Destra & Sinistra

Oliviero Beha

Istruzioni per l’uso di questa nota: tenete d’occhio la & di questo titolo.
Dopo una campagna elettorale pressoché permanente,siamo ormai prossimi alle elezioni regionali,ultima tappa importante prima delle elezioni politiche della primavera 2006 che confermeranno o congederanno Silvio Berlusconi. Ovviamente la tv, e la stampa, giocheranno un ruolo fondamentale nell’indirizzo di voto degli italiani. Da come si sono messe le cose ormai da qualche tempo,pare assolutamente normale che un giornalista si schieri da una parte o dall’altra, in questo bipolarismo un po’ straccione e volutamente imperfetto. Volutamente imperfetto perché le due parti negli ultimi dodici anni, da quando siamo passati al maggioritario per ripulsa del proporzionale vissuto come sentina di tutti i mali della politica(clamoroso abbaglio del sintomo scambiato per la malattia), tale maggioritario si sono ben guardate dal completare e perfezionare.
Perché,se a parole sia la destra che la sinistra concordano sui limiti e la difettosità di questo bipolarismo mitigato e ridotto? Semplicemente perché entrambe non sono riuscite a capire se un maggioritario completo e un bipolarismo integrale li favorirebbe oppure no. Nel dubbio, quindi, soprassiedono e si limitano a lamentarsene. Del paese, della politica nel paese, della sua governabilità, efficienza, trasparenza, non frega nulla a nessuno.
L’importante è ovviamente vincere le elezioni, e governare. Con tutto quello che una vittoria si porta dietro in termini di potere, denaro, poltrone, ”agenzie di collocamento” per i tuoi ecc. Il paese non è mai di tutti, ma è sempre dei tuoi, a condizione che tu vinca, concetto esasperato dallo “spoil sistem”. Come se la nostra vita fosse tutta e solo una integrale conseguenza della politica e della sua amministrazione pratica ed economica, in ogni momento della nostra giornata. Come se la & tra destra e sinistra fosse appunto solo una “e” commerciale,da denaro, business, aziende, e invece non è così, come dovrebbe essere evidente. Ma torniamo alla stampa.
A quanto pare “deve” essere schierata, e chiaramente,patentemente. Se no, secondo la scuola di pensiero (!!!) più in voga un giornalista è equivoco, non si sa da che parte sta, è opportunista, confuso, codardo ecc.
Mentre, che so, un dentista o un fioraio non necessariamente deve schierarsi. Se si schiera,e ne è convinto, meglio per lui. Ma nessuno glielo chiede, nel suo lavoro. Anzi, direi – e forse è un bel tema per “Leadership medica”- che andare a farsi curare da un medico perché “è di destra”, o al contrario, naturalmente, parrebbe forse a tutti uno sproposito.
Invece per un giornalista lo fanno passare per indispensabile. Più è dichiaratamente schierato, meglio è,par di capire. Ma perché? E che vuol dire,schierato? Che se è di destra, è d’accordo con tutto quello che fa la destra, e lascia ai “nemici” di parte guelfa bianca il compito e l’onere di criticare la destra? Follia, perché lo faranno nella stessa logica, attaccando quindi la destra comunque e a prescindere (cfr.Totò), non per i suoi eventuali torti ma solo perché è la destra, e perché presuppongono che la stampa di destra farebbe e faccia lo stesso contro la sinistra.
Di questo immane,sterile,degradante guazzabuglio nessuno parla. Anzi, viene spacciato alla pubblica opinione come “normale”, come dato relativo alla professione giornalistica, in subordine alla classe politica. Per riprenderci da questi guasti culturali non basterà un cambio di stagione, e forse se continua così, a degradare tutto, neppure un cambio generazionale.Una politica accomunata nella sua fase quasi esclusivamente politicante da una & di business, una stampa che fa il tifo o investe come fosse in borsa sui titoli/nomi dei due schieramenti: il risultato è una regressione culturale paurosa,una sfiducia generalizzata nell’informazione e nella politica, una retrocessione professionale allargata, per l’una e l’altra categoria.Come diceva quello, ”è questo che vogliamo?” E quando e dove e a chi si potrà parlare di questo processo degenerativo che ci riguarda tutti, che si sia di destra &/o di sinistra?

Oliviero Beha