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Con l’approvazione da parte delle assemblee degli azionisti di Banca di Roma

e di Bipop Carire,

avvenuta giovedì 16 maggio, è stato dato ufficialmente il via al processo che porterà il Gruppo Banca di Roma,che assumerà la denominazione “Capitalia”, ad essere il quarto gruppo creditizio italiano. Una giornata quindi molto importante vissuta sull’asse Roma – Milano, dove in contemporanea i soci delle due banche erano chiamati ad approvare i conti del 2001 e quindi l’operazione di integrazione. Il via non solo formale ma anche sostanziale a questa importante operazione era ormai l’ultimo tassello mancante e quindi estremamente importante per completare il quadro, del nuovo Gruppo Bancario Capitalia dopo l’integrazione del Banco di Sicilia.

Del resto Il processo evolutivo del sistema bancario italiano sta individuando nel fattore dimensionale e nel processo di integrazione fra diverse e complementari realtà bancarie i requisiti più consoni, non solo e non tanto per affrontare il panorama competitivo, quanto per accrescere il valore di breve e di medio periodo delle imprese coinvolte.

Nonostante Bipop - Carire abbia dimostrato dinamicità e incisività nei rapporti con la clientela, particolarmente nei settori di attività meno tradizionali, l’operazione di Integrazione con Banca di Roma presenta caratteristiche tali da consentire di dare nuovo impulso allo sviluppo della società nella configurazione dimensionale, strutturale e giuridica che verrà ad esistenza con la realizzazione della Integrazione. La componente “tradizionale” della Banca bresciana, con le sue 300 filiali, potrà infatti beneficiare di un rafforzamento della struttura operativa pur nell’ambito di un’autonomia gestionale garantita dal mantenimento dell’unitarietà della rete e del suo marchio. La integrazione consentirà di dotare il nuovo Gruppo di una base di 4.000.000 di clienti, serviti da circa oltre 2.000 punti di vendita sul territorio nazionale; il margine di intermediazione aggregato 2001 supera i 5 miliardi di Euro, la raccolta globale i 150 miliardi di Euro, gli impieghi a clientela i 75 miliardi di Euro. Il “valore” industriale dell’operazione è ben espresso dalle capitalizzazioni borsistiche. La capitalizzazione di borsa congiunta di Bipop - Carire e di Banca di Roma supera, ai valori attuali, i 6.5 miliardi di Euro, posizionando il nuovo Gruppo al 7° posto tra le banche italiane quotate. L’obiettivo primario dell’integrazione societaria ed industriale tra Bipop - Carire e Banca di Roma è costituire un Gruppo di servizi finanziari integrato e multicanale leader sul mercato nazionale e, nel tempo, su quello europeo. I due Gruppi presentano infatti elevate complementarietà distributive, produttive e operative. Il Gruppo Banca di Roma poggiava ante integrazione su una rete di più di 1.730 filiali, concentrate nel centrosud Italia, con un peso della raccolta diretta sulla raccolta globale prossimo al 50%.
Per il Gruppo Bipop - Carire la rete delle filiali, concentrate nel centro-nord, esprime non più del 60% delle masse di raccolta (con un peso di quella diretta di circa il 30%) e gestisce circa la metà dei clienti totali per l’importante ruolo giocato dai canali telematici e dalle reti di promotori e agenti. Sia Banca di Roma sia Bipop - Carire hanno costituito una serie di società prodotto che, pur operando nelle stesse aree di business, presentano notevoli differenze operative, e, quindi potenziali complementarietà: le SGR e le compagnie Vita hanno gamme di prodotto, stili di gestione e impostazioni commerciali e operative diverse; le società di leasing operano su segmenti di clientela, territori e canali distributivi complementari: Fineco SIM è concentrata sull’attività di Execution, Mediocredito Centrale su quella di Investment Banking; Banca della Rete, la neo-nata banca virtuale di Banca Roma, potrà beneficiare delle strutture e della leadership di mercato di Banca Fineco.
La struttura operativa di Banca Roma ha dimensioni chiaramente molto più consistenti di Bipop - Carire che, in particolare sul fronte tecnologico, ha perseguito una politica di forte ricorso a terzi per lo sviluppo del sistema informativo.
Le iniziative in corso presso Banca di Roma di outsourcing dell’IT e dei Back Office in società dedicate potranno rappresentare un’interessante opportunità di consolidamento della “macchina operativa” della Azienda. Quale diretta conseguenza del posizionamento attuale dei due Gruppi, e premesso che l’operazione prevede la scissione in Banca di Roma delle attività di “Traditional Banking” di Bipop - Carire e la contemporanea fusione in Bipop - Carire delle attività di “Consumer Banking” di Banca Roma, le linee guida del piano industriale congiunto sono le seguenti: Strategia Commerciale: rafforzamento e valorizzazione delle strutture distributive, sia fisse sia mobili, integrandone le specializzazioni. Strategia Produttiva: unificazione progressiva delle fabbriche prodotti con condivisione delle specializzazioni Strategia Operativa: condivisione dei back office.
Attraverso lo sviluppo delle strategie individuate potranno, pertanto, essere realizzate significative sinergie di ricavo, con particolare riferimento allo sviluppo di masse di risparmio delle reti Banca di Roma e Banco di Sicilia da parte dei Promotori finanziari, allo sviluppo della clientela corporate e private di Bipop - Carire da parte delle strutture specializzate Banca di Roma e alle attività di emissione carte di credito da parte di Banca Fineco sulla clientela del Gruppo Banca di Roma.
Ne deriveranno, inoltre, importanti sinergie per il contenimento dei costi, principalmente in conseguenza delle razionalizzazioni dei back office Bipop - Carire e della ristrutturazione di Banca della Rete, nonché in funzione degli interventi di integrazione sui sistemi informativi. L’ottenimento di entrambe le sinergie, da una parte, insieme alla possibilità di sviluppo congiunto di entrambe le realtà bancarie,indicano chiaramente come l’operazione presenti evidenti e rilevanti opportunità per entrambi i Gruppi, con notevoli benefici sia per la clientela che per gli azionisti.