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Un isola immersa nell’oceano Indiano, spiagge con palme di noci di cocco, acqua del mare colore turchese e il bianco colore della barriera corallina, un ideale sogno esotico, ma la Réunion è qualcosa di più, rappresenta il paradiso della diversità.
Una natura selvaggia che offre una ricchezza straordinaria di paesaggi, su soli 2500 kmq. ha la capacità di fare scoprire la varietà dei paesaggi di un continente: ad ogni angolo l’isola cambia aspetto, dall’arido al tropicale, all’alpino, per offrire il meglio di sé.
Dal mare, ai monti, ai vulcani e alle incantevoli vallate nel centro dell’Isola; grazie a piogge abbondanti le valli dei monti hanno una vegetazione da serra tropicale, con felci arborescenti e orchidee. La natura offre un mix di flora straordinario, oltre alle specie originarie, si sono aggiunte specie esotiche e di altri contesti climatici come la sterpaglia della savana africana, i bambù del sud-est asiatico, le conifere alpine, la vaniglia originaria del Messico, le felci, i gerani, piante di caffè e le piante di cotone.



Isola de la Réunion è territorio francese, un frammento della comunità europea circondato da campi di canna da zucchero e alberi di mango.
La popolazione, al pari della natura, è costituita da un autentico miscuglio di razze come in una grande metropoli, che ha creato un contesto culturale unico al mondo, un mix di usi costumi e religioni che va dall’Europa all’Asia all’Africa.
È la storia di secolari migrazioni dai contadini bretoni ai funzionari di stato parigini, dagli schiavi malgasci ai braccianti indiani, dai commercianti cinesi ai commercianti arabi, dai navigatori portoghesi ai marinai olandesi.



Isola possesso francese dal 1638, dapprima utilizzata come prigione per gli indesiderabili della patria e dei marinai rivoltosi, venne sfruttata dapprima, nel '700, per la coltivazione del caffè e poi, dall ‘800 fino al 1950,, per la coltivazione della canna da zucchero, che richiedeva la presenza di molta manodopera.

Abolita la schiavitù nel 1848, venne favorita l’immigrazione anche da località lontane. Dal 1950 nuovi tipi di coltura caratterizzano il paesaggio come le orchidee e soprattutto le piantagioni di vaniglia della qualità bourbon nota in tutto il mondo.
L’Isola diventa negli anni ‘60 importante per la produzione delle essenze con l’estrazione di geranio e vetiver, per la composizione dei profumi di essenze pregiate.



Un ambiente unico al largo del Madagascar, questa è la Reunion, fra vette di 3000 metri, e due vulcani, di cui uno spento e uno in tutt’ora in funzione (Petit de la Fornaise), che hanno lasciato segni che permettono un viaggio nelle ere geologiche.
I due massicci vulcanici sono collegati da un vasto altopiano dalle caratteristiche quasi alpine dove a Palin des Cafres a 1200 metri d’altezza accanto alle acacie, che evocano profumi d’Africa, fioriscono bocche di leone e pascolano mucche che evocano un paesaggio alpino dell’Alta Savoia.



Al centro dell’isola si sono formati tre immensi anfiteatri naturali a fare da contorno ai due massicci vulcanici raggiungibili in auto: Salazie e Cilaos, l’altro “Cirque de Mafate”, raggiungibile solo dai trekker o dagli elicotteri, dove vive un piccola comunità di circa 600 abitanti, tra campi e rocce, chiamati caparbi montanari dei tropici.
Il Cirque de Salazie, vicino alla capitale Saint Denis, invece è caratterizzato dalle frequenti piogge che gonfiano i torrenti, che attraversano boschi fittissimi, formando un centinaio di cascate. Il luogo è meta ambita per tutti gli appassionati del kayak e della canoa.


Il Cirque de Cilaos offre centinaia di percorsi alpinistici, da fare a piedi o in mountain bike; la località è gemellata con Chamonix. Recentemente sono state aperti degli stabilimenti termali al fine di potere utilizzare le tre sorgenti termali d’acque bicarbonate sodiche, che sgorgano ad una temperatura di 30-38 gradi.



Isola del la Reunion è anche stagione di mare e d’abbronzatura assicurata, spiagge di sabbia lavica tra Saint Denis e Saint Pierre per tutto l’anno, una temperatura dell’acqua che oscilla tra i 20 gradi e i 26 gradi per la maggior parte dell’anno.
Per i surfisti la meta ideale è Saint Leu, tranquillo villaggio sulla costa occidentale, dove mettere alla prova le proprie capacità acrobatiche sull’acqua.



Tra Saint Leu e Saint Gilles un immenso parco marino vi invita alla visita dei fondali con maschera e pinne oppure su un motoscafo da un chiglia con vetrata panoramica, per esplorare il reef e le grandi barriere coralline tra banchi di pesce multicolore, pesci palla e pesci pappagallo.
Attenzione: sotto i venti metri di profondità il mare diventa regno di squali e barracuda.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa vedere
a la R
éunion

È l’isola dei giardini, da quelli lussureggianti delle case signorili ai modesti ma colorati delle case creole. Una visita al giardino delle essenze e spezie di
Saint-Philippe,
uno dei più ricchi al mondo
o la Maison Follio a Hell-bourgh dimora ottocentesca di grande pregio.
A Plain des Crafen un museo interattivo svela i segreti del vulcano e dell’attività eruttiva dell’Isola e del mondo.
Sempre da questa località la possibilità delle escursioni a cavallo guidate per la giornata.
Presso
Pitou St-Leu la “Stella Matuning”
, una panoramica della storia, della geografia e dell’economia dell’Isola all’inerno di uno dei più grandi zuccherifici dell’Isola. Un giro dell’isola in elicottero:sorvolerete i tre Cirque e il vulcano attivo con un costo che varia dai 150 ai 300 euro.


.Carmine Volpe