La necessità per la Farmindustria di fare una campagna
pubblicitaria sull'attività delle case farmaceutiche associate
deriva dal fatto che per anni l'immagine delle case farmaceutiche
è andata sempre più deteriorandosi per le scelte
di marketing adottate dalle stesse e per le formule utilizzate,
non sempre eticamente corrette. Durante la presentazione della
campagna pubblicitaria in corso, la d.ssa Maria Pia Ruffilli da
detto che: "nella Farmindustria è in atto un cambiamento
di rotta nella filosofia aziendale". I cambiamenti annunciati
corrispondono in parte alla filosofia che caratterizza da sempre
le nostre pubblicazioni nel settore sanitario. Pertanto, questa
decisione non può che farci piacere.
Tuttavia, consapevoli delle difficoltà che spesso si incontrano
nell'attuare i cambiamenti, aspettiamo che alle parole seguano
i fatti concreti. Non saranno certo gli spot pubblicitari a convincerci
dell'effettiva svolta aziendale. La campagna pubblicitaria in
atto è finalizzata ad informare il grande pubblico sugli
investimenti onerosi che effettuano le case farmaceutiche nell'ambito
della ricerca, circa il 90 per cento. Per essere più convincenti
basterebbe indicare nel famoso "bugiardino", inserito
nella confezione dei medicinali, il nome del centro, dove e da
chi la ricerca è stata effettuata, e se il prodotto viene
distribuito in concessione e da chi. Attualmente, dal Ministro
della Sanità, è stata inserita nella finanziaria
una somma, ragguardevole per i tempi che corrono, in favore della
ricerca. Su questo tema è indispensabile che vi sia la
massima trasparenza. Saranno i soliti predestinati ad esserne
beneficiati? Sarà per questo che il Prof. Veronesi ha fatto
gli elogi al Ministro? Sarà… viene da pensare parafrasando
il Principe Salina ne "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa:
"tutto cambi affinché nulla cambi"…
Genina Iacobone
Direttore di Leadership Medica