ABSTRACT
La Sindrome di Poland è una rara anomalia congenita
che coinvolge la parete del torace e l’arto superiore, con
diverso grado di gravità e limitazione funzionale o estetica.
Il ruolo del chirurgo pediatra è limitato ai casi severi
che richiedono una plastica del torace per deformità o
asimmetrie evidenti o rischi di traumi ai visceri toracici. In
età pediatrica per la malformazione toracica può
essere indicato un intervento di trasposizione costale, di correzione
della deformità sternale (depressione o protrusione sternale),
o di plastica di minima del torace con protesi.
In questo lavoro viene presentata la Sindrome di Poland nei suoi
aspetti clinici, genetici e diagnostico-terapeutici, e presentata
la casistica dell’Istituto Giannina Gaslini, centro di riferimento
per tale malformazione.
INTRODUZIONE
La Sindrome di Poland (SP) prende il nome da Alfred Poland
che la descrisse nel 18411 sebbene già altri casi sporadici
fossero stati descritti in precedenza. In quel lavoro1, Poland descrisse
una costellazione di molte anomalie, tra cui l’assenza dei
muscoli grande e piccolo pettorale e sindattilia. In realtà
la SP si è arricchita nel corso degli anni di altre caratteristiche,
di volta in volta descritte nei lavori scientifici successivi, e
si può oggi affermare che presenti un’ampia variabilità
di difetti congeniti monolaterali. È caratterizzata infatti
da variabili combinazioni di ipoplasia/aplasia toracica con interessamento
costale, del muscolo grande pettorale (in genere del capo sternocostale)
e del piccolo pettorale, con o senza coinvolgimento dell’arto
superiore (brachisindattilia) ipsilaterale. Come criterio diagnostico
obbligatorio per la SP è necessario osservare aplasia o ipoplasia
del muscolo grande pettorale figura 1 e almeno
un’anomalia associata. Tra queste, le più frequenti
sono aplasie/ipoplasie costali, depressioni della parete toracica,
atelia o amastia, assenza di peluria ascellare, ipoplasia del grasso
sottocutaneo, ipoplasia del radio e malformazioni della mano figura
2. Le malformazioni a carico della mano sono molto varie
e non correlate con la gravità delle malformazioni toraciche.
INCIDENZA
L’incidenza della SP è stimata attorno a 1/30.000 nati
vivi2.
Il lato destro è colpito due volte più frequentemente
rispetto a quello sinistro e i maschi sono più colpiti, con
un rapporto tra maschi e femmine di 3 a 2. L’anomalia più
comune è l’assenza del muscolo grande pettorale.
In genere la SP si presenta in forma sporadica e unilaterale, anche
se è stato descritto un caso bilaterale3
PATOGENESI
La causa della SP è sconosciuta. L’anomalia è
congenita e insorge nella vita embrionale. La SP potrebbe essere
provocata, in alcuni casi, da un’anomalia della vascolarizzazione
fetale con ischemia a carico del territorio tributario delle arterie
succlavia, vertebrale, e/o di uno dei loro rami durante lo sviluppo
fetale. L’epoca embrionale in cui si è stata suggerita
l’interruzione dell’apporto sanguigno embrionale delle
arterie succlavie sarebbe attorno alla 6° settimana di gestazione.
Durante tale settimana il muscolo grande pettorale si divide nei
suoi capi clavicolare e costale, dal quale originano successivamente
il muscolo piccolo pettorale e il capo sternocostale del grande
pettorale4. Sempre nella 6° settimana si differenziano le dita
della mano, che iniziano a separarsi l’una dall’altra.
Durante le stessa settimana, infine, il pattern vascolare dal 6°arco
si differenzia nelle branche vertebrali e succlavie. Si ipotizza
che un fenomeno ischemico, o, in alternativa, traumatico endouterino,
possa alterare la migrazione e differenziazione delle cellule che
andranno a formare i muscoli pettorali.5,6.
Il termine SADS, dall’inglese “Subclavian Artery Supply
Disruption Sequence” è stato suggerito7 per un gruppo
di difetti accomunati dal fatto di che avere, come meccanismo eziopatogenetico,
la compromissione endouterina dell’apporto ematico derivato
dall’arteria succlavia, a causa di traumi, pressione estrinseca,
edema. Tali difetti sono diagnosticabili alla nascita e comprendono
tra gli altri, oltre alla SP, l’anomalia di Klippel-Feil,
la sindrome di Möbius, difetti traversi isolati del arto e
l’anomalia di Sprengel.
