

Portato alla ribalta sullo schermo da Hitchcock, “Delitto per delitto”, tratto da un romanzo di Patricia Highsmith, viene riproposto sul palcoscenico da Alessandro Gassman (alias Guy) e Giuseppe Fiorello (alias Charles): una sfida temeraria che hanno raccolto e vinto. La trasposizione teatrale presentava non poche difficoltà: la molteplicità dei luoghi dove le scene si dovevano svolgere (risolti con fasci di luce mirati a delimitare gli spazi), il clima di suspense non certo facile da ricreare senza gli effetti speciali hollywoodiani, utilizzando solo voci e sottofondi in playback.

La trama è veramente coinvolgente: due persone che nulla hanno in comune si
incontrano su un treno diretti a mete diverse. Non si sono mai visti prima
e “forse” non si rincontrerebbero mai più se non fosse per quella “idea di
una coppia di delitti perfetti” che legherà le loro vite a doppio nodo, stravolgendole.
Guy, rinomato architetto sposato con una donna perfida che lo ha tradito con
il suo migliore amico, e Charles, perdigiorno con alle spalle un padre ricco
e a suo dire dispotico, maturano durante una conversazione a pranzo sul treno
l’idea di uccidere uno lo “ostacolo” dell’altro: Guy dovrebbe uccidere il
padre di Charles e Charles dovrebbe, invece, uccidere la moglie di Guy.
Nessun movente ed il fatto che i due non si conoscono sarebbero le garanzie
per compiere il delitto perfetto. Charles onora il “suo impegno” uccidendo
la moglie di Guy (che così si può risposare con il vero amore della sua vita)
ed ora tocca a Guy che però vacilla, non se la sente di portare a termine
un piano che riteneva soltanto un “pourparler” senza seguito.
Tra i due nasce una inconsapevole e fatale attrazione morbosa che li avvinghierà
fino a far uscire il lato più oscuro e nascosto della loro personalità.
Ci si interroga quindi se ognuno di noi, posto sotto pressione, non possa
diventare un assassino e commettere qualcosa che mai avrebbe pensato di essere
in grado di fare.
Non vi svelerò il seguito per non rovinare la suspense di un thriller mozzafiato
che fino all’ultimo vi farà rimanere con il fiato sospeso, quasi come se steste
leggendo un libro giallo tutto in un fiato.
La voce di Hitchcock che accoglie la platea crea immediatamente una atmosfera
di preludio a fatti sanguinosi, ed a sipario alzato lo spettacolo ha inizio
scandito da tempi e silenzi che contribuiscono ad elevare il livello di tensione.
Signori, in carrozza! si parte!
