
Medici, Farmacisti
e Veterinari pensionati e vedove associati nella Federazione unitaria
delle tre Categorie si sono riuniti a Taranto dall’ 11 al 15 maggio scorso
per tenere il loro XXXIX Congresso Nazionale della Federspev con larga
adesione (400 partecipanti regolarmente iscritti).
Tema del Congresso: “Più valore alle nostre pensioni” . L’argomento
è di grandissima attualità per tutti i medici, farmacisti e veterinari che
vedono scendere anno dopo anno il valore delle pensioni in considerazione
di due gravi fattori che ne minano alla base la consistenza: il mancato aggancio
delle pensioni alla dinamica degli emolumenti dei vari contratti e convenzioni
ed inoltre la gravissima decurtazione legata alla ritenuta fiscale sempre
più pesante.
Per quanto attiene la dinamica perequativa, ben poco può fare il modesto aggancio
percentuale alle variazioni Istat che peraltro la Federspev chiede venga portata
al 100 per cento delle variazioni del costo vita. Il Congresso ha comunque
chiesto a gran voce che la perequazione proceda anche con l’aggancio alla
dinamica dei vari contratti della dipendenza, per il personale con rapporto
di dipendenza dalle ASL, ed ai rinnovi delle Convenzioni, per i medici della
medicina generale e per gli specialisti. Ma il tema più dibattuto in Congresso
è stato quello portato dalla Sezione Milanese della Federspev che, oltre ad
essere approvato all’unanimità, è stato riportato in pieno nella mozione conclusiva
del Congresso e diventerà il cavallo di battaglia dell’immediato futuro in
questa fase legislativa che sta per modificare radicalmente le ritenute fiscali.
Purtroppo le pensioni più falcidiate dalla ritenuta fiscale alla fonte sono
quelle medio alte in quanto su questo reddito vengono ad incidere due fattori
sfavorevoli, da un lato la progressività scalare a salire delle aliquote che
incide in maniera sempre più pesante anche in relazione al fatto che quelle
aliquote sono state disegnate in un’epoca in cui la moneta era sicuramente
rivalutata rispetto al valore attuale della stessa cifra; dall’altro lato
una progressività scalare a scendere per quanto attiene le detrazioni di imposta
previste sulle pensioni per cui lo Stato al momento di prendere ti toglie
il massimo ed al momento di dare ti restituisce il minimo, ed alla fine la
cifra netta che il pensionato incassa materialmente è molto lontana da quella
relativa alla pensione calcolata sulla base dei contributi versati. Ben diversa
è la situazione della tassazione sulle rendite finanziarie per vitalizi assicurativi
dove, a fronte di premi assicurativi versati nel corso degli anni, fiscalmente
detraibili dall’imponibile, è prevista una ritenuta secca alla fonte di solo
il 12,50 per cento.
Nella mozione conclusiva del Congresso della Federspev si è perciò evidenziato
il particolare momento legislativo del Parlamento, impegnato nella approvazione
della Legge di Riforma fiscale, cui seguiranno una pioggia di decreti delegati
già previsti nel Testo approvato dalla Camera dei Deputati e si è chiesto
che: - venga riconosciuta alle pensioni erogate da Fondi Autonomi, l’equiparazione,
ai fini fiscali, a tutti gli altri redditi di natura finanziaria in quanto
frutto di versamenti personalizzati, così come le rendite di qualsiasi Fondo
Assicurativo. - i redditi da pensione non vengano assimilati a quelli del
lavoro dipendente e del lavoro autonomo, prevedendo l’istituzione di una categoria
specifica soprattutto in relazione alla cosiddetta “Area no tax” - vengano
previste, nell’ambito della legislazione della solidarietà che prevede benefici
per gli anziani, il riconoscimento di ulteriori detrazioni di imposta in relazione
all’età del pensionato. - le pensioni vengano correlate con un meccanismo
che garantisca nel tempo il reale valore monetario quale è l’aggancio delle
pensioni alla dinamica salariale dei corrispondenti lavoratori in attività
di servizio così come avviene per altre categorie ed in altri Stati.
Sicuramente la soluzione si presenta molto ardua, ma la Federspev è collegata
con altre 40 sigle di Associazioni di Pensionati per cui non sarà difficile
far giungere in sede politica le richieste di un così grande numero di pensionati.
Amedeo Pavone - medico