

Avvengono ancora i miracoli a Lourdes?
E’ la domanda che molti si pongono, seppur con atteggiamenti, motivazioni
e attese diverse.
Ma è una domanda che ci poniamo anche noi medici, nel nostro accostarci quotidiano
con il mondo della sofferenza, nel contesto di una sanità sempre più sofisticata
e, al tempo stesso, inaridita e svuotata dei tanti valori umani (e cristiani!),
che l’hanno permeata e sostenuta per tanti secoli.
Il cammino compiuto dalla scienza, negli ultimi decenni,
ha raggiunto traguardi inimmaginabili, che continuano a stupirci, proiettandoci
verso mete ancor più lontane.
Ha ancora
senso parlare oggi, all’inizio del terzo millennio, di guarigioni miracolose
osservate in un Santuario religioso, quando nei nostri Ospedali, nelle nostre
Università e negli Istituti di Ricerca i colleghi Medici, Chirurghi e Ricercatori
compiono, ogni giorno, veri e propri prodigi, che possono essere quasi considerati
dei miracoli?
Oltretutto si ha l’impressione, che le guarigioni di Lourdes siano diventate
più rare e più difficili da dimostrare; questo anche per il crescente, seppur
comprensibile, scetticismo degli uomini di scienza, come pure per l’estrema
prudenza della Chiesa.
Tuttavia, se siamo attenti alle recenti tendenze letterarie, culturali, religiose
e soprattutto ai mezzi di informazione, non possiamo fare a meno di registrare
un crescente dilagare di trasmissioni, libri e riviste che si occupano di
miracoli!
E questo proprio perché la guarigione fisica è un obiettivo primario per tutta
l’umanità e desta, quindi, sempre un grandissimo interesse nell’opinione pubblica:
fa audience!
La salute rimane e rimarrà il bene più prezioso dell’essere umano, ed il fatto
di ricuperare la salute, in molti casi, rappresenta ancora un mistero.
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Che cosa è un miracolo ?
In base ai dati più aggiornati del Bureau Médical di Lourdes sono 66 i
casi dichiarati miracolosi dal 1858 ad oggi: dal primo avvenuto pochi
giorni dopo la prima apparizione a Massabielle, all’ultimo caso, quello del
sig.Jean-Pierre Bély, riconosciuto nel 1999; e questo a fronte di oltre 7000
dichiarazioni di guarigioni.
Infatti, se è vero che non c’è miracolo senza prodigio, ogni prodigio non
ha necessariamente un significato nel contesto della fede; in questo caso
si parla semplicemente di mirabilia o evento che va oltre l’ordine naturale.
E comunque, prima di gridare al miracolo, è indispensabile attendere il parere
della Chiesa; solo l’autorità ecclesiastica può dichiarare il miracolo o miracula
e, prima di esprimersi favorevolmente, deve avere l’assoluta certezza che
solo Dio può essere stato la causa di quel segno.
Per i Medici di Lourdes, si tratta di guarigioni fisiche, nel contesto del
soma e inspiegabili, per le conoscenze medico-scientifiche del momento. Questo
ha permesso, fin dall’inizio, di circoscrivere molte discussioni bizantine.
Fin dal tempo delle apparizioni, la medicina ha sempre giocato un ruolo fondamentale.
In primo luogo nei riguardi di Bernadette, quando il dr.Dozous, medico di
Lourdes, ne constatò l’integrità fisica e mentale, così come, in seguito,
nei riguardi delle prime persone che avevano beneficiato della grazia della
guarigione.

Ma il numero di persone guarite continuava a crescere incredibilmente
ed era, pertanto, necessario considerare, in ognuno di questi avvenimenti,
il soggettivo e l’oggettivo.
Il dr.Dozous aveva registrato più di un centinaio di casi nel solo 1858, ed
il canonico Bertrin oltre 4000 dichiarazioni di guarigione fra il 1858 ed
il 1914.
Fin dal 1859 il prof Vergez, aggregato della Facoltà di Medicina di Montpellier,
era stato preposto ad uno scrupoloso controllo scientifico delle guarigioni.
