La pancreatite acuta è la più frequente delle malattie pancreatiche.
L’incidenza non è ben conosciuta, ma dovrebbe essere di circa 50-60 casi per centomila abitanti per anno. Miei studi su casistiche europee hanno mostrato che l’alcol e la colelitiasi sono i fattori eziologici più frequenti (80% dei casi): l’alcol predomina nei paesi del nord Europa, la litiasi in quelli del sud Europa.
La patogenesi non è ancora ben conosciuta; secondo una ipotesi recente, il fattore eziologico della pancreatite determinerebbe un blocco della secrezione degli enzimi digestivi che si co-localizzebbero con gli enzimi lisosomiali in grossi vacuoli intracellulari. In questi vacuoli, uno degli enzimi lisosomiali, la catepsina B, attiverebbe il tripsinogeno il quale a sua volta attiverebbe gli altri enzimi pancreatici con conseguente pancreatite acuta.
La presentazione clinica varia in rapporto con la gravità della malattia. Nelle forme edematose il dolore addominale è l’unico sintomo importante. Nelle forme necrotiche, altri sintomi e complicanze possono comparire e il decorso è molto più grave e talora fatale. Tra le complicanze locali le più frequenti sono le pseudocisti e l’infezione del tessuto necrotico; tra le generali, le più frequenti sono l’ipovolemia e l’ipotensione. Nelle forme più gravi possono comparire complicanze cardiache, polmonari, renali, metaboliche, cerebrali. La diagnosi si basa sul riscontro di un aumento sierico degli enzimi pancreatici; amilasi e lipasi sono i più eseguiti.
Di recente, ho descritto una iperenzimemia pancreatica benigna, che è importante conoscere per evitare problemi diagnostici con la pancreatite. Per valutare la gravità della malattia, vari esami bioumorali sono disponibili; tra i più noti, quelli presenti nello schema proposto da Ranson vari anni fa. L’ecografia e la TAC sono le indagini strumentali più utili; la TAC, in particolare, ha una sensibilità e specificità del 100%.
La terapia si basa sul digiuno, sul controllo del dolore e sulla somministrazione di quantità adeguate di liquidi. Questo in genere basta nelle forme edematose, che sono le più frequenti (75-80% dei casi); nelle forme necrotiche, specie se complicate, è indicato il ricovero in centri di terapia intensiva o semi intensiva.
La mortalità per pancreatite necrotica rimane ancora elevata (16,1% nel mio recente studio in Europa).Acute pancreatitis is the most frequent pancreatic disease. Its incidence is not well known, but it should be about 50-60 cases per one hundred thousand inhabitants a year. My studies on European case histories have proved that alcohol and cholelithiasis are its most frequent aetiological factors (80% of cases): alcohol prevails in north European countries and lithiasis in southern Europe.
Their pathogenesis has yet to be defined in detail. A recent theory surmises that pancreatitis’ aetiological factors block the secretion of digestive enzymes, which are hence located together with lysosomial enzymes in large intracellular vacuoles. In these vacuoles, a lysosomial enzyme, cathepsin B, activates tripsinogen, which in turn activates other pancreatic enzymes causing subsequent acute pancreatitis. The clinical picture varies according to the disease’s gravity. Abdominal pain is the only relevant symptom in the oedematous form. Necrotic forms can present other symptoms and complications. In these cases progress is very serious and at times fatal. The most frequent local complications are pseudocysts and necrotic tissue infections.
Systemic complications often involve hypovolaemia and hypotension. Very acute forms can present cardiac, pulmonary, renal, metabolic and cerebral complications. The diagnosis is based on the observation of a serum increase of pancreatic enzymes; amylase and lipase are the most frequently performed tests. I recently described benign pancreatic high serum enzymes, a condition that must be known to avoid diagnostic problems concerning pancreatitis.
Many biohumoral assays are available to evaluate the gravity of the disease; the most widely used are present in the pattern proposed by Ranson some years ago. Ultrasound scanning and CAT scans are the most useful diagnostic investigation tools; CAT scans in particular have a 100% sensitivity and specificity.
Treatment is based on fasting, pain control and the administration of an appropriate volume of fluids. This is generally adequate in oedematous forms, which are the most frequent (75-80% of cases). Hospitalization in intensive care and semi-intensive care units is recommended for necrotic forms, especially if they are complex. Mortality due to necrotic pancreatitis is still high (16.1% in Europe, as per my recent study).LUCIO GULLO ....ABSTRACT