Emilio Marsella

 Carlo Franza

La pittura di Emilio Marsella è carica di pathos, di verità e sopratutto è animata di una carica espressiva che la fa unica interprete di un mondo del sud da lui amato attraverso i paesaggi della sua terra: la Puglia.

Nel panorama della pittura italiana contemporanea il nome di Emilio Marsella vive una parte di rilievo in quanto il suo progetto artistico e il suo lavorare nell’arte coincide con la scelta figurale di devozione al paesaggio, al paesaggio italiano; meglio ancora sarebbe aggiungere come egli abbia dato un valore epico al paesaggio pugliese, salentino, di cui ha evocato luci e colori, e ancora usi e costumi, portandosi verso quella pittura sociale che lo ha fortemente caratterizzato dagli anni Cinquanta del Novecento fino ad oggi, pur scandendo una serie di cicli identitari, quali il “ciclo degli alberi”, il “ciclo delle casodde”, il “ciclo dei vinti”.

Ciclo dei venti - dalle visioni paesane Donne di Maruggio - 1977 olio su tela 40x80

Altri grandi artisti italiani si sono distinti per la loro scelta di paesaggio, anche se in questa scelta è sempre l’amore per la propria terra, così è stato con la Sicilia di Guttuso, così è stato con la Ciociaria (terra di Frosinone) di Purificato, così è stato con l’Abruzzo di Michele Cascella, così è stato con la Puglia di Ciardo, così lo è ancora con la salentinità di Marsella che dipinge la terra di Maruggio, una località in provincia di Taranto, che ha eletto a icona popolar-nazionale. In questo paesaggio pugliese, caratteristico per i tagli fra cielo e terra, per le case bianche e le donne vestite di nero, le chiese cappelle e le oranti in processione, la ripresa di scene di vicinato, par quasi di leggere visivamente pagine di quel “contadini del sud” del grande scrittore lucano Rocco Scotellaro che raccolse verità indimenticabili.Per Marsella il discorso è più acuto, nel senso che l’artista che ormai da anni vive a Milano, pur con quelle brevi apparizioni nella sua terra, si porta in petto il cuore della sua gente e del mondo ancestrale che gli appartiene, vive in stretto rapporto con una memoria che ormai ha perso ogni dato veristico per significarsi in una poesia carica di simboli e di magia. Così e cresciuta in tutti questi anni questa pittura di Emilio Marsella, carica di pathos, di verità e soprattutto animata dall’interno di carica espressiva che lo fa unico interprete di un mondo che sa di saga. Figlio del sud, ha interpretato e dato al paesaggio della sua terra quell’anima segreta che si carpisce sugli schemi immobili di un mondo che resiste nelle folte chiome degli alberi, nelle barche in riva al mare Ionio, nelle costumanze della sua gente. Non dimentichiamo che anche Gabriele D’Annunzio rintracciò simili dati legati alla sua terra d’Abruzzo nel suo conterraneo Paolo Michetti.

Ciclo dei venti - dalle visioni paesane Oranti a Maruggio - 1977 olio su tela 40x80

Come pochi artisti italiani Emilio Marsella ci ha consegnato una parte del paesaggio nostrano, senza allargarsi in vedute e scene d’insieme romantiche, ma porgendo nostalgie ed emozioni legate alla terra rossa, alla luce che attraversa le stagioni e all’umanità di quella gente, la sua, che nei suoi dipinti vive la certezza di un esistere, semplice, vero, umano, solidale, antico e folkloristico. I colori dei suoi dipinti vivono chiarori e chiaro-scuri, si certificano tra macchie che contornano senza addentrarsi in particolari, e in quell’ossificazione del paesaggio e della figura vive il messaggio forte dell’artista, l’etica del suo vivere, il linguaggio del suo dipingere, dopo anni intensi di ricerche, sintesi ed esplorazioni fantastiche e memoriali.

Carlo Franza