
La passione per il giornalismo, meglio
per la scrittura, meglio per la scrittura mirata sulle notizie, ce l’aveva
fin da bambino: buoni studi nella Calabria cosiddetta saudita, maestri gesuiti,
lettere e filosofia. E subito gavetta giornalistica, presto sospesa: fece
un’inchiesta sulla ‘ndrangheta, gli fecero saltare in aria l’automobile, gli
consigliarono, nel dubbio, di cambiare aria.
Grazie all’aiuto di Giovanni Falcone (si era nel 1989) emigrò in Canada, a
Toronto, mollando famiglia e legami e non conoscendo una parola d’inglese.
Oggi questo tizio, aria sveglia, baffetti da personaggio di Roth, il miglior
Roth crediamo, Joseph, magari il contrabbandiere Kapturak, bassetto, contemporaneamente
quieto davanti alle lenti e mobilissimo nello sguardo dietro di esse, è un
giornalista a scrittore di successo, a partire dal Canada e a continuare girando
per il mondo.
Ah, i libri li scrive in inglese per importanti case editrici americane, e
mancherebbe solo la traduzione in italiano giacché in molti altri paesi già
esiste…Argomento? Mafia, criminalità organizzata e quant’altro, of course,
su scala planetaria: quando leggerete queste righe insufficienti su di lui,
Antonio Nicaso da Caulonia sarà probabilmente in Russia, investigando
su passo (importante per capire), presente e magari futuro della mafia, pardon,
delle mafie russe, e avrà trascorso l’estate a terminare un libro sul Kennedy
senior, il co-mafioso vero, il padre di John, Bob, Ted, insomma quel Joseph
cui prese un coccolone giocando a golf quando una delegazione con la coppola
italo-americana l’ammonì…Guarda, Joseph, non erano questi i patti, tuo figlio
Bob, ministro della giustizia, torti ci fece che non ci doveva fare…

E nel frattempo Nicaso Antonio, che con la sua già brillante carriera, piena di premi e riconoscimenti ha rimesso in ordine il nome e poi il cognome, continua a fare il giornalista per il Corriere Canadese di cui è condirettore, a Toronto.
Per questo è stato insignito del “premio Val di Sole”, in agosto in Trentino, Folgarida , dove l’ho incontrato. Ha fatto in tempo a raccontarmi varie cose, su di sé, sommariamente qui riassunte, sul presente canadese, sull’Italia d’origine e per certi versi soprattutto sull’informazione. Per esempio, il Canada è stato sotto i riflettori internazionali per la polmonite atipica, la Sars asiatica, che da lui ha fatto poche vittime, mentre tra Canada e Stati Uniti la polmonite “tipica” ne fa abitualmente secche svariate decine di migliaia.
Ebbene, mi raccontava Antonio, dall’Italia pessima informazione, nessuna verifica su fonti e notizie, ricerca dello scoop allarmistico in immagini e testi. Che è come dire-per gli eventuali lettori di queste pagine ricorrenti sul pericolo-media contro cui propongo come sapete piccoli antidoti critici e autocritici – una conferma ai miei ragionamenti. Oppure, sempre Antonio e per aprire il diaframma della macchina fotografica, quando si parla di immigrazione, emigrazione, integrazione, multietnicità ecc..ecc., fa riflettere che il capo delle mitiche Giubbe Rosse sia laggiù tal Giuliano Zaccardelli, italianissimo di nascita, e in Canada da un pezzo, così come avviene per molti altri notabili delle istituzioni canadesi, di estrazione la più varia.
E allora?, direte.
Allora, allora…se ci guardassimo attorno un po’ di più, in tutti i sensi,
forse questi Antonio sarebbero un segnale positivo, euforizzante, non esempi
da applaudire e rimuovere al più presto possibile…



Antonio Nicaso


