

In uno degli ultimi
numeri abbiamo scritto sulla carenza di etica professionale in tutte le attività
della società, noi ovviamente ci occupiamo dell’ambito sanitario.
Da un po’
di tempo si va diffondendo l’uso nel campo della ricerca di informare i mass
media sui presunti risultati ancora prima che questi siano ottenuti e verificati
nella sperimentazione clinica e sull’uomo.
Da un po’ di tempo ci sono associazioni che finanziano consulenze in relazioni
esterne per ottenere la visibilità nell’opinione pubblica invece di utilizzare
i fondi per una maggiore e più qualificata professionalità.
Un esempio: emblematica è la pagina intera apparsa nel quotidiano “Il giornale”
sotto la testata “La macchina del tempo”, nella quale veniva comunicato il
risultato di una ricerca in neuroscienze. Solo dopo un’attenta lettura fra
le righe (solo tre righe!) di una colonna alla fine vi era scritto: ”la ricerca
però potrà essere applicata sull’uomo in tempi lunghi, da sei a dieci anni”.
Noi aggiungiamo: “Campa cavallo che l’erba cresce”…. ammesso che l’erba cresca!
Su questi comportamenti ci siamo posti delle domande: è lecito dare delle
speranze, a volte delle illusioni, a dei pazienti? Si può essere così certi
che durante il cammino l’esito della ricerca non possa concretizzarsi che
in positivo? Diciamocelo, di solito tutto ciò avviene per avere le luci della
ribalta, ed è etico questo modo di procedere?
E’ giusto, in fin dei conti, bypassare il parere della comunità scientifica?
A che servono i congressi se non a ratificare in un dibattito inter pares
i risultati di una ricerca?
Sono quesiti importanti in questa era di confusione e di fumo che rivolgeremo
a degli scienziati durante una tavola rotonda con la partecipazione anche
di chi dell’etica ha fatto motivo di professione.
Ridefinire i termini della comunicazione scientifica attraverso i mass media
nonostante le pressioni economiche e politiche che ogni istituto di ricerca
ben conosce è segno di rispetto verso la sofferenza di chi non ha sempre gli
strumenti per “leggere tra le righe” fin dove arriva il vero e da dove parte
il binario morto dell’illusione. Il cavallo campa… ma solo se l’erba è già
cresciuta !