È stata segnalata un’aumentata incidenza di leucemie
nei pazienti affetti da SP8.
GENETICA
La SP nella maggiore parte dei casi è sporadica, con un rischio
di ricorrenza nella stessa famiglia trascurabile.
In qualche caso è stata descritta in letteratura una trasmissione
autosomica dominante con penetranza incompleta, in cui la anomalia
è stata trasmessa dal padre affetto al figlio maschio9. È
stata inoltre descritta una tipica SP sinistra in due cugini di
secondo grado10, e una famiglia con tre generazioni successive con
assenza unilaterale del grande pettorale, dentato anteriore e gran
dorsale11. Si ipotizza che la trasmissione possa essere multifattoriale.
In particolare l’esposizione intrauterina ad alcuni farmaci
come Misopristolo o Ergotamina tra la 6° e l’8° settimana
di gestazione può causare sindrome di Möbius, che riconosce
come abbiamo visto una causa comune con la SP nella SADS.
CLASSIFICAZIONE
Come abbiamo detto, la SP è un’anomalia congenita che
si presenta con un ampio spettro di malformazioni, e, vista la variabilità
clinica, non è facile classificare le diverse forme raggruppandole
per caratteristiche cliniche.
Esiste però la possibilità di classificare le differenti
forme di malformazioni a carico dell’arto superiore, come
proposto recentemente da Al-Qattan12, in base alla loro gravità.
INQUADRAMENTO CLINICO
Vediamo in dettaglio come riportato dalla letteratura le diverse
manifestazioni cliniche della SP. Ricordiamo che la diagnosi di
SP richiede la compromissione del muscolo grande pettorale associata
ad uno o più dei seguenti caratteri:
• Assenza o ipoplasia del muscolo piccolo
pettorale.
• Anomalie della mano. Sono molto variabili, vedi tabella
1. Possono andare dall’assenza di anomalie, a una lieve asimmetria,
fino a micromelia, brachidattilia, oligodattilia, sindattilia, polidattilia
preassiale, ectromelia).
• Anomalie toraciche. Si suddividono a loro volta in:
• depressione delle coste: aplasia o malformazione delle cartilagini
costali 2°-4° o 3°-5°;
• anomalie del diaframma: ernia diaframmatica, agenesia del
diaframma;
• assenza di parti del muscolo serrato o dell’obliquo
esterno;
• ipoplasia della cute e del grasso sottocutaneo;
• assenza di peli ascellari;
• assente o ridotto sviluppo del capezzolo (atelia) o della
mammella (amastia);
• asimmetria dello sterno, in genere con depressione e rotazione
verso il lato coinvolto.
• Asimmetria degli arti superiori, con malformazioni e agenesia
a carico di omero, ulna, radio, scapola.
• Anomalie vertebrali: emivertebre, fusioni vertebrali
• Anomalie viscerali. Sono state descritte:
• anomalie del fegato e delle vie biliari;
• cuore in posizione anomala, destrocardia;
• anomalie del colon e del tenue;
• agenesia renale, ipoplasia renale mono o bilaterale;
• anomalie a carico di pelvi e vie urinarie (bifidità,
duplicità, ostruzione, reflusso)
• Anomalie del sistema nervoso centrale:
• encefalocele/exencefalia, microcefalia
• anomalie funzionali o morfologiche dell’ipotalamo
e ipofisi.
• Anomalie emato/oncologiche: piastrinopenia, leucemie, linfomi,
neoplasie mammarie.
Sindromi Associate
• Sindrome di Klippel- Feil: descritta nel
1912, caratterizzata da fusione di vertebre cervicali, con motilità
cervicale ridotta, attaccatura bassa della capigliatura, collo corto13,14.
Può essere presente spina bifida occulta.
• Sindrome di Möbius: paralisi uni- o bilaterale, parziale
o completa, dei VI e VII nervi cranici, con anomalie multiple degli
arti.15
• Sindrome di Adams- Oliver: difetti delle falangi terminali
e delle dita tipicamente asimmetrici, aplasia del cuoio capelluto,
cutis mormorata16.
• Sindrome di Goldenhar: anomalie oculari,
auricolari, vertebrali, craniofacciali17,18.
