

In un editoriale
di qualche anno fa avevamo scritto sulla gestione anomala in essere nell’INPS.
L’argomento è tornato d’attualità per l’inchiesta che “Il Giornale” ha svolto
e continua a svolgere sull’uso improprio dei fondi dell’Istituto. Come avevamo
previsto il cancro nella struttura si è rivelato in piena metastasi.
Essendo un problema sociale abbiamo iniziato a nostra volta ad approfondire
l’argomento, coadiuvati da esperti, cercheremo di capire il perchè dei conti
sempre in rosso dell’Istituto e ne daremo notizia nei prossimi numeri.
L’undici settembre ricorre il primo anniversario dell’atto terroristico eseguito
dai talebani alle torri gemelle: naturalmente negli Stati Uniti le manifestazioni
commemorative saranno vissute intensamente.
Ad un anno di distanza la situazione internazionale è diventata incandescente
presso le nazioni unite si sono formati due schieramenti di massima: l’America,
sostenuta dall’Inghilterra e dalla Spagna, ritiene indispensabile un’azione
militare rapida, in modo da non lasciare all’Iraq il tempo di fornirsi di
armamenti nucleari, mentre la Cina, la Francia e la Germania sono più disponibili
ad una trattativa condotta sotto la supervisione dell’ONU. La prospettiva
di una guerra non è certo esaltante, come non lo è vivere con l’angoscia delle
incursioni terroristiche.
Come sempre, e non ci meraviglia, ognuno cerca di ottenere per sé dei vantaggi
perdendo di vista il fine ultimo delle azioni, rendendo così più forti gli
avversari dimenticandosi che oltre alle vittime reali, l’attentato ha destabilizzato
psicologicamente un po’ tutti, in particolare i giovani per i quali è diventato
in effetti più difficile programmare serenamente il futuro.
Quello che, poi , sinceramente troviamo incomprensibile, in questo quadro
dove le motivazioni religiose sono determinanti, è il silenzio stampa sulle
migliaia di morti, circa due milioni all’anno, che avvengono quotidianamente
in varie parti del mondo: delitti efferati compiuti su innocenti solo perché
di fede cattolica. Un silenzio che pesa come un macigno sulle coscienze di
tutti, soprattutto su quelle di coloro che dovrebbero parlare.
L’interrogativo è….perché tanto silenzio? Tacciono per paura, per opportunismo,
per diplomazia o per ignavia? Purtroppo non avremo mai le risposte! A questi
martiri che non sono scesi nell’arena ma sono ugualmente morti perché cattolici
niente fiori od opere di bene: solo silenzio.
Meglio disquisire sullo stress psicologico del povero bambino costretto a
guardare in classe il crocefisso, fa più audience, fa vendere più copie.
Ai morti cattolici di oggi, bianchi o neri o gialli, niente onori sull’altare,
niente nomi sui calendari, solo silenzio, un colpevole silenzio al quale noi
non vogliamo associarci!
