È arrivato il momento di Alessandro il Grande!
È già alessandromania! La figura del condottiero
macedone è infatti all’ultima moda, e lo è
a tutti i livelli, dall’indagine archeologica ai best sellers
in libreria, passando per Hollywood.
Proprio
in questi giorni è in uscita nelle sale italiane il film
di Oliver Stone, già oggetto di aspre polemiche oltreoceano
con discussioni accese sulla bisessualità di Alessandro,
sulle sue passioni per giovani fanciulli e sui suoi tradimenti
coniugali, che nella pellicola americana sono ben evidenziati.
Sicuramente un prodotto che farà discutere, ma a cui non
ci si potrà sottrarre, se non altro per vedere come la
cultura americana, principale artefice del mondialismo e della
globalizzazione, presenta colui che di simili istanze fu il precursore
per non dire l’esempio inarrivabile.
Sugli scaffali delle librerie tra tante biografie e saggi sul
macedone, alcune appena uscite altre riproposte in edizione economica,
merita di essere segnalato “Alessandro Magno ieri e oggi”
(Rizzoli) di Alessandro Cecchi Paone, che all’eroe-guerriero
greco ha dedicato parecchia attenzione professionale. È
un viaggio ben scritto, brillante, divertente e dotto nello stesso
tempo, nella personalità di un grandissimo del passato
e nel suo “mito” attraverso i secoli; viaggio fatto
da un profano come Cecchi Paone, che tuttavia palesa una sensibilità
acuta e un’immediatezza inconsueta verso un simile personaggio,
nel quale a tratti si immedesima. E per venire all’aspetto
più scientifico della questione, da menzionare gli scavi
archeologici nella principale delle città fondate da Alessandro;
gli scavi ad Alessandria d’Egitto, motore indiscusso per
tre secoli di quel progetto culturale (l’ellenismo), che
fu geniale parto di una mente geniale. Qui l’équipe
del Centre d’études alexandrines diretta da Jean-Yves
Empereur, dopo aver identificato nella rada del porto i giganteschi
blocchi del faro, sta ora settacciando la vasta necropoli di Gabbari
alla caccia del “séma”, il mausoleo che conserva
il corpo di Alessandro; i risultati sono eccellenti: almeno 7.000
loculi di varie epoche (greca, romana e cristiana) e nelle ultime
settimane alcune sepolture di gran pregio di età macedone
(fine IV secolo a. C.); queste ultime farebbero pensare che siamo
forse vicini all’evento archeologico del secolo, sempre
che il “séma” non sia stato coperto dal mare,
nei secoli avanzato di almeno 30 metri.

Ma chi fu Alessandro il Grande in vita? Al di là delle
imprese compiute, delle battaglie vinte, della spedizione fino
ai confini dell’ecumene (delle terre abitate), emerge la
sua forte volontà di realizzare con la politica e con gli
eserciti il più importante progetto culturale mai intrapreso
nella storia occidentale: esportare l’occidente in oriente;
imporre con la ragione e con le armi il “modus vivendi”
ellenico ai “barbari”; globalizzare il mondo conosciuto
e farlo non solo per le solite, ovvie ragioni economiche, a cui
è sotteso ogni processo di globalizzazione; farlo per presentare
e sottilmente imporre una “way of life”, che all’ombra
del Partenone si era dimostrata di successo e a cui i confini
dell’Ellade erano troppo angusti. E in gran parte questo
progetto politico-culturale è stato realizzato, anche se
il puro pensiero di Platone e di Aristotele (che di Alessandro
fu istitutore) si è inquinato e si è modificato
in seguito al confronto con le culture dei popoli occupati. L’ellenismo
si mantenne per tre secoli e passò la palla a una civiltà
in cui il senso del dominio e quindi dell’annessione globalizzatrice
erano ancora più spiccati: l’Impero romano, che di
Alessandro Magno fece la propria bandiera; e fu proprio sotto
l’Impero nascente che Plutarco, biografo dei grandi e a
sua volta fine indagatore di vizi e virtù, scrisse una
sublime biografia del macedone, che voleva essere modello degli
Imperatori dell’Urbe.

Ma Alessandro era anche un uomo, e qui giungiamo agli aspetti
più sottili e complessi e dunque più affascinanti
di questa pietra miliare della storia mondiale, aspetti finemente
sondati nel libro di Cecchi Paone. Alessandro aveva una personalità
volitiva, quasi “divina”, tuttavia sempre bisognosa
di conferme, che solo nuove e pregnanti esperienze potevano soddisfare.
Aveva sete di vita, di afflati umani, era profondo nelle amicizie,
era estremo nell’amore. Anzi spesso non distingueva amicizia
e amore: è il caso della sua complessa relazione con il
suo “alter ego” speculare Efestione, che lo seguì
dovunque e lo sostenne sempre. Alessandro amava sconfinare nel
mito e paragonare il suo rapporto omoerotico con Efestione al
rapporto altrettanto omoerotico tra Achille e Patroclo, mostrando
di ereditare dalla classicità greca quell’omosessualità
tutta di testa e di cuore prima ancora che di sensi, che mai mise
a repentaglio una società solidamente basata sull’istituto
famigliare in cui uomo e donna avevano pari dignità.
E quanto Alessandro era greco, comunque indissoluibilmente legato
al puro pensiero dei filosofi traspare dal famoso incontro con
Diogene il cinico; “Cosa desideri? Io sono Alessandro, posso
soddisfare qualunque tua aspirazione”. E Diogene: “Spostati!
Mi levi il sole”. E Alessandro ai suoi amici: “Per
Zeus! Se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene”.
Aristide Malnati