• Sindrome di Ulrich- Turner cromosomopatia frequente (1/2500-3000
nati vivi) 45,X, con ipogonadismo, disgenesia gonadica, bassa statura19.
• Sindrome di Parry-Romberg: atrofia unilaterale del tessuto
sottocutaneo del volto con anomalie oculari20,21.
• Anomalia di Sprengel: assenza della parte superiore del
dentato anteriore, con scapola alata ed elevata22.
DIAGNOSI
La diagnosi in genere è clinica, potendosi osservare tutte
le possibili varietà cliniche della sindrome, in particolare
l’ipoplasia del muscolo grande pettorale e le malformazioni
associate dell’arto superiore omolaterale.
Lo studio radiologico è importante, per valutare esattamente
tutte le anomalie presenti. In particolare sono sempre da eseguire
Rx torace, ecografia addominale. La TC del torace è di grande
utilità per la definizione delle deformità toraciche
e per l’indicazione alla chirurgia, per cui è consigliabile
in tutti i casi.
Lo studio radiologico dell’arto superiore sarà indicato
frequentemente, ogniqualvolta vi sia un’anomalia anatomica
o funzionale a suo carico.23
TERAPIA
In ogni caso deve essere valutata l’indicazione alla chirurgia.
Nella più ampia casistica di SP descritta in letteratura24,
comprendente 75 pazienti, l’intervento chirurgico è
stato indicato in meno di un terzo dei casi. Le indicazioni alla
chirurgia sono le seguenti:
• Problemi estetici.
• Problemi strutturali.
• Anomalie funzionali.
• Movimenti parossistici della parete toracica e
progressiva erniazione del polmone attraverso il
difetto.
• Riduzione della funzionalità polmonare.
• Mancanza di protezione (sport da contatto).
• Debolezza muscolare.
• Scoliosi.
Durante l’età pediatrica per quanto
riguarda le malformazioni ortopediche, si dovrà intervenire
per correggere la sindattilia attorno al primo anno di vita, mentre
l’età migliore per la correzione chirurgica delle altre
malformazioni della mano varierà, in base al tipo e alla
gravità dell’anomalia.
Per quanto concerne il chirurgo pediatra, l’indicazione più
frequente sarà l’ asimmetria toracica severa, che può
causare problemi estetici o funzionali a carico dell’apparato
cardiovascolare, e/o la presenza di aree “scoperte”
in cui i visceri toracici si trovino esposti a pericolosi traumatismi
o erniazioni. La presenza di aplasia o ipoplasia costale in assenza
di deformità evidente o rischio di traumatismo viscerale
non costituisce di per sé un’indicazione chirurgica.
Per quanto riguarda l’età adolescenziale ed adulta,
in genere non esistono limitazioni funzionali che richiedano interventi
chirurgici, per cui l’indicazione in tutti i casi è
di tipo cosmetico, a seconda dei casi, per correggere la deformità
estetica del torace, e l’ipoplasia o aplasia mammaria e del
capezzolo. Tali deformità se sono severe possono essere responsabili
di importanti problemi psicologici e comportamentali, in particolare
nel sesso femminile. Tali interventi, di pertinenza del chirurgo
plastico, sono da eseguire in genere a sviluppo puberale completo,
in quanto occorre attendere lo sviluppo completo della mammella
controlaterale per poter effettuare una mastoplastica simmetrica
in un solo tempo. Spesso si esegue contemporaneamente la ricostruzione
del pettorale con un lembo di rotazione del muscolo gran dorsale25.
Oltre al rischio di ischemia secondaria del lembo, con successiva
sua parziale atrofia, tale metodica espone al potenziale indebolimento
ulteriore dell’arto superiore, per cui pur essendo indicata
in molti casi nella femmina, ove è importante per permettere
un sostegno alla protesi mammaria, nel maschio deve essere valutata
di caso in caso.
Per quanto riguarda le correzioni delle deformità
della gabbia toracica, la prima descrizione di intervento correttivo
per la SP è ad opera di Ravich nel 196626, che utilizzò
la trasposizione di coste autologhe e una fascia di Teflon per la
ricostruzione della deformità toracica. Successivamente sono
state descritte tecniche ricostruttive diverse, con utilizzo di
altri materiali (dura madre liofilizzata, fascia di Marlex, rete
di Vicryl), da associare o meno alla trasposizione costale.
