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Rosario Blanco è un giovane siciliano, di Catania per la verità, qui nato nel 1974, ma lombardo di adozione, in quanto qui vive e qui forgia la sua formazione artistica e culturale. Lo si intuisce dai lavori che il giovane artista ci propone alla visione, che trasudano di tutti gli impulsi innovativi che l’arte più recente ha svolto, in quei rivoli di ritorno alla pittura dipinta che dalla metà degli anni ‘80 è stata ampiamente riproposta.

Chiamiamola la transavanguardia o pittura postmoderna, vale la stessa cosa; quel che più conta è l’essenzialità raggiunta in questi immagini, che non sono ancora simbolo ma raggiungono una schematizzazione forte che rompe ogni schema di formulazione impressionista o postimpressionista, neofigurale o neoinformale. Blanco è autodidatta, ma questo non è un fatto negativo in quanto non si é lasciato contagiare da influssi di maestri e scuole; egli comunica così un suo modo di essere e di sentire l’estetica, quel bello che in epoca postmoderna, qual è la nostra, ha assunto nuovi significati, nuovi indicatori, sconvolgendo anche certi costumi. Nei dipinti di Blanco, della sua terra solare e mediterranea, qual’è la Sicilia, resiste il tono marcato e spinto del colore, che è reso a strati larghi, marcati, quasi tirato a pezzature, evocando anche una certa poetica neoinformale di stampo americano. Specie in certi paesaggi, queste fasce di colore essenzializzano il dipinto, e ne segnano in modo chiaro l’intera costruzione.

Ci sono opere come “Un fiore per te”, “Gli amanti”, “Donna di spalle”, che certificano ancora meglio la pulizia delle immagini, ritagliate al massimo in un contorno di volumi. Rosario Blanco è un giovane artista, ma promette più che bene e sa in quale direzione spingersi per comunicare la sua creatività, il suo mondo interiore, il suo credo poetico. Un’opera come “Non ti amo più” sembra invece svolgersi in un campo più astratto, dove un fazzoletto di colore nero, forse un richiamo agli aquiloni della sua infanzia, si libera nella campitura bianca del fondo materico, appena intriso di iridescenze maculari. Ecco allora che questa pittura incomincia a trovare consensi e appoggi in più critici italiani e soprattutto spazio nelle gallerie in cui i suoi quadri campeggiano attirando anche l’attenzione di incuriositi collezionisti. Basterà solo che questa pittura e gli svolgimenti di questo pittore si portino verso scelte di valida cultura, e avremo nel tempo un astro nascente, un pittore certamente in crescita, al di là delle accademie ormai piene di professori sindacalizzati e banali che non colgono più il nuovo e non coltivano più la bellezza, che nel secolo che ci ha appena lasciati ha segnato fortune singolari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

... Carlo Franza