Dal momento che i sintomi di dell’embolia polmonare (EP) sono alcuni poco specifici, altri poco sensibili, per poter arrivare ad una diagnosi ad alta probabilità di EP vengono utilizzate diverse indagini: Rx torace, ECG, ECO, dosaggi D-Dimero, che ci aiutano più che a fare diagnosi di EP, vista la loro scarsa specificità, ad escludere od a porre diagnosi alternative o più probabili.
La diagnosi di EP è infatti è sia sottostimata che sovrastimata. E’ sottostimata perché non sono diagnosticate in vita un terzo delle embolie massive e sub massive specie nei pazienti con malattie avanzate associate (cardiopatici, bronchitici cronici in particolare) o in caso di morte da improvvisa e tumultuosa insufficienza cardio-respiratoria.
E’ anche sottostimata per l’imprecisione diagnostica ed il non riconoscimento dei diversi quadri clinici di presentazione, e nel non riconoscimento della loro gravità. L ‘imprecisione diagnostica (sottostima e sovrastima) dipende anche dalla scintigrafia polmonare perfusionale che è l’indagine più utilizzata per la diagnosi, ma che presenta una sensibilità non molto alta nella maggioranza dei casi (nel 60% circa non risulta diagnostica; in questo gruppo di pazienti solo i1 28% presenta un’EP all’angiografia polmonare.
La scintigrafia polmonare esclude la EP nel l5% dei casi (scan completamente negativo) e 10 conferma nel 15% circa dei casi se risulta ad alta probabilità. Per questi motivi si è portati perciò a trattare quando non necessario per evitare eventi fatali. E’ fiorita pertanto una grossa mole di lavori a livello internazionale con l’obiettivo di migliorare la strategia investigativa, evitando di sotto/sovrasimare la EP e di utilizzare il meno possibile le indagini radiologiche invasive.
Sono così stati introdotti nella diagnostica l’ecocolorDoppler (ECD) degli arti inferiori, la TC spirale polmonare, l’ecocardiografia, il dosaggio del D-Dimero. Il problema di conciliare le caratteristiche dei vari strumenti diagnostici con le esigenze cliniche è superabile solo con un approccio diagnostico probabilistico (probabilità percentuale di corretta diagnosi con accettazione dei falsi diagnostici) in assenza di strumenti che permettano un approccio deterministico con certezza di diagnosi.As few symptoms of pulmonary embolism are not specific, others are sensible, in order to reach an high probability diagnoses several test are used among them: chest x-ray, electrocardiogram, echocardiography, dosing of D-Dimer. Such tests more than to reach the diagnosis of pulmonary embolism help to exclude other diseases. In fact, the diagnosis of pulmonary embolism is both underestimated and upestimated. It is underestimated because one third of the massive and submassive embolism are not diagnosed, especially in patients with associated severe disease (cardiac and COPD patients).
The diagnose is underestimated for the diagnostic imprecision and the missed identification of clinical presentations. The diagnostic imprecision depends on the pulmonary perfusion scintigraphy that is the most utilized test. Such test, does not guarantee a high sensibility in some cases (in 60% results non diagnostic; in this group of patients just the 28% presents a pulmonary embolism at the pulmonary angiography.
The pulmonary scintigraphy excludes the diagnosis of pulmonary embolism in 15% of cases and confirm in 15% if results at high probability. Several papers have been proposed in order to improve the investigative strategies, avoiding under/up estimating and utilizing the invasive tests.
Therefore in the diagnostic approach of pulmonary embolism echo colour Doppler of inferior leg, pulmonary CT spiral scan, echocardiography and the dosing D-Dimer have been introduced. In order to conciliate the characteristics of all diagnostic tests with the clinical priority a probabilistic diagnostic approach (percent probability of right diagnosis with the acceptance of false diagnoses) shall be undertaken in absence of instruments that permit a deterministic approach of a certain diagnose.Francesco Imperatore ....ABSTRACT