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Andiamo a spiare nella vita privata
di Cleopatra
e sediamoci a tavola con lei
e con la sua corte.

Potremo così scoprire i gusti e le abitudini alimentari di un popolo, ma non solo: scopriremo che accanto ai buongustai, spesso esagerati nel loro rito epifagetico quotidiano, c’erano i fanatici della linea, veri e propri cultori della forma fisica con assidue e regolari sedute di allenamento e maniaci nel seguire alla lettera diete anche ferree. Tutto questo ci è svelato dai papiri, documentazione abbondante nell’Egitto greco-romano (III sec. A.C. - IV sec. D.C.) che offre uno spaccato di vita quotidiana di rara intensità. E accanto alle ricevute fiscali, ai contratti di lavoro, alle dichiarazioni di tutti i tipi ecco liste della spesa più o meno dettagliate che ci illuminano sulle preferenze culinarie degli abitanti dell’epoca.
Così scopriamo che a tavola della regina più famosa del mondo, ma anche sui deschi di numerosi suoi sudditi, faceva spesso bella mostra il piccione farcito, spesso servito speziato, ma sovente anche accompagnato da verdure di stagione; era di rigore poi gustare la zuppa di fave, ma anche di orzo o di farro, che di solito apriva la lista delle portate; la selvaggina si alternava spesso a carni bovine e ovine; non mancavano però occasioni più raffinate dove sulla tavola di Cleopatra o dei suoi conterranei faceva capolino il pesce, di cui i canali del Nilo erano ricchi. Per dolce ecco prelibati tortini di fichi e noci, il tutto zuccherato con miele o arricchito con yoghurt.
Ad innaffiare un simile pranzo non poteva mancare il buon vino (spesso però prudentemente tagliato con acqua per limitarne gli effetti inebrianti) o anche semplicemente la birra, preziosa e apprezzata eredità dei faraoni. Eppure un simile regime alimentare era indubbiamente ipercalorico e a lungo andare se non accostato a una costante attività fisica avrebbe potuto produrre le malattie più disparate oltre che gli inestetismi della cellulite e un’esagerata pinguedine. Ecco allora papiri che ci parlano di corsi di ginnastica che si tenevano nei ginnasi: qui gli egizi e i greci, nudi e cosparsi di oli profumati, si sottoponevano a fitness “ante litteram”, a regolari esercizi di allungamento muscolare (il nostro stretching) e, i più tonici, a sollevamento pesi, a lotte coi cesti, a forme di pugilato, a competizioni di corsa e di salto: facevano insomma vita da atleta e anche i più sedentari usavano camminare nella sabbia lungo i canali, facendo però attenzione ai coccodrilli!
E sulla loro tavola - ci informano sempre i papiri - si potevano vedere solo verdure fresche, frutta di stagione, carni magre, formaggi leggeri e acqua a volontà. Insomma a fianco di una popolazione impegnata in dure giornate di lavoro, spesso dimenticate grazie ad abbondanti abbuffate, ecco una cerchia di sportivi, solerti nel curare il fisico e rigorosi nell’attenersi ad un regime ipocalorico
.

DANILO ANGE'

Torniamo agli albori
della cucina mediterranea,
in Egitto, durante la dinastia dei Tolomei,
con l’elaborazione di un menu
che ripercorre gusti e tradizioni
dell’epoca.

A seguito della scoperta e della traduzione di alcuni papiri, rinvenuti nell’oasi del Fayum, la più ricca del regno di Cleopatra, che hanno rivelato interessanti indicazioni sulla gastronomia del tempo. Si è così proposto presso il ristorante Orti di Leonardo a Milano il “menu di Cleopatra”, attingendo importanti elementi da questa esperienza e procedendo nella sperimentazione del binomio tavola e cultura, caratterizzato dalla trasposizione culinaria di antiche ricette. Ben presto ci si è resi conto che gli Egizi furono i precursori della cucina mediterranea e non, come sarebbe logico supporre, di quella araba o maghrebina, più ricca di spezie. Utilizzavano olio extravergine di oliva, formaggi leggeri, verdure, erbe aromatiche, legumi e cereali, che sono comunemente impiegati nella preparazione di molte nostre ricette regionali. Consumavano pietanze a base di pesci e carni tipiche della cultura gastronomica mediterranea.
Nella rielaborazione moderna del menu, l’abilità dello chef consiste nel rendere attuali, e quindi apprezzabili ai nostri giorni, piatti elaborati sulla base di indicazioni risalenti a duemila anni fa.

Per rendere attuale il menu di Cleopatra, si è stabilita una sequenza di portate, secondo le nostre abitudini odierne: in apertura, come antipasto, tartare di melanzane condite con sale, pepe, finocchietto selvatico e olio extravergine di oliva; purea di ceci aromatizzati con mandorle e sesamo; olive al forno al profumo di origano; salsa di yogurt greco con julienne di cetrioli; crostino al miele e formaggio di capra.
Segue il primo piatto: sfogliatina croccante con sesamo, polpo, ceci e santoreggia.

Il secondo piatto è uno spiedino di pesce e gamberi cotti alla griglia, con orzo alle verdure e pesto alle mandorle.

Come dessert uno strudel di fichi secchi e noci aromatizzato con sciroppo di miele e chiodi di garofano, servito con spicchi di agrumi; l’utilizzo di agrumi è stata l’unica concessione, per smorzare l’eccessivo dolce del piatto e renderlo più armonico; probabilmente l’unico agrume conosciuto ai tempi degli Egizi era il pompelmo.
Il pubblico ha accolto positivamente l’iniziativa ed è rimasto affascinato da questo viaggio nel passato fatto con gli occhi ed il palato di oggi.







 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

.Aristide Malnati, archeologo