home page
sommario
english
I NOSTRI SITI
-CESIL
-SANITADE
-CONCORSI MEDICI
-ITALIAN LEADERSHIP
-GESTIONE BILANCI IN
CONTROLUCE

RUBRICHE
-concorsi
-aggiornamento
-sport news
-links

Questa volta a dirci con drammatica chiarezza che l’Europa è nuda, non è stato il fanciullo della fiaba ma le circostanze pre-belliche culminate nell’ultimo week-end di febbraio con la visita a Roma del premier inglese Tony Blair.
Prima ha incontrato Berlusconi, poi la coppia del frantoio Rutelli-D’Alema, infine è stato ricevuto dal Papa. A suo agio con il Cavaliere, in rotta con la biga del centrosinistra con la quale ai tempi dell’”Ulivo Mondiale” cercava la “terza via”, estraneo a Sua Santità. Remota, remotissima da lui la “Framania”, l’asse franco-tedesco che sulla guerra ha assunto un atteggiamento opposto.
E l’Europa Unita, quella della Convenzione che ne studia la Costituzione, quella dell’euro oggi per molti domani per tutti, quella che nell’epoca della globalizzazione appunto ingloba via via i paesi dell’Est, quella di una Nato suppergiù planetaria, quella sognata dagli europeisti d’antan, alla Altiero Spinelli, quella di Romano Prodi ecc. ecc.? Niente. Politici, politologi, economisti, classe dirigente del Vecchio Continente (detto non alla Rumsfeld, ma alla “manuale di storia”) si erano semplicemente sbagliati, avevano confuso le teorie con i desideri, dall’Europa comune, o dagli Stati Uniti d’Europa, eravamo e siamo lontanissimi.
Questo constato oggi mentre scrivo, quando ancora non si sa se la guerra ci sarà oppure no.
Quello che comunque è già perspicuo a tutti, è la frammentarietà (e non frantumazione, visto che si può frantumare solo una cosa dotata di qualche compattezza) dell’idea di Europa che emerge dalle diverse posizioni di fronte a una cosa seria, più seria della “semplice” moneta unica, come l’atteggiamento da tenere di fronte ai venti di guerra.
Pensare che tutto ciò era tutt’altro che imprevedibile, vale a dire che si raccoglie ciò che si semina, come è noto… Maneggio dalla collezione di “Leadership” il n.5 del 2001, quindi poco meno di due anni fa, e cito da un mio articolo intitolato “Blair, Bush, D’Alema o Berlusconi e la povera terra” sui rischi ambientali del pianeta e le politiche conseguenti: “…Qualche tempo fa su “Repubblica” il primo ministro inglese, il tanto lodato e condiviso (ora meno, ma tre, quattro anni fa?) Tony Blair, deprecava i rischi dei nostri figli, a partire dai suoi, su un pianeta malato.
Pensai e dissi - alla radio: ipocrita. E infatti giorni dopo il presidente degli Stati Uniti, il figlio di un Bush minore, ha denunciato gli accordi internazionali di Kyoto per la riduzione delle emissioni di gas, come a dire “pensiamo al business, l’ambiente verrà dopo”, esattamente il contrario di quel che sosteneva il leggiadro Blair.
Che dopo ciò ha forse tuonato, ha preso delle decisioni, ha detto ai lettori di quella sua timorata invettiva “quel Bush, che mascalzone!”? Macché.
Pensare che l’importanza davvero esiziale della questione… e l’eclatanza mediatica del gran rifiuto di Bush… potevano misurare la caratura di Blair, che invece è stato molto più “moscio” di Chirac e Schroeder”…. E adesso ci si misura con l’ipotesi-guerra in ordine sparso… Poteva andare altrimenti, questo bluff politico colossale travestito da Europa (che però è nuda...)? P.S.
E a proposito della guerra, per punti immediati e schematici chi scrive la pensa così:

1) Sono contro Saddam (comunque “creatura” di coloro che oggi lo vogliono combattere) perché è notoriamente e da un pezzo un criminale politico e un criminale tout court. Quindi sono strafavorevole alla sua eliminazione. Precisando però che non è per questo che Bush lo vuol far fuori. Se no Bush dovrebbe programmare una campagna bellica contro molti altri dittatori oggi sul pianeta.

2) Sono contro “questa” guerra, perchè le modalità di intervento appaiono anche allo spettatore meno avvertito insensate e rischiosissime, essendo le incognite e le incongruenze per il dopo una tremenda spada di Damocle planetaria (cfr. le armi nordcoreane, l’insorgenza islamica, un terrorismo che non si vede perché seriamente se non definitivamente debellato ecc.).

3) Sarei in teoria contro la guerra in assoluto, ma mi sembra tale dizione o una banalità o un velleitarismo poco storicizzato. E’ giusto che lo affermi il Papa, io minuscolo cittadino del mondo dico che se non per legittima difesa considero la guerra, tutte le guerre (ce ne sono più di 70 in corso, le famigerate “guerre dimenticate”), la sciagura peggiore. Ma per difendermi, beh, vi sarei costretto come extrema ratio.

4) Gli Stati Uniti sono stati attaccati l’11 settembre, e con essi l’Occidente. Vero. Hanno, abbiamo reagito con una discutibile (negli effetti) guerra in Afghanistan. La guerra di oggi di Bush è definita da un pezzo preventiva. Casomai, come sostiene il medievalista collocato politicamente a destra dai media, Franco Cardini, trattasi di guerra “preventivata”. E impropria, come ci sta dicendo l’Onu, non esattamente una congrega filoislamica. Con le conseguenze sugli iracheni, intesi come popolazione, che facilmente si immaginano, e con le conseguenze sul resto del pianeta meno facilmente ipotizzabili.

5) Non sono antiamericano, anzi sono consequenzialmente “americano”, come lo è un po’ tutto l’Occidente dagli Usa culturalmente ed economicamente influenzato, sono “americano” come sono, alla stessa stregua dei filoBush, americani gli americani contrari alla guerra, a “questa” guerra. Penso anche che la dimostrazione bellica di forza di Bush, che tradotta in metafora vuol dire “vi dimostro che il bus del pianeta posso guidarlo solo io e io da solo”, è esattamente il contrario di quello che auspico per il futuro del mondo. E non tanto e non solo ideologicamente, quanto praticamente.

Rimanendo alla metafora, non mi pare che Bush “abbia la patente giusta”, sappia guidare il bus. Almeno, faccia un controllo oculistico, e si consulti con altri esperti. Se il bus investe Saddam, e poi fa altri morti, e poi precipita nel burrone mentre a bordo ci si congratula per l’eliminazione di Saddam-Hitler, siamo sicuri che ne godremmo parecchio?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

..Oliviero Beha