Chi
sono davvero gli spettri, e chi i vivi? Chi sono coloro che “trottano,
danzano, vanno e vengono”, le care presenze della nostra
vita? le più belle storie di fantasmi in un romanzo dall’impianto
narrativo perfetto
Una vecchia torre, rimodernata da una anziana coppia, Olga e
Marin ci sono persone che vanno e vengono in una cornice, quella
dell’Estate del 2002, sfumata e quasi fiabesca.
Forse nulla sarebbe successo, se una nipote di Olga, Ada, non
avesse cominciato a raccontare una storia di fantasmi. Quanti
hanno bisogno di esorcizzare paure che si sono creati da sé?
La realtà a poco a poco sfuma in un mondo meno logico,
ma che, a molti, appare altrettanto concreto e incisivo.
La Casa è di certo una protagonista del libro, in quanto
mai, mai, il focus si sposta da ciò che vi avviene ad un
generico “fuori”.
I personaggi si muovono, ma quando escono dagli occhi della torre
rimodernata, svaniscono. Come fantasmi. Almeno due capolavori
della letteratura mondiale sono occhieggiati dall’autrice
in questo libro .
Da Boccaccia La Petrignani prende l’ambientazione della
grande villa come luogo d’incontro di gente in fuga non
dalla peste ma dallo stress cittadino e da Chaucer migra l’idea
di mettere insieme persone diverse, in modo da avere uno spunto
per storie variegate.
È difficile rendersi conto subito dell’ ovattata
claustrofobia che si insinua nell’animo leggendo il libro,
dove tutto è solo sussurrato e la vecchia torre, più
e più volte citata, nella quale i personaggi si muovono
oltre che uno sfondo diventa un personaggio lei stessa
(buffo, ma alla fine del libro non si è in grado di comprendere
la planimetria della casa, per quanto nel leggere paia assolutamente
chiara).
Olga la voce narrante ,lascia la parola ad ognuno dei presenti,
a turno, quando raccontano la loro storia di fantasmi.
Storie di tradizione alternate a storie di fantasmi che si avvicinano
in maniera inquietante alla realtà perché sono state
vissute dai narratori stessi.
Alcune pagine sono più drammatiche, perché toccano
le corde di una tragedia famigliare, come quella del giapponese
che sa d’incesto o perché fanno rivivere tutte le
vittime dei regimi polizieschi del nostro secolo come nella storia
del cubano- nel fantasma di un desaparecido.
Quando alla sera finiscono i racconti si fa fatica a prendere
sonno, aleggiano altri fantasmi, spettri del proprio passato,
amori finiti, litigi e riconciliazioni, colpe e fallimenti, compromessi
e felicità, ombre di un futuro allettante, tentazioni di
nuovi amori, anche se tardivi.
Vita e morte, fantasmi e amori. Alla fine dell’Estate, vi
saranno tre nuove coppie, sbocciate tra una danza macabra ed un
fantasma fatto di vento.
Finchè non tocca ad Olga raccontare. Lì si scopriranno
chi sono le Care Presenze che “trottano danzano vanno e
vengono” nella nostra vita. Nell’unico punto in cui
il focus esce dalla Casa, vi sarà il più perfetto
finale per una storia di fantasmi...
L'autore
Sandra Petrignani
è nata nel 1952 a Piacenzae vive a Roma. Ha scritto
il libro di viaggio Ultima India; i racconti raccolti in
Il catalogo dei giocattoli, Vecchi, Poche storie; i romanzi
Navigazioni di Circe,Come cadono i fulmini, Come fratello
e sorella; le interviste Le signore della scrittura. Con
Neri Pozza ha pubblicato La scrittrice abita qui, libro
finalista al Premio Strega 2003.
Titolo Care Presenze,
autore Petrignani Sandra, 371 pagine, anno 2004, editore
Neri Pozza, Collana I narratori delle tavole.