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Uno dei luoghi al mondo più ricchi di spiritualità si trova nell’India nel nord, sulle rive del fiume Gange, dentro un alone di nebbia che all’alba si muove dalle rive del fiume e si innalza verso il cielo; ogni indù spera che la propria anima un giorno seguirà la scia.
Benares è la città della spiritualità indù, il luogo del paradossale e dell’incongruenza, il luogo in cui il divino è legato al terreno, fotografia delle autentiche bellezze e delle grandi miserie, ma è anche il luogo dell’inganno e del misticismo nonché del vizio e del desiderio o come dice la mia guida.
Benares è il luogo ideale dove “ sentire la vita prima di meritarsi il nirvana”. Il fiume Gange (la grande madre) rappresenta una fonte di energia e di vita, e Benares rappresenta il luogo dell’eternità. La sua storia è paragonabile alle più antiche città della cultura occidentale come Babilonia o Atene, o alle città sante come La Mecca o Gerusalemme.

Oggi più comunemente viene chiamata Varanasi dall’unione del nome dei due affluenti Varana e Asi, ma per i migliaia di fedeli Benares è “kashi” la città della luce, il nome dell’antica capitale di un regno esistito 3000 anni fa, per la fede indù “kashi” è al centro del mondo.

Ci spiega la nostra guida Anand Shastry ( insegnante e ricercatore di storia e religione presso l’Università di Dehli): per la tradizione indù, la città sparirà solo alla fine del mondo, quando gli dei abbandoneranno il mondo terreno cosicché il sole precipiterà sulla terra, e le anime dei sopravvissuti per volere di Shiva saliranno a bordo di un' arca celeste.

È' l’alba il momento più bello del giorno, sulle rive del fiume, sui ghat (le terrazze sugli argini) migliaia di fedeli dalle vesti multicolore, si immergono nell’acqua per compiere il rito della purificazione ( ci si immerge fino alla vita, tre immersioni nelle acque, poi un’immersione con entrambe la mani riunite a forma di coppa e tre lunghe sorsate, per poi offrire alle acque petali di fiori o lumini accesi). Lo spettacolo è ancora più affascinante se noleggiate una barca e osservate il rito dal fiume.

Ci dirigiamo sui due ghat più famosi, Dasaswamedh e Manikarnika. Il primo luogo venerato per il rito del Dio Brahma, il secondo per le pire che ardono interrottamente giorno e notte. Lo sguardo si posa su una lunga fila di persone. Sono i parenti dei defunti :portano i loro cari vicino alla riva gridando “rama naya satya hai” “la verità è il nome di dio”.

Corpi in fila attendono la cremazione coperti da tessuti di colore rosso per le donne, di colore bianco per gli uomini. Solo i parenti maschi accompagnano alla cremazione, le donne restano a casa a piangere. Un giovane con il torso scoperto, un dhom (la casta di quelli che sovrintendono il passaggio dal mondo della vita a quello del nirvana), e una canna di bambù in mano, con un semplice gesto rompe la testa per liberare l’anima e farla salire in cielo. Morire a Benares e affidando le proprie ceneri al fiume, offre la possibilità di essere messi al cospetto di dio e di interrompere il ciclo doloroso delle rinascite (samsara) per raggiungere la pace. Intorno alla pire santi e santoni (yoghi e sadhu), preti (panda) addetti alle cerimonie, devoti di Shiva o Vishnu, pellegrini, mendicanti, barbieri, venditori di offerte e di altro vario genere.

Sui balconi gli occidentali contemplano lo spettacolo, un voyerismo morboso, per rubare i gesti e i momenti più intensi, si proteggono dall'odore con un fazzoletto, ma per un fenomeno unico al mondo la morte a Benares non ha odore.

Anand Shastry mi spiega la visione della religione indù : “Contributo della religione è innalzare l’uomo al livello di divinità, maggiore è la decadenza dei valori, maggiore sarà la discesa di rango, i valori della scienza e della tecnologia sono allo zenith, più che portatori di comfort, sono portatori di distruzione perché non conoscono alcun dio, sono come i politici senza etica che pensano solo al profitto e al potere”. “La società è mentalmente malata e il fondamentalismo è una sua faccia. La religione perde la sua santità quando diventa politica in quanto si contraddistingue per la fame e la sete di potere”.

Come mai Gandhi venne assassinato da un fanatico indù che proveniva da Benares?. “Gandhi era nello stesso tempo un santo e un uomo politico, la gente comune faceva fatica ad accettare questi due ruoli, i fedeli di Benares non avevano compreso il padre dell’India, a Benares si prega per Buddha e anche patria di un’altra religione che deriva dall’induismo, la religione Jain, e la città rappresenta una mescolanza delle due”.
“Il gandhismo ha fornito un contributo contemporaneo essenziale all’India nel mondo, ma che come tutti i grandi pensieri rivoluzionari è una mescolanza.”

Andando via mi viene in mente una frase dello scrittore francese Yves Vequaud “l’Inde n’a pas la religion serieuse”.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


.Carmine Volpe