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Verso la fine dell’Ottocento e agli inizi del Novecento nel teatro irlandese si venne a creare un fenomeno assai particolare.
Nonostante il governo inglese avesse tentato di rendere le popolazioni omogenee e i sudditi più fedeli, rimase sempre fortemente presente una connotazione nazionale e il sentimento delle proprie origini celtiche
.



Di conseguenza sorse a Dublino l’Irish Literary Society: ne seguì una produzione drammatica con la netta intenzione di istituire un teatro nazionale irlandese.
Fautore di tale movimento fu un gruppo di intellettuali e scrittori, tra cui sicuramente di spicco la personalità del poeta William Butler Yeats, assieme a Lady Gregory (1852-1932), a George Moore (1853-1933) e a George Millington Synge (1871-1909). Si riuscì così ad inaugurare a Dublino, nel 1904, una sede stabile della compagnia della Irish National Theatre Society, l’Abbey Theatre, che vide qui rappresentati buona parte dei testi di questi autori. Yeats nacque in un sobborgo dublinese nel 1865 e fu educato nei primi anni di vita dal padre, che era un pittore di buona fama, proveniente da una prospera famiglia di professionisti protestanti irlandesi.
Dal 1875-1880 la famiglia si trasferì in Inghilterra a causa del lavoro paterno, per poi ritornare in Irlanda senza che il capofamiglia avesse ottenuto successi artistici ed economici degni di nota. Anche il giovane Yeats sembrò in un primo momento che fosse portato per la pittura, benché già diciassettenne componesse versi. Nel 1884 si iscrisse alla Metropolitan School of Art di Dublino, mentre si rifiutò di andare all’università.
Due anni dopo, però, lasciò gli studi d’arte per dedicarsi alla letteratura.
Nel 1887 Yeats fece ritorno a Londra, dove ebbe la soddisfazione di vedere alcune sue poesie pubblicate su riviste inglesi. In ogni caso l’amore per l’Irlanda e la sua cultura non era venuto meno. Difatti la pubblicazione della prima opera drammatica di Yeats, La contessa Cathleen (1892), riveduta, corretta e rappresentata nel 1899, fu l’avvio a drammi che hanno per protagonisti eroi mitici irlandesi. Al 1896 risale l’incontro assai importante con Lady Gregory, che divenne sua attenta collaboratrice nel promulgare la rinascita celtica.
Le vicende di eroi ed eroine come Cuchulain o Deirdre sono alla base di alcuni drammi di Yeats, tra cui Sulla spiaggia di Baile (1904), Deirdre (1907), L’elmetto verde (1910) fino a La morte di Cuchulain (1938).
Divenuto nel 1906 direttore dell’Abbey Theatre, Yeats via via negli anni si appassionò alle opere del teatro giapponese No e si volse verso una concezione di opera multidisciplinare, che contenesse in sé musica, danza, maschere e azione drammatica.
Nel 1921 William pubblicò quattro commedie, che vanno sotto il titolo Four plays for dancers.
Yeats ottenne il Premio Nobel per la letteratura nel 1923.
Gli ultimi anni della vita lo portarono a svernare in luoghi dal clima mite a causa di problemi polmonari.
Fu a Maiorca nel 1935 e poi nel sud della Francia a Roquebrune, dove morì nel 1939. Scostandosi dalle convenzioni sceniche preesistenti, Yeats propose un teatro simbolico, poetico, comprensibile solo nel contesto della mitologia e della cultura irlandese. La contessa Cathleen, sua prima opera teatrale, è un dramma che racconta l’Irlanda prostrata da una forte carestia.
Due ricchi mercanti, in realtà demoni, comprano anime degli irlandesi che muoiono di fame. Lady Cathleen, vista la situazione ormai disperata, dà ordine al suo castaldo di vendere tutto ciò che possiede, salvo l’antico castello, con l’intenzione di dare da mangiare e accogliere sotto il tetto del maniero il maggior numero di irlandesi che poteva, senza che essi debbano vendersi l’anima al Diavolo. Lady Cathleen, religiosa com’è, giunge a vendere persino la propria anima per salvare quelle altrui. Alla sua morte il sacrificio non passa inosservato: la sua anima verrà salvata e raggiungerà il Paradiso. Nei testi successivi Yeats propose il dramma in un atto unico, una scelta che mantenne nei suoi lavori anche più tardi, quasi fosse una propria necessità concludere in uno spazio temporale abbastanza breve la versificazione della sua drammaturgia. In Sulla spiaggia di Baile il protagonista è il mitico eroe Cuchulain, guerriero invincibile, che in questo dramma subisce un destino terribile: è costretto a uccidere, ignaro, il proprio unico figlio e poi, travolto dal dolore, impazzito, avanza verso il mare come contro schiere nemiche.
La conclusione di questo ciclo celtico si ha nel dramma senile di Yeats, intitolato appunto La morte di Cuchulain, in cui Aoife, che ha avuto dall’eroe quel figlio ucciso, viene a rivendicare la testa di Cuchulain, per lei colpevole del più tremendo dei delitti, e, quindi, da punire con la morte.
In Deirdre si narra la vicenda della giovane, il cui nome dà il titolo al dramma, cresciuta dal re Conchubar per farne sua sposa, che, però, alla vigilia delle nozze, fugge con il proprio innamorato, il guerriero Naoisi. Inseguiti per anni dagli uomini del re, alla fine sono invitati a un banchetto di riconciliazione.
Naoisi e Deirdre si presentano ingenuamente. Le musicanti avvertono la donna che invece si tratta di un tranello: Conchubar vuole uccidere Naoisi e desidera che lei diventi sua moglie. Dopo che Naoisi viene trucidato, con uno stratagemma Deirdre riesce a sfuggire alla bramosia del re, suicidandosi. Questa donna bellissima divenne il simbolo della volontà di libertà di un’Irlanda che, pur ingannata, restava ancora moralmente libera.
Nella farsa eroica L’elmetto verde è l’Uomo vestito di Rosso e le creature lunari, che lo accompagnano, a turbare la quiete degli amici di Cuchulain. L’arrivo di quest’ultimo svela infine l’arcano gioco: giunto dal mare sulla terra l’Uomo vestito di Rosso vuole verificare il carattere di ognuno e scegliere il campione, per attribuirgli l’elmetto, che verrà dato a Cuchulain, il più imperturbabile e saggio di tutti.
Durante il periodo precedente la morte, Yeats cercò di liberarsi dal verso sciolto per passare a una metrica in libera alternanza tra le dieci e le otto sillabe nell’opera Purgatorio (1938), ove appaiono un vecchio e il suo giovane figlio in una dimensione extra-temporale. Di fronte a ciò che resta della sua casa d’infanzia il vecchio ripercorre la propria vita: dall’unione della madre con lo stalliere suo padre, un poco di buono, fino all’uccisione del padre durante un incendio.
Segue la descrizione della sua vita errante, mentre si assiste a un ciclico ritorno delle colpe: il vecchio giungerà ad uccidere anche il figlio con lo stesso coltello con cui aveva ucciso il padre.

 

 

L'eroe celtico Cuchulain

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Franco Manzoni