Il dr. de Saint-Maclou gli succedette nel 1883, data nella quale fondò il
Bureau Médical, nella sua struttura ufficiale e permanente.
Il dr.Boissarie, altra figura importante di Lourdes, gli succederà, alla sua
morte nel 1891, fino alla prima guerra mondiale.
E’ sotto la presidenza del dr.Boissarie e grazie al suo interessamento personale
presso le più alte istituzioni della Chiesa che Papa Pio X chiederà di “sottoporre
a processo ecclesiastico regolare” le guarigioni più eclatanti, affinché potessero
essere, eventualmente, riconosciute come miracoli.
Allora la Chiesa disponeva già di una “griglia di criteri” di ordine medico/religioso
per il riconoscimento miracoloso di fatti straordinari, come guarigioni inesplicabili,
criteri stabiliti nel 1734 da un autorevole ecclesiastico, che stava per diventare
Papa Benedetto XIV: il Cardinale Prospero Lambertini.
Questi criteri, destinati a certificare la santità di un servo della Chiesa,
in vista di un processo di beatificazione o di canonizzazione, quindi in un
contesto giuridico, furono adottati anche per i casi di guarigione a Lourdes.
E allora i dottori de Saint-Maclou, che oltretutto era anche Dottore in teologia,
e Gustave Boissarie, che furono i primi due responsabili del Servizio Medico
di Lourdes, seguirono tutte le raccomandazioni canoniche di Benedetto XIV,
al fine di evitare ogni sbaglio.
Quali sono i criteri medici e religiosi in tema di guarigioni miracolose?
A questo punto, a me pare opportuno rilevare, più dettagliatamente, il ruolo
essenziale giocato dal Cardinale Prospero Lambertini, il futuro Papa Benedetto
XIV (1740), nella formulazione dei criteri medici e religiosi applicabili
alle guarigioni invocate durante la celebrazione di processi canonici o cause
di beatificazione (1734): peraltro tali criteri sono diventati, nel tempo,
ancor più restrittivi e severi.
I
CRITERI DELLA CHIESA
Da: De Servorum Beatificatione et Beatorum Canonizatione (liber
IV, Cap. VIII, n° 2), con Commentari fino alla fine del Cap. - Autore: Cardinale
Prospero Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, 1734.
1.“ Primum est, ut morbus sit gravis, et vel impossibilis, vel curatu difficilis
” - Bisogna, in primo luogo, che la malattia sia grave, incurabile,
o difficoltosa a trattarsi.
2.“ Secundum, ut morbus, qui depellitur, non sit in ultima parte status, ita
ut non multo post declinare debeat ” - In secondo luogo bisogna
che la malattia vinta non sia all’ultimo stadio o al punto da poter guarire
spontaneamente.
3.“ Tertium, ut nulla fuerint adhibita medicamenta, vel, si fuerint adhibita,
certum sit, ea non profuisse ” -
In terzo luogo occorre che nessun farmaco sia stato impiegato,
o, se impiegato, che ne sia stata accertata la mancanza di effetti.
4.“ Quartum, ut sanatio sit subita, et momentanea ” - In quarto
luogo bisogna che la guarigione avvenga all’improvviso ed istantaneamente.
5.“ Quintum, ut sanatio sit perfecta, non manca, aut concisa ” -
In quinto luogo è necessario che la guarigione sia perfetta, e non difettosa
o parziale.
6.“ Sextum, ut nulla notatu digna evacuatio, seu crisis praecedat temporibus
debitis, et cum causa; si enim ita accidat, tunc vero prodigiosa sanatio dicenda
non erit, sed vel ex toto, vel ex parte naturalis ” In sesto luogo
bisogna che ogni escrezione o crisi degne di nota siano avvenute a tempo debito,
ragionevolmente in dipendenza di una causa accertata, precedentemente alla
guarigione; in tale eventualità la guarigione non sarebbe da considerare prodigiosa,
ma piuttosto, totalmente o parzialmente naturale.
7.“ Ultimum, ut sublatus morbus non redeat ” - Per ultimo bisogna
che la malattia debellata non si riproduca. Prima di tutto è fondamentale
che si tratti di una malattia seria, grave nella sua prognosi, incurabile
o con un trattamento aleatorio così aveva scritto l’autore.
