Diminuiscono i medici di medicina generale. I
medici di famiglia sono passati dai 47.262 del 1999 ai 46.907
del 2002.
Infatti, per garantire una base minima economica i sindacati di
categoria premono per innalzare il minimale di 1000 assistiti
per medico verso il massimale dei 1500 assistiti (2000 per la
provincia autonoma di Bolzano).
Conseguentemente risulta sempre più difficile ai medici
che hanno superato il Corso triennale di formazione in medicina
generale il loro inserimento nella convenzione col servizio sanitario
nazionale. Fanno ancora eccezione i pediatri per la forte carenza
di questi specialisti nella convenzione. Il numero più
alto di medici lo abbiamo in Lombardia, seguita da Lazio, Campania,
Veneto e Piemonte.
Il rapporto popolazione/medici di famiglia più alto spetta
alla provincia autonoma di Bolzano, con un rapporto molto vicino
al massimale di 2000 scelte per medico.
Per le altre regioni, ove il massimale previsto è di 1500
assistiti, abbiamo il Veneto con 1283, la Campania con 1277, la
provincia autonoma di Trento con 1266, la Lombardia con 1258,
la Sicilia con 1251, la valle d’Aosta con 1237, la Puglia
con 1220 e le Marche con 1214. Seguono le altre regioni che si
pongano tra 1200 e 1100 scelte.
La regione che ha il maggior numero di anziani (residenti) è
la Liguria col 25,01 %, seguita dall’Umbria 22,38 e dall’Emilia
Romagna col 22,12 %. La Campania col 17,73 % e la Sicilia con
un 16,44 hanno il primato dell’età infantile. Nella
regione Sardegna (71,27 per cento) abbiamo invece il massimo della
concentrazione degli adulti; segue la Lombardia col 70 per cento.
Un altro dato interessante è il numero dei medici iscritti
al Fondo di medicina generale divisi per classi di età.
Va tenuto presente che lo scostamento tra iscritti al Fondo Speciale
ENPAM di Medicina generale e medici di famiglia è dovuto
al fatto che un discreto numero di medici, avendo fatto delle
sostituzioni di colleghi inseriti in convenzione vengono iscritti
seppur per piccoli periodi al Fondo di previdenza per i versamenti
contributivi che le ASL sono tenute a fare per le sostituzioni
che superano i 30 giorni o per periodi inferiori se vengono notificati
dal titolare.
La punta maggior è nella decade tra i 15 e 25 anni di laurea
cioè di medici con 40-50 anni di età.
Invece piuttosto basso è il numero dei medici prossimi
all’uscita dalla convenzione. Gli scostamenti tra il 2001
e il 2002 sono minimi. I medici che hanno lasciato la convenzione
per pensionamento sono stati nel quinquennio 1999-2003
3.388, neanche 1.000 all’anno in tutta Italia e nel 2003
meno di 500, di cui 17 per cento in Lombardia.