologia personale.
Domenico Masotti è un artista tutto da scoprire, proprio in quanto sa leggere il teatro del mondo, ne coglie tutte le formule magiche traducendole in riflessioni intellettuali o meglio in poetiche – non ultima quella del fanciullino pascoliano – espressione di un linguaggio estremamente nuovo, in cui l’arte appare sì sintetizzata e riassuntiva, senza però tralasciare taluni effetti psicologici e coloristici.



Forme tutte che attingono alla migliore ricerca storica e artistica del Novecento, da Paul Klee a Luca Crippa, in cui spazio e tempo si raccontano sul mondo e sulle misteriche forme che sinuosamente svettano verso il cielo; forme vegetali appena nate o forme antropomorfe che avvolgono una materia oscillante fra oscurità e luce.
Lo scenario vegetale, il mondo raccontato, il sistema umano con le sue dolcissime iconografie, vivono non solo una seria ed accurata esecuzione, ma giocano sui ritmi, su linee in movimento, su colori e toni che vanno dai verdi ai rossi, agli azzurri, fino ai marroni, e ai colori terra, visto che la creta e i cotti sono una sua predilezione. Masotti fa vivere poi queste sue immagini, questo suo mondo, non solo sulla tela, ma anche su sculture ceramiche, grazie alla capillarità delle tecniche cui si adopera da sempre. Non ultima la pittura su scartavetro proprio per rendere meglio la movimentazione della natura nel suo divenire, nel suo crescere, nel suo piano di vita.
Corpi non solo vegetali, ma anche corpi umani, per lo più femminili, in quanto meglio vivono la naturale mistericità della nascita, si allungano come delicate esasperazioni grafiche, quasi fossero fiori su gambo; Casotti ritrae il corpo femminile in modo nuovo, cogliendone l’essenza, il valore, la grazia, la bellezza.
Un artista come il nostro trova spazio in questo affacciarsi di millennio proprio in quanto sa raccontare gli eterni motivi della vita e dell’esistenza attraverso un linguaggio familiare e rituale, interiore e riassuntivo, vitale ed esuberante.

Masotti in studio

 

Fiori, olio su pannello
di masonite 29x38

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.Carlo Franza