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Pertanto i nostri colleghi del tempo, e più ancora i
loro successori, andando ancora più lontano del Cardinale Lambertini, esigevano
che la malattia fosse perfettamente identificata, con dei sintomi oggettivi
e degli adeguati esami strumentali! Questo escludeva tutte le malattie mentali;
bisognava, evidentemente, poter provare la malattia. Oggi, si è notevolmente
ampliato il campo degli accertamenti complementari che rendono sempre più
complessa la formulazione di una diagnosi, in ragione stessa dei “falsi positivi”
o dei “falsi negativi” che noi osserviamo ogni tanto negli esami di laboratorio
o sulle immagini ecografiche o radiologiche. Va da sé che la malattia non
doveva esser stata trattata, oppure che si fosse dimostrata resistente ad
ogni terapia ritenuta efficace. Questo criterio, facile da rispettare nel
diciottesimo secolo, in cui la farmacopea era molto limitata, è oggigiorno
molto più difficile da dimostrare. Noi disponiamo, infatti, di molecole e
di procedimenti molto più sofisticati ed efficaci!

Balzaretti
con componenti del CMIL, tra cui il Vescovo di Lourdes
Come escludere che non abbiano avuto alcun ruolo?
Ma il criterio successivo, quello che è sempre stato il più spettacolare,
è quello di una guarigione istantanea. Del resto noi ci accontentiamo, spesso,
di parlare di una eccezionale rapidità, piuttosto che di una istantaneità,
perché ciò richiede sempre un certo tempo, variabile, secondo le lesioni iniziali.
L’importante sta in questo recupero funzionale stupefacente, accompagnato
ad una cicatrizzazione tessutale accelerata. La guarigione è di conseguenza
“perfetta”, lasciando tuttavia sempre una cicatrice, la traccia indelebile
delle lesioni inconfutabili. Infine, la guarigione deve essere definitiva.
Da questo una sorveglianza prolungata, un controllo fastidioso, ma sempre
collegiale, al fine di essere ben certi, nella trasparenza di una discussione
aperta a tutti i medici, chiunque essi siano, credenti o increduli, che nessuna
recidiva si sia presentata. Finché tutte queste condizioni non si sono verificate,
non si può parlare di guarigione di Lourdes, d’altronde se quegli stessi criteri
erano richiesti dalla Chiesa Cattolica di Roma per beatificare i Servi di
Dio e per canonizzare i suoi Beati, a ben maggior ragione essi dovevano essere
applicati nel caso dell’Immacolata Concezione! Nel 1948 Mons. Théas, Vescovo
di Tarbes e Lourdes, volle fornire norme ed indicazioni supplementari, ancor
più chiare, precise e logiche in materia dì riconoscimento delle guarigioni,
ai medici dell’Ufficio delle Constatazioni, considerando tre criteri fondamentali:
a) C’era veramente malattia?
b) Vi è guarigione vera?
c) Di questa guarigione esiste una spiegazione naturale?
Nello stesso tempo, mentre la medicina diventa scientifica, sotto la presidenza
del prof. Leuret veniva istituito nel 1947 il Comitato Medico Nazionale, costituito
da specialisti universitari, affinché un controllo più rigoroso ed indipendente
garantisca meglio la fondatezza delle conclusioni, Comitato che diventerà
Internazionale (CMIL) nel 1954, acquisendo così ancora maggior autorevolezza
ed una dimensione universale.
Attualmente il Comitato Medico Internazionale di Lourdes (CMIL) ha
sede a Parigi, è presieduto da mons.Jacques Perrier, Vescovo di Tarbes
e Lourdes, e dal prof. Jean-Luis Armand-Laroche di Parigi; è costituito da
25 membri, tra luminari di fama internazionale, professori universitari e
medici particolarmente esperti e qualificati, provenienti da diversi paesi
del mondo.
L’Italia è rappresentata da tre membri; oltre al sottoscritto, fanno parte
del CMIL il prof. Fausto Santeusanio, Direttore della Cattedra di Endocrinologia
presso l’Università di Perugia ed il prof. Graziano Pretto, Direttore
del Dipartimento di ORL dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San
Giovanni Rotondo.
