Erectile rehabilitation after prostatectomic

P. Letizia

Scopo
Valutare la risposta terapeutica delle varie forme di trattamento farmacologico nella gestione della disfunzione erettile in pazienti sottoposti alla prostatectomia radicale per il carcinoma alla prostata e quindi, sulla base dei risultati ottenuti, la definizione di un protocollo nel tentativo di standardizzare l’approccio terapeutico.
Materiali e metodi
Lo studio della popolazione ha coinvolto 132 pazienti con disfunzione erettile in seguito alla prostatectomia radicale.
I pazienti sono stati divisi in 3 gruppi:
gruppo l - sottoposto all’autosomministrazione di un’iniezione intracavernosa di alprostadil, da solo o associato alla fentolamina e/o alla papaverina; gruppo 2 - ha seguito un ciclo di autosomministrazione di una iniezione intracavernosa di sildenafil; gruppo 3 - ha seguito un ciclo di autosomministrazione di una iniezione intracavernosa di tadalafil. Visite di controllo per 6 mesi.
Esito
Alla fine del periodo di trattamento di 6 mesi, nel gruppo 1 (68 pazienti), l’81% ha mostrato una risposta positiva; nel gruppo 2 (42 pazienti) il 51% ha mostrato una risposta positiva; nel gruppo 3 (22 pazienti) il 68% ha mostrato una risposta ottimale con un ritorno delle erezioni spontanee.
Conclusioni
L’autosomministrazione intracavernosa di un’iniezione nel trattamento della disfunzione erettile in seguito alla prostatectomia radicale con tecnica nerve-sparing per il carcinoma alla prostata ha dato risultati ottimi, ma non è molto gradita ai pazienti che preferiscono una terapia orale.
Tadalafil, un inibitore selettivo del PDE 5, assicura un ritorno ottimale delle erezioni spontanee a causa dell’emivita più lunga e dei minori effetti collaterali.

G. Alei, P. Letizia
University of Rome “La Sapienza” Rome, Italy