A nostro parere occorre, nella SP, essere il meno invasivi possibile,
limitandosi, in età pediatrica, a correggere solo i casi
che realmente lo necessitano, per problemi psicologici o funzionali,
e in particolare correggere i casi con asimmetrie evidenti date
da rotazione, protrusione o depressione sternale. La trasposizione
costale, con prelievo autologo preservando il pericondrio costale,
è da riservare secondo noi ai rari casi con rischio di traumatismo
viscerale da assenza di protezione costale, vedi figura
3. Per motivi estetici può inoltre essere necessario
eseguire resezioni di coste sporgenti, rotazioni sternali mediante
osteotomia trasversale o a cuneo, inserzione di stabilizzatori transternale
(barra metallica come effettuato molto più comunemente per
la correzione del pectus excavatum). Spesso può essere sufficiente
correggere l’asimmetria toracica interponendo tra le coste
una fascia di materiale sintetico, vedi figura 4.
Dobbiamo segnalare, infine, che in generale esercizi fisioterapici
e la ginnastica non sono presidi utili per la correzione delle asimmetrie
toraciche, ma, al contrario, possono addirittura accentuare un’asimmetria
dovuta a un ipoplasia muscolare.
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CASISTICA DELL'ISTITUTO GIANNINA GASLINI
Presso la Chirurgia Pediatrica dell’Istituto Giannina Gaslini,
diretta dal prof. Vincenzo Jasonni, abbiamo valutato 20 pazienti
con SP. I dati sono riassunti nella tabella 2.
Il rapporto maschi/femmine era di 3/1
I pazienti operati per deformità toracica sono stati 8. In
tali casi abbiamo eseguito un plastica del torace e in alcuni casi
una trasposizione costale.
L’AISP, Associazione Italiana Sindrome di Poland, è
stata fondata nell’Ottobre 2003 a Genova. La presidente dell’associazione,
Eva Pesaro Naticchi, in collaborazione con l’Ospedale Gaslini
ed in modo particolare con il Professor Vincenzo Jasonni, già
presidente del comitato scientifico, ha organizzato due convegni
scientifici a carattere nazionale riguardanti la sindrome. Il secondo
evento, svoltosi lo scorso ottobre, ha affrontato il tema dello
stato della ricerca scientifica e delle prospettive riguardanti
la Sindrome di Poland. La tavola rotonda ha ospitato specialisti
in:
chirurgia pediatrica
(Prof. Vincenzo Jasonni - Primario U.O. di Chirurgia Istituto Giannina
Gaslini),
chirurgia plastica
(Prof. Pierluigi Santi - Primario IST Istituto Tumori Ospedale S.
Martino Genova,
Dott. Gianluca Gatti - Dirigente Medico Unità Operativa Complessa
di Chirurgia Plastica - Pisa),
chirurgia della mano
(Prof.Mario Igor Rossello - Direttore U.O Centro Regionale di Chirurgia
Mano Savona),
genetisti
(Dott.ssa Margherita Lerone -Servizio di Genetica Molecolare Istituto
Giannina Gaslini,
Dott. Sebastiano Bianca - Ambulatorio Genetica Medica Azienda Ospedaliera
“Garibaldi” Catania),
psicologi
(Dr.ssa Daniela Zarri - U.O. Emato - Oncologica Pediatrica, IRCCS
G. Gaslini,
Dr.ssa Lucia Spada - CEMP -Centro di Educazione Matrimoniale e Pre-matrimoniale
Genova).
L’Associazione che dispone di un sito mail www.sindromedipoland.org,
organizza in collaborazione con l’IGG ricoveri in regime di
day-hospital per pazienti affetti dalla sindrome, in cui vengono
sottoposti a controlli multispecialistici (chirurgico, ortopedico,
genetico, psicologico), ai fini di un corretto inquadramento genetico
e clinico di un programma terapeutico longitudinale e di un’adeguata
informazione della famiglia.
Prof. Vincenzo Jasonni
Anna Buluggiu, Michele Torre
Divisione e Cattedra di Chirurgia Pediatrica
Istituto Giannina Gaslini, Genova, Italia
Baban Anwar
Laboratorio di Genetica Medica e Molecolare
Istituto Giannina Gaslini, Genova, Italia
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