Ogni dossier medico completo, accuratamente redatto dal Medico Responsabile
del Servizio Medico competente, dopo essere stato verificato ed accettato
dal Bureau Médical, attualmente presieduto dal dott. Patrick Theiller, viene
presentato al CMIL, che si riunisce annualmente a Parigi o a Lourdes.
Alla stregua di una corte d’appello, il CMIL conferma o invalida la posizione
presa dal Bureau Médical in “prima istanza”, dopo aver attentamente esaminato
e valutato i vari dossier; se il caso lo richiede, può ricorrere ad eventuali
consulenze o pareri di esperti esterni altamente qualificati.
Attualmente il CMIL sta seguendo due casi molto interessanti e che potrebbero
avere degli sviluppi importanti. Per poter prendere in considerazione la constatazione
di una guarigione devono sussistere le premesse di questi due aspetti fondamentali
che vanno comunque ben distinti:
1. il fatto anormale: è il fenomeno stesso della guarigione, che si caratterizza
per essere assolutamente inaspettato ed inspiegato, rispetto alle previsioni
mediche abituali, ai dati della letteratura scientifica e che sarà oggetto
di un’inchiesta medica approfondita; 2. il segno: che invita a credere nell’intervento
speciale di Dio per mezzo di nostra Signora di Lourdes, intervento che deve
essere riconosciuto dalla Chiesa, sulla base della parola della persona guarita.
Ma a questo punto dobbiamo anche precisare:
a) la definizione di miracolo: è un evento straordinario ed eccezionale, non
spiegabile con le attuali conoscenze scientifiche; b) le caratteristiche del
miracolo: è un evento improvviso o di eccezionale rapidità, permanente senza
recidive, valutabili con metodologia scientifica ed interdisciplinare: biologia,
medicina legale, teologia, ecc.;
c) il contesto in cui avviene il miracolo: epoca storica, documentazione ed
iconografia, collocazione nella religione cattolica e non in altre fedi e/o
culture, ecc.;
d) l’autorità che dichiara il miracolo: dopo il parere favorevole del CMIL
(Comité Médical International de Lourdes) è l’ordinario ecclesiastico della
diocesi di provenienza o altro autorevole esponente della Chiesa, Dopo il
1977, in seguito alla proposta di Mons.Donze (recentemente scomparso) di esplicitare
le regole stabilite da Benedetto XIV alla luce delle più attuali innovazioni
scientifico-tecnologiche, veniva istituita una griglia di 16 quesiti, messa
a punto dal CMIL, griglia che, tra l’altro, introduce la necessità di escludere
ogni componente psicopatica, cosi come tutti gli stati patologici e manifestazioni
soggettive (e quindi non verificabili), tenendo così conto solo delle osservazioni
di guarigione da affezioni gravi e dimostrabili, le sole ad essere considerate
“scientificamente inesplicabili”.
E quindi, la relazione medica potrà concludersi a favore di una guarigione
“certa e medicalmente inspiegabile”, solo quando:
1) siano stabilite preventivamente ed in modo perfetto la diagnostica e la
veridicità della malattia;
2) la prognosi sia stabilita a termine o fatale a breve scadenza;
3) la guarigione sia improvvisa, senza convalescenza, del tutto completa e
definitiva;
4) il trattamento prescritto non possa essere giudicato alla base della guarigione
o comunque propiziatorio della guarigione stessa.
Questi criteri sono ancora in uso ai nostri giorni, tanto sono logici, precisi
e pertinenti. Essi stabiliscono, senza dubbio, in modo veritiero, il profilo
tipo della guarigione inaspettata e hanno reso, di fatto, impossibile ogni
obiezione di una qualsiasi mancanza di rigore scientifico da parte dei medici
del Bureau e del CMIL.
Il rigore dei Medici di Lourdes, la cui meticolosità nel corso degli anni
è stata, volta a volta, indirizzata sui caratteri di subitaneità delle guarigioni,
sulla relativa efficacia delle cure praticate, sulle prove oggettive della
malattia riscontrata, o sulla durata più o meno lunga (a seconda della malattia)
del periodo di osservazione, è sempre stato ineccepibile ed apprezzato da
tutte le Commissioni Canoniche Diocesane chiamate a pronunciarsi.
E’ stato il rispetto di questi criteri ad avvalorare la serietà e l’obiettività
dell’ex Bureau des Constatations e, attualmente, continua a guidare il Comité
Médical International de Lourdes, le cui conclusioni rappresentano, da sempre,
un indispensabile riscontro peritale che dà inizio e motivazione a tutti gli
ulteriori giudizi canonici necessari per riconoscere i veri Miracoli tra le
migliaia di guarigioni attribuite alla intercessione della Nostra Signora
di Lourdes.
C’è un avvenire scientifico per le guarigioni prodigiose di Lourdes?
Questo interrogativo posto da un medico, che è stato nominato da poco membro
del Comitato Medico Internazionale, potrebbe sembrare un po’ provocatorio,
eppure è una domanda che gli viene spesso rivolta da amici, colleghi, uomini
di cultura, giornalisti … A questa domanda, si possono dare diverse risposte.
Una di queste consiste nell’osservare che la conoscenza scientifica è ancora
lontana dall’averci rivelato tutti i suoi segreti. La chimica molecolare,
la genetica, i neuro trasmettitori, per non citarne che alcuni, sono in pieno
sviluppo e ci rivelano, ogni giorno, nuovi misteri, nuove ed inedite prospettive
fino a pochi anni fa impensabili.
Tuttavia, ancora oggi, noi non abbiamo trovato delle spiegazioni scientificamente
valide, anche per le primissime guarigioni miracolose!
Inoltre, le guarigioni di Lourdes sono un campo di studi eccezionale, nei
differenti piani di analisi di questi fatti fuori dal comune. Esistono ancora
molte malattie fisiche per le quali non si conoscono terapie efficaci, che
si tratti di alcune affezioni neurologiche, come la sclerosi multipla, o che
si tratti di tutte le sequele neuro-motorie post-traumatiche, così frequenti
ai giorni nostri; che si tratti anche di affezioni meglio curate di un tempo,
come alcune malattie infettive particolari o patologie oncologiche: in tutti
i casi si arriva ad un punto in cui la medicina “abbassa le braccia” e si
decide a riconoscere di essere ormai impotente... e non è mai facile, per
un medico, ammetterlo!
Il Bureau Médical di Lourdes ha registrato l’anno scorso il passaggio di 3794
operatori sanitari, di cui 2162 medici (518 sono i nuovi, iscritti per la
prima volta all’AMIL- Associazione Medica Internazionale di Lourdes) e, tra
questi, più di un terzo sono italiani. Ed i medici sono molto importanti per
le guarigioni di Lourdes, perché essi devono conciliare le esigenze della
ragione con quelle del cuore, in quanto il loro ruolo e funzione è di non
eccedere in un eccessivo positivismo, così come anche di fare tutto il possibile
per escludere ogni possibile spiegazione scientifica.
E’ la stessa fede ad esigere che la scienza si esprima sulla veridicità e
verificabilità di questi segni, anche se spetta poi sempre alla Chiesa darne
il significato, miracoloso o no.
Il dr. Boissarie amava ripetere: “La storia di Lourdes è stata scritta
dai medici!”. E questa parola profetica pervade ancora oggi ogni medico,
ogni ammalato, ogni pellegrino presente a Lourdes; sono la serietà della medicina,
la lealtà ed il rigore da essa dimostrati, a costituire il fondamento essenziale
per la credibilità del Santuario stesso. Come affermava Padre Francois Varillon,
un gesuita francese scomparso alla fine degli anni ’70: “non spetta alla
religione stabilire che l’acqua gela a zero gradi, né che la somma degli angoli
di un triangolo è uguale a centottanta gradi, ma non spetta nemmeno alla scienza
affermare se Dio interviene nelle nostre vite”.
Franco
Balzaretti
Vice Presidente Nazionale -
Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI)
Membre du Comité Médical International de Lourdes (CMIL)







