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. Amedeo Pavone

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Molto spesso vi sono Leggi in materia sanitaria annunciate sui giornali con toni trionfalistici che suscitano l’impressione di poter usufruire di nuovi servizi, segnalati sulla stampa con gran rullar di tamburi, dallo stesso giorno della pubblicazione della notizia. Purtroppo la realtà è ben diversa e tra la presentazione del Disegno di legge in Parlamento e la emanazione effettiva della Legge sulla Gazzetta Ufficiale, ammesso che tutti i semafori siano verdi, passa non meno di un anno.
Per evitare perdite di tempo ai lavori delle Camere, tutte le Leggi devono prima essere esaminate dalle apposite Commissioni Parlamentari e qui molto spesso termina l’iter procedurale di quella Legge che la stampa aveva annunciato come cosa fatta e che, invece, giunge alla sua morte naturale alla fine della Legislatura senza che neanche sia approdata nell’Aula di Montecitorio o di Palazzo Madama per la discussione e l’approvazione.
Attualmente vari disegni di Legge su:
l Responsabilità professionale dei medici
l Malattie rare
l Rapporto esclusivo dei medici pubblici
l Regolamentazione della procreazione assistita
l Sangue ed emoderivati
l Tutela degli anziani non autosufficienti
l Disciplina degli informatori scientifici del farmaco
l Biotech
l Erboristeria
l Medicine non convenzionali
giacciono, insieme ad altri, tra Commissione Affari Sociali della Camera e Commissione Igiene e Salute del Senato in attesa di essere vagliati e trasferiti in Aula. Ma se andiamo ad esaminare i calendari delle due Commissioni e delle due Aule c’è da temere che sarà ben difficile che alla scadenza del quinquennio della Legislatura tutte queste norme possano completare almeno il primo passaggio delle Commissioni.
Agli ingorghi legislativi delle Camere, si aggiunge la competenza delle Regioni in materia sanitaria che ancora non è stata ben definita nell’ambito del federalismo, ma che di fatto crea un ulteriore ostacolo per cui le due Commissioni sono come ingessate e non riescono a licenziare alcun Disegno di Legge senza incorrere negli infiniti tira e molla con Regioni cui va aggiunto il grosso macigno del Tesoro che in fatto di spesa deve sempre dire la sua .
Purtroppo il meccanismo legislativo è inceppato da procedure che non riescono a far funzionare il sistema nonostante la previsione di una legislatura che questa volta potrebbe giungere al termine dei cinque anni e nonostante si sia in presenza di una maggioranza così ampia che potrebbe avere i numeri per evitare quello sconcio che si è verificato puntualmente in passato in cui i Disegni di Legge morivano nel seno materno al termine della legislatura senza aver mai visto la luce, nonostante gli annunci dati come cosa fatta tutte le volte che il DDL veniva depositato in Parlamento. Ci risulta che il Ministro Sirchia ce la metta tutta per far uscire dalle secche qualche importante provvedimento, soprattutto facendo leva su quella Conferenza Stato-Regioni che dovrebbe almeno far scavalcare gli ostacoli dovuti al mancato chiarimento dei confini tra le competenze delle due realtà che operano in Italia con la convinzione delle Regioni che in materia sanitaria la competenza sia esclusivamente sua e dei parlamentari che non vogliono rinunciare ad un ruolo sempre esercitato in maniera esclusiva in passato.
E così dopo due anni di vita della XIV Legislatura il Parlamento non ha varato ancora nessuna Legge in materia sanitaria se non quelle legate alla conversione in Legge di Decreti Legge emanati di urgenza, ben quindici, che vanno dai farmaci al patto di stabilità, alle acque di balneazione, nonchè a quelle norme che sono diventate Legge perchè inserite nelle Finanziarie del 2002 e del 2003 o nelle Leggi Comunitarie o nei collegati alla finanziaria in cui sono state introdotte le severe norme sul fumo nei locali pubblici e quelle sugli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico.
Se al tortuoso e lungo iter parlamentare delle Leggi sulla Sanità aggiungiamo il ponderoso lavoro che il Parlamento dovrà affrontare per l’approvazione della finanziaria del 2004 e per le riforme istituzionali sul piano generale, nonchè su tutte le altre Leggi, di competenza degli altri Ministeri, che anch’esse devono essere discusse in Aula dalla Camera e dal Senato, sarà ben difficile che, con tutta la buona volontà del Ministro o di singoli Parlamentari che si dedicano in maniera encomiabile quasi esclusivamente ai problemi della Sanità, si possa riuscire a varare prima della fine dell’anno, almeno uno dei DDL citati.
Resta comunque l’auspicio che, nell’ambito di una assonanza nell’ambito delle varie componenti dell’ampia maggioranza presente in Parlamento, si possano raggiungere quegli accordi che i due Presidenti delle Commissioni, Giuseppe Palumbo per la Camera e Antonio Tommasini per il Senato, sostengono di avere a portata di mano e si riesca almeno a portare in porto quella della reversibilità del rapporto di lavoro dei medici, quella degli anziani non autosufficienti, che sta tanto a cuore al Ministro della Salute Sirchia e quella sulla disciplina degli emoderivati.