La pittura di Emilio Marsella è
carica di pathos, di verità e sopratutto è animata
di una carica espressiva che la fa unica interprete di un mondo
del sud da lui amato attraverso i paesaggi della sua terra: la
Puglia.
Nel
panorama della pittura italiana contemporanea il nome di Emilio
Marsella vive una parte di rilievo in quanto il suo progetto artistico
e il suo lavorare nell’arte coincide con la scelta figurale
di devozione al paesaggio, al paesaggio italiano; meglio ancora
sarebbe aggiungere come egli abbia dato un valore epico al paesaggio
pugliese, salentino, di cui ha evocato luci e colori, e ancora
usi e costumi, portandosi verso quella pittura sociale che lo
ha fortemente caratterizzato dagli anni Cinquanta del Novecento
fino ad oggi, pur scandendo una serie di cicli identitari, quali
il “ciclo degli alberi”, il “ciclo delle casodde”,
il “ciclo dei vinti”.
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| Ciclo dei venti
- dalle visioni paesane Donne di Maruggio
- 1977 olio su tela 40x80 |
Altri grandi artisti italiani si sono distinti per la loro scelta
di paesaggio, anche se in questa scelta è sempre l’amore
per la propria terra, così è stato con la Sicilia
di Guttuso, così è stato con la Ciociaria (terra
di Frosinone) di Purificato, così è stato con l’Abruzzo
di Michele Cascella, così è stato con la Puglia
di Ciardo, così lo è ancora con la salentinità
di Marsella che dipinge la terra di Maruggio, una località
in provincia di Taranto, che ha eletto a icona popolar-nazionale.
In questo paesaggio pugliese, caratteristico per i tagli fra cielo
e terra, per le case bianche e le donne vestite di nero, le chiese
cappelle e le oranti in processione, la ripresa di scene di vicinato,
par quasi di leggere visivamente pagine di quel “contadini
del sud” del grande scrittore lucano Rocco Scotellaro che
raccolse verità indimenticabili.
Per
Marsella il discorso è più acuto, nel senso che
l’artista che ormai da anni vive a Milano, pur con quelle
brevi apparizioni nella sua terra, si porta in petto il cuore
della sua gente e del mondo ancestrale che gli appartiene, vive
in stretto rapporto con una memoria che ormai ha perso ogni dato
veristico per significarsi in una poesia carica di simboli e di
magia. Così e cresciuta in tutti questi anni questa pittura
di Emilio Marsella, carica di pathos, di verità e soprattutto
animata dall’interno di carica espressiva che lo fa unico
interprete di un mondo che sa di saga. Figlio del sud, ha interpretato
e dato al paesaggio della sua terra quell’anima segreta
che si carpisce sugli schemi immobili di un mondo che resiste
nelle folte chiome degli alberi, nelle barche in riva al mare
Ionio, nelle costumanze della sua gente. Non dimentichiamo che
anche Gabriele D’Annunzio rintracciò simili dati
legati alla sua terra d’Abruzzo nel suo conterraneo Paolo
Michetti.
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| Ciclo dei venti
- dalle visioni paesane Oranti a Maruggio
- 1977 olio su tela 40x80 |
Come pochi artisti italiani Emilio Marsella ci ha consegnato
una parte del paesaggio nostrano, senza allargarsi in vedute e
scene d’insieme romantiche, ma porgendo nostalgie ed emozioni
legate alla terra rossa, alla luce che attraversa le stagioni
e all’umanità di quella gente, la sua, che nei suoi
dipinti vive la certezza di un esistere, semplice, vero, umano,
solidale, antico e folkloristico. I colori dei suoi dipinti vivono
chiarori e chiaro-scuri, si certificano tra macchie che contornano
senza addentrarsi in particolari, e in quell’ossificazione
del paesaggio e della figura vive il messaggio forte dell’artista,
l’etica del suo vivere, il linguaggio del suo dipingere,
dopo anni intensi di ricerche, sintesi ed esplorazioni fantastiche
e memoriali.
Carlo Franza