

Al
nostro editoriale del numero 4 sulla responsabilità del medico di base nella
compilazione di certificati che giustifichino come malattia l'assenza dall'orario
di lavoro risponde il Dottor Pavone, nostro collaboratore e amico, con le
proposte emerse durante il convegno organizzato dallo Snami proprio su questo
argomento.
Pur confermando la stima al Dottor Pavone abbiamo delle perplessità sulla
soluzione presentata in tale sede nella fattispecie di auto certificazione
nei primi giorni di malattia. In questa società che tende a deresponsabilizzare
tutti i ruoli istituzionali affidando alla coscienza del singolo la capacità
di legittimarsi, quella dell'auto certificazione medica è l'ultima novità!
Così si toglie al medico la patata bollente di intermediario tra il lavoratore
che sta male, ma non troppo (solo per i primi giorni?) e il datore di lavoro
che non sa mai quale credito dare all'assenza dello stesso (l'Alitalia ha
dato una dimostrazione concreta di come tale assenza possa avere altre motivazioni
ben lontane da quelle di salute!)
Se analizziamo con calma la faccenda ci rendiamo conto di come alla base di
questa soluzione c'è però una reale abdicazione del medico a quella che è
la sua competenza professionale specifica: la diagnosi sulla salute del suo
assistito. Il cittadino è in grado di decidere da solo quali sono i sintomi
leggeri che possono essere coperti da un'auto certificazione da quelli che
per contro necessitano di un intervento medico? E … in base a quale preparazione
lo fa? Quella delle pubblicità televisive sui farmaci? Quelle delle riviste
pseudo scientifiche di ampio consumo? E chi si assume la responsabilità di
un suo eventuale errore? Il medico di base, già abbastanza frustrato nella
sua immagine pubblica da una serie di diritti doveri mal espressi, viene così
a perdere ulteriormente un suo ruolo molto preciso: quello di referente della
nostra salute tramite il certificato di diagnosi.
E sta anche alla sua professionalità resistere alle insistenze dei suoi assistiti
qualora desiderino la convalida per "bigiate" dal luogo di lavoro! La norma
codificata dalla certificazione è un modo di contenere nei binari della responsabilità
i comportamenti e dei pazienti e dei medici.
Sta a chi ha gli strumenti verificare la correttezza dei propri iscritti,
vigilare perché svolgano il loro compito di "certificatori" in modo serio
e onesto e, operare perché l'errore non abbia a ripetersi! Da poco si sta
verificando sul campo come il sistema "punti" sia un deterrente che funziona
sugli automobilisti molto più di tante "campagne promozionali" sull'uso corretto
delle norme di circolazione! E se… come a scuola con le pagelle e se come
sulle strade, così anche per i certificati funzionasse la logica dei punti
di credito e di demerito? Quanti oserebbero richiedere al proprio medico più
giorni del necessario sapendo che potrebbero perdere il diritto all'assistenza
sanitaria dopo un tot di…. abusi? Quanti medici sarebbero più presenti nel
vigilare sull'effettiva gravità dei propri pazienti sapendo di poter essere
a loro volta penalizzati? Non è una bella società quella che dà e toglie punti…
è vero!
Ci sarebbero tante considerazioni da fare sull'evoluzione della coscienza
sociale in questi nostri tempi così travagliati e complessi!
Ma questo è un altro discorso… parliamone!
