

Una serie di mostre disseminate per l’Italia, e in particolare a Milano (nelle sedi della Galleria Blanchaert e Libreria Babele Galleria) e a Torino (Galleria Arteincornice), fa luce su uno degli artisti più significativi dell’arte italiana contemporanea. L’artista siciliano, nato a Palermo nel 1949, vive a Milano fin dal 1968.

Da qui si è mosso con presenze internazionali, a New York, Londra, Parigi,
Vienna, Stoccolma, Copenhagen, Berna, Lugano; con opere ormai inserite in
musei italiani ed esteri, con l’attenzione che gli ha prestato la critica
più accreditata, da Franco Solmi a Raffaele De Grada, da Marco Valsecchi a
Carlo Franza, da Leonardo Sciascia a Walter Schonenberger.
Non hanno disdegnato di dare a lui consensi favorevoli anche illustri maestri
dell’arte italiana e non, da Kodra a Lam, da Cagli a Guttuso, da Brindisi
a Guidi. E’ per la verità dall’80 che Lorenzo Maria Bottari fa gran parlare
di sé, da quando Renato Guttuso, il demiurgo dell’arte italiana e artista
di forte impianto realista, gli presenta la mostra intitolata “La Cattedrale
di Palermo” nella storica galleria Schettini, di Milano.
Da allora è stato tutto un susseguirsi di successi per questo giovane che
innovava l’arte italiana senza tralasciare l’immagine, ovvero quella figurazione
che si innestava tutta nelle radici dell’artista, in quella mediterraneità
che rimarrà una costante dei suoi lavori, dei suoi dipinti, delle sue carte
colorate, dall’intera sua grafica.
La mostra torinese ha per titolo “Viaggio fra gli dei”
e raccoglie tutta una serie di carte realizzate nella famosissima cartiera
di Franco Conti ad Acireale, dipinte con tecnica mista e rappresentative della
vastissima produzione dell’artista.
Cosa si legge nei suoi dipinti? Ebbene, il tema dell’amore, la mitologia tutta,
da Apollo, dio fra i più amati del pantheon greco, fino a Dioniso, Bacco,
Orfeo, Demetra e altri dell’Olimpo; e ancora tutti i misteri orfici, stelle,
costellazioni e mondi celesti, omaggi alla danza, fra cui il ricordo a Nurejev,
agavi e cattedrali, il vulcano Etna che si colora di forza, passione e colore.

Non meno poetico, anzi carico di sensualità, di mistero e di altissima poesia,
è il dio dei venti.
C’è un modo personalissimo dell’artista di leggere ogni cosa e di viverne
con sguardo sognante oggetti e figure; ciò è dovuto alla delicatezza e alla
fantasia che contraddistingue Bottari nell’imprigionare ricordi, favole e
miti e temi attuali.
Tutto entra in questo viaggio fantastico per venirne eruttato come da un vulcano
in costante attività. Non c’è sogno che nella sua pittura non si materializzi
e offra illuminazioni palpitanti.

Ormai la sua pittura ha trovato un humus fertile e cresce come in primavera
sotto i nuovi raggi del sole.











