

Molto spesso vi sono Leggi in materia sanitaria
annunciate sui giornali con toni trionfalistici che suscitano l’impressione
di poter usufruire di nuovi servizi, segnalati sulla stampa con gran rullar
di tamburi, dallo stesso giorno della pubblicazione della notizia.
Purtroppo la realtà è ben diversa e tra la presentazione del Disegno
di legge in Parlamento e la emanazione effettiva della Legge sulla Gazzetta
Ufficiale, ammesso che tutti i semafori siano verdi, passa non meno di un
anno.
Per evitare perdite di tempo ai lavori delle Camere, tutte le Leggi devono
prima essere esaminate dalle apposite Commissioni Parlamentari e qui molto
spesso termina l’iter procedurale di quella Legge che la stampa aveva annunciato
come cosa fatta e che, invece, giunge alla sua morte naturale alla fine della
Legislatura senza che neanche sia approdata nell’Aula di Montecitorio o di
Palazzo Madama per la discussione e l’approvazione.
Attualmente vari disegni di Legge su:
l Responsabilità professionale dei medici
l Malattie rare
l Rapporto esclusivo dei medici pubblici
l Regolamentazione della procreazione assistita
l Sangue ed emoderivati
l Tutela degli anziani non autosufficienti
l Disciplina degli informatori scientifici del farmaco
l Biotech
l Erboristeria
l Medicine non convenzionali
giacciono, insieme ad altri, tra Commissione Affari Sociali della Camera e
Commissione Igiene e Salute del Senato in attesa di essere vagliati e trasferiti
in Aula. Ma se andiamo ad esaminare i calendari delle due Commissioni e delle
due Aule c’è da temere che sarà ben difficile che alla scadenza del quinquennio
della Legislatura tutte queste norme possano completare almeno il primo passaggio
delle Commissioni.
Agli ingorghi legislativi delle Camere, si aggiunge la competenza delle
Regioni in materia sanitaria che ancora non è stata ben definita nell’ambito
del federalismo, ma che di fatto crea un ulteriore ostacolo per cui le due
Commissioni sono come ingessate e non riescono a licenziare alcun Disegno
di Legge senza incorrere negli infiniti tira e molla con Regioni cui va aggiunto
il grosso macigno del Tesoro che in fatto di spesa deve sempre dire la sua
.
Purtroppo il meccanismo legislativo è inceppato da procedure che non riescono
a far funzionare il sistema nonostante la previsione di una legislatura che
questa volta potrebbe giungere al termine dei cinque anni e nonostante si
sia in presenza di una maggioranza così ampia che potrebbe avere i numeri
per evitare quello sconcio che si è verificato puntualmente in passato in
cui i Disegni di Legge morivano nel seno materno al termine della legislatura
senza aver mai visto la luce, nonostante gli annunci dati come cosa fatta
tutte le volte che il DDL veniva depositato in Parlamento. Ci risulta che
il Ministro Sirchia ce la metta tutta per far uscire dalle secche qualche
importante provvedimento, soprattutto facendo leva su quella Conferenza Stato-Regioni
che dovrebbe almeno far scavalcare gli ostacoli dovuti al mancato chiarimento
dei confini tra le competenze delle due realtà che operano in Italia con la
convinzione delle Regioni che in materia sanitaria la competenza sia esclusivamente
sua e dei parlamentari che non vogliono rinunciare ad un ruolo sempre esercitato
in maniera esclusiva in passato.
E così dopo due anni di vita della XIV Legislatura il Parlamento non ha varato
ancora nessuna Legge in materia sanitaria se non quelle legate alla conversione
in Legge di Decreti Legge emanati di urgenza, ben quindici, che vanno dai
farmaci al patto di stabilità, alle acque di balneazione, nonchè a quelle
norme che sono diventate Legge perchè inserite nelle Finanziarie del 2002
e del 2003 o nelle Leggi Comunitarie o nei collegati alla finanziaria in cui
sono state introdotte le severe norme sul fumo nei locali pubblici e quelle
sugli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico.
Se al tortuoso e lungo iter parlamentare delle Leggi sulla Sanità aggiungiamo
il ponderoso lavoro che il Parlamento dovrà affrontare per l’approvazione
della finanziaria del 2004 e per le riforme istituzionali sul piano generale,
nonchè su tutte le altre Leggi, di competenza degli altri Ministeri, che anch’esse
devono essere discusse in Aula dalla Camera e dal Senato, sarà ben difficile
che, con tutta la buona volontà del Ministro o di singoli Parlamentari che
si dedicano in maniera encomiabile quasi esclusivamente ai problemi della
Sanità, si possa riuscire a varare prima della fine dell’anno, almeno uno
dei DDL citati.
Resta comunque l’auspicio che, nell’ambito di una assonanza nell’ambito delle
varie componenti dell’ampia maggioranza presente in Parlamento, si possano
raggiungere quegli accordi che i due Presidenti delle Commissioni, Giuseppe
Palumbo per la Camera e Antonio Tommasini per il Senato, sostengono di avere
a portata di mano e si riesca almeno a portare in porto quella della reversibilità
del rapporto di lavoro dei medici, quella degli anziani non autosufficienti,
che sta tanto a cuore al Ministro della Salute Sirchia e quella sulla disciplina
degli emoderivati.
