

La verità mi fa male” era il verso di una canzone degli anni ’60. La verità fa veramente male ed è per questo che stiamo affogando in un mare di bugie, diffuse ad oltranza dai mass media. Le bugie se ripetute più volte sono il mezzo perfetto per difendersi da verità scomode, le bugie ripetute più volte, si affermano come verità vere(scusate il gioco di parole), contando anche sulla poca memoria degli interlocutori. Bugie che spesso sono paradossali. Nella Sanità il discorso non cambia e non può cambiare, anche se il Ministro attuale, per la sua esperienza professionale, sa certamente quali sono i problemi da affrontare e su quali punti è necessario intervenire, a rendere pressoché impossibile il cambiamento arriva sempre l’onda, il riflusso delle bugie diffuse ad arte da chi non vuole che vi siano effettivamente delle modifiche allo stato attuale; o quanto meno vuole realizzare una delle tante riforme come quelle fatte nel passato, che di volta in volta, hanno dato risultati disastrosi in un crescendo rossiniano.
A questo proposito l’articolo del prof. Perelli, in questo numero, riporta i dati della spesa sanitaria e, per quanto riguarda la qualità dell’assistenza, quelli elaborati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, che pone l’Italia al secondo posto nel mondo. Un bel risultato, su questo non ci piove, tuttavia osserviamo che , anche qui, si parla sempre e solo di spesa, mentre per una analisi completa sarebbe necessario rilevare anche i dati delle entrate.
Da alcuni anni abbiamo chiesto ai vari istituti i dati corrispondenti all’importo versato dai cittadini, in modo specifico per l’assistenza sanitaria, attraverso i prelievi fiscali e le varie tassazioni. Non siamo riusciti a ricevere nulla, malgrado l’ultima richiesta sia stata inoltrata con l’interessamento del Sottosegretario alla Sanità Elena Marinucci. Ogni volta ci siamo scontrati contro un muro di gomma. Sollecitavamo l’informazione dopo aver visto il bilancio della Sanità che riportava unicamente le voci corrispondenti alle spese. Niente entrate; solo assegnazione da parte del Governo di una cifra, che di volta in volta, variava e varia a secondo della disponibilità globale.
Chiamare bilancio un documento economico in cui vi siano solo uscite, è solo un modo di dire. Professor Sirchia, il vero cambiamento potrà iniziare solo quando saranno noti e visibili i numeri delle entrate e delle uscite, buoni o cattivi che siano, promettiamo di non giocarli al lotto. P.S. Se non sbagliamo, anche nella schedina vi è prevista un’aliquota per la Sanità.
