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L' 11 settembre 2002 gli estremisti islamici hanno dichiarato guerra all’Occidente, una guerra fuori dagli schemi, in cui vengono utilizzati i kamikaze come arma letale.
Da quel giorno vi è stata un’accelerazione degli atti terroristici, di conseguenza si è diffusa una destabilizzazione psicologica che rende incerto il presente ed il futuro. L’opinione pubblica si è divisa in favorevoli ad interventi forti, da una parte, dall’altra no alla guerra tout court senza dare soluzioni alternative. Sostenere di non volere la guerra è una presa di posizione demagogica: per non volere la guerra è necessario, come nel matrimonio, essere in due a voler andare d’accordo, ma non è questo il caso.

Così sono tornati i cortei con cartelli e slogan simili alle manifestazioni organizzate alcuni anni fa, durante la guerra nel Vietnam, che portano a ricordare anche ciò che accadde quando gli USA si ritirarono. Fu perpetrato dai Viet Cong un genocidio epocale che ha portato il popolo vietnamita da 13 milioni a circa 300/400 mila unità. Ovviamente per questo non vi furono cortei, non vi furono proteste o manifestazioni, tutto sotto silenzio, l’importante era manifestare contro gli Stati Uniti. Questa pace non ci piace, sa di finto, di artefatto, di “politico” e di “strumentale”. Purtroppo la guerra infame, quella che fa leva sui fanatismi religiosi, è arrivata a colpire anche noi.
La morte dei carabinieri, dei militari, dei civili italiani nell’Iraq ha avuto da parte del popolo italiano una partecipazione attiva, composta e dignitosa, come pure possiamo dire della Croce Rossa italiana che malgrado i pericoli è rimasta in Iraq per dare un aiuto umanitario alla gente.
Mentre altrettanto non hanno fatto le organizzazioni della Croce Rossa di altre nazioni le quali sono tutte rientrate in fretta nei paesi d’origine compresa la rappresentanza dell’ONU.
Senza opportunistiche reticenze possiamo dire che l’ONU non svolge adeguatamente e compiutamente il suo ruolo, ed è inspiegabile la richiesta da parte di alcuni politici, di demandare all’ONU la soluzione della guerra in atto: su questo non esprimiamo ulteriori commenti. Al di là delle ideologie e degli interessi personali deve essere chiaro per tutti che il terrorismo opera come una cellula impazzita, e come tale deve essere eliminato ad ogni costo, affinché insieme alla vita di tanti innocenti siano salvati i valori della nostra civiltà.