

Il nuovo gusto che si affaccia alla fine dell’Ottocento, quello che si è poi convenuto di definire Liberty, e che i teorici più impegnati hanno chiamato modernismo, trasforma ancora una volta il volto urbano di Milano, aggiungendosi a quello romano, medioevale, barocco e neoclassico. E’ proprio il centenario dell’inaugurazione avvenuta il 3 giugno 1903, di Palazzo Castiglioni (Corso Venezia n. 47-49 Milano), attuale sede dell’Unione del Commercio e del Turismo delle Provincia di Milano, ad aver dato l’occasione di una mostra celebrativa che si tiene alla Spazio Oberdan dal titolo “1903: Palazzo Castiglioni e il Liberty a Milano”, unitamente ad una serie di visite guidate in taluni punti della città per conoscere e leggere quella che fu la nuova immagine della città per conoscere e leggere quella che fu la nuova immagine della città moderna che subiva modifiche sia nell’impianto planimetrico sia nella fisionomia architettonica.
In mostra troviamo opere di taluni artisti che furono artefici di questo gusto rivoluzionario a Milano e nel territorio circostante, con circa 150 oggetti che vanno dalla grafica alle vetrate, dalle ceramiche agli arredi, dai dipinti alla scultura decorativa fino ai disegni architettonici, specchio e testimonianza di quello che ci fu a Milano tra gli ultimi dieci anni dell’Ottocento e i primi dieci del Nove, e che hanno una campionatura simbolo proprio in Palazzo Castiglioni del 1903.
In mostra tra i tanti artisti troviamo Rizzarda e Alessandro Mazzucotelli per i ferri battuti; quest’ultimo ormai famoso per il carattere fitomorfico dei lavori, acquistava l’Officina Difendenti Oriani di Milano e dal 1891 diffondeva i suoi lavori in metallo in tutta Italia, tra i migliori esempi del Liberty italiano. Presenti opere di Gaetano Previati e Giovanni Segantini per la pittura; di Ernesto Bazzaro, Domenico Ghidoni, Eugenio Pellini, e Leonardo Bistolfi per la scultura; Eugenio Quarti, Carlo Ze, Carlo Bugatti e Ugo Ceruti per gli arredi; Giovanni Beltrami e Giovanni Buffa per le vetrate; inoltre le ceramiche della Società ceramica italiana di Laveno; i gioielli disegnati dalla ditta Cusi; i manifesti pubblicitari creati da Hohenstein, Metlicovitz, Dudovich e Beltrami, e infine i progetti architettonici, i disegni esecutivi di architetti come Campanini, Arata e Bossi, e le fotografie dell’epoca dedicate alla Milano d’inizio secolo dominata dalla figura di Giuseppe Sommaruga.
Il fenomeno Liberty prende piede a Milano grazie all’uso di nuove tecnologie e materiali edilizi, come il ferro, il vetro e il cemento armato. I volti delle strutture abitative sono mossi da linee curve e spezzate, morbide e fluenti, arricchite da interventi scultorei, da affreschi e maioliche, come nella Casa Galimberti di Via Malpighi 3. Palazzo Castiglioni è il capolavoro dell’architetto Sommaruga e rappresenta l’avvento del nuovo secolo nell’edilizia residenziale milanese.

A lui, figura emergente nella Milano modernista, l’ingegner Castiglioni, persona di larga cultura e apertura intellettuale, fa erigere la propria casa d’abitazione.
E’ questo palazzo, un lavoro carico di espressività simbolica, di spinte emozionali, per l’uso dei materiali, per la plasticità del bugnato disposto in alte fasce orizzontali, e che rendono tuttavia dinamica e vivace la superficie piana del prospetto; e ancora per il fregio scolpito all’ultimo piano e per le api scolpite a tutto tondo, poste sul cornicione.
L’apparato
decorativo è arricchito da punti scolpiti a bassorilievo da Ernesto Bazzaro
e posti a incorniciare le cimose delle finestre al piano nobile, e soprattutto
dalle due grandi figure femminili dello stesso autore, allegoriche rappresentazioni
della Pace e dell’Industria, per lo scandalo che le loro sensuali forme in
pose provocanti, suscitarono, furono rimosse a pochi giorni dall’inaugurazione
e poste nella facciata di Villa Faccanoni (1912-14) poi Villa Romeo e attuale
Villa Columbus in Via Buonarroti 48 a Milano.
Non meno belli gli eleganti ferri battuti delle ogive a piano terra e gli
arredi del mobiliere Eugenio Quarti. Sempre dei Castiglioni è la tomba di
famiglia affidata al Bazzaro nel Cimitero Monumentale.
I quartieri milanesi di maggiore connotazione liberty sono due: quello che dall’attuale Piazza Cadorna e dal Parco del Castello va verso Piazzale Baracca, spingendosi a fianco di Corso Vercelli, e quello che fiancheggia Corso Venezia e Corso Indipendenza. Questa mostra fa riscoprire il volto Liberty di Milano, aspetto della modernità avanzante perché l’Ottocento era ormai finito.





