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Tra tante notizie angoscianti che ci pervengono nel quotidiano, fra le previsioni di un futuro catastrofico che oscurano il cielo, un raggio di luce viene da un piccolo paesino pugliese: il 16 giugno è stato elevato agli altari Padre Pio da Petralcina.
Il fragore, la strumentalizzazione ed in alcuni casi la mercificazione dell’avvenimento, possono, anzi, ci indignano perché lontani dalle intenzioni e dalla spiritualità di Padre Pio, ma non riescono a coprire la forza del messaggio che ci ha trasmesso durante la sua vita. Messaggio contenuto in pochi punti ma, punti fermi. L’accettazione della sofferenza come dono di Dio, l’accettazione dell’umiltà del proprio stato, l’accettazione dell’ubbidienza alle regole, dell’amore per gli altri, fatto di condivisione, di comprensione per i problemi di ogni individuo e di fermezza nella fede, nella bontà ben lontana dal “buonismo” di tanti che oggi impera. Durante alcune trasmissioni televisive dedicate al Padre da Pietralcina hanno partecipato anche alcune attrici, in abiti a dir poco succinti, professandosi cattoliche e sue fedeli. Il nostro pensiero è andato indietro nel tempo e abbiamo riso in redazione immaginando quale sarebbe stata la reazione di Padre Pio nel vederle così conciate.
Vi è anche chi ha voluto dare alla vita del Cappuccino una lettura politica. Per quanto noi ricordiamo, l’unica volta che Padre Pio intervenne in campo politico fu solo per esprimere il suo disappunto sulla vittoria del Partito Comunista in San Giovanni Rotondo, questo perché, in quel periodo, il PCI era collegato al Partito Comunista Sovietico, il quale attuava pesanti persecuzioni nei confronti dei cattolici, ed in particolare dei sacerdoti, dei quali molti finirono trucidati o in Siberia. Ma lasciamo stare certe affermazioni idiote che squalificano da sole l’autore e passiamo alle fiction.
Nessuna è riuscita a trasmettere l’autentica personalità di Padre Pio, la sua durezza contro i trasgressori, la sua intransigenza con i peccatori senza pentimento, la sua intolleranza per le manipolazioni sui principi, l’insofferenza per i compromessi quando toccavano il credo e la fede.
Di contro non è stato sottolineato nulla della profondità del suo sguardo che denudava l’animo dell’interlocutore, nulla della serenità che trasmetteva ai fedeli durante la celebrazione della Messa mattutina, trasportandoli in un’altra dimensione spirituale. Potremmo scrivere su Padre Pio pagine e pagine, episodi su episodi, ma forse qualcuno già si chiede perché nell’editoriale di una rivista scientifica dedicata ai medici si parli di Padre Pio e non delle nuove normativa emesse nell’ambito sanitario dal Ministero.
La risposta è semplice: patimenti, i dolori - e non parliamo solo di quelli fisici - di Padre Pio si sono in certo qual modo concretizzati nella realizzazione di un ospedale per alleviare le sofferenze dei malati. Questo per gli operatori della salute è il più grande e gratificante riconoscimento, unito tuttavia al più oneroso impegno professionale.
L’ospedale di San Giovanni Rotondo, voluto da Padre Pio, ha certamente un santo protettore in cielo, ma conoscendo come vanno le cose terrene, speriamo solo che questo sia un di più e non si trasformi nell’attesa di continui ripetuti